Il mercato immobiliare destinato ai giovani che studiano lontano da casa è ormai riconosciuto come una vera crisi degli alloggi universitari. Il divario tra la domanda – in costante crescita – e l’offerta, che si è progressivamente contratto, rende la ricerca di una stanza un percorso ricco di ostacoli e di costi elevati.
In molte città universitarie, il prezzo medio di una camera singola supera i 600-700 euro al mese esclusi spese condominiali e utenze. Questa spesa, spesso a carico delle famiglie, limita l’accessibilità all’istruzione superiore e spinge gli studenti a soluzioni precarie o a lunghi spostamenti quotidiani.
Crisi degli alloggi universitari: dati, cause e impatto sui giovani
Le indagini più recenti mostrano che in realtà solo una piccola quota di posti letto è coperta da residenze pubbliche. In centri come Milano, Bologna o Firenze, la percentuale di contratti di locazione stipulati da studenti si aggira intorno al 26,3% del totale, con picchi al 50% a Torino.
Il fenomeno degli affitti brevi ha ulteriormente ridotto la disponibilità di unità a lungo termine: molti proprietari, attratti da guadagni più alti, hanno trasformato gli appartamenti in B&B o case vacanza.
Affitti brevi e conversioni turistiche
Il passaggio dagli affitti tradizionali a quelli turistici è aumentato soprattutto nei centri storici, dove il valore di una notte a un turista supera di gran lunga quello di un anno di locazione studentesca.
Questa dinamica ha ridotto drasticamente l’offerta di immobili a prezzi accessibili proprio nelle zone più comode per gli atenei.
Interventi del PNRR 2026: nuovi posti letto e limiti tariffari
Per fronteggiare l’emergenza, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha attivato il piano PNRR 2026 con l’obiettivo di realizzare 60.000 nuovi posti letto entro la metà dell’anno. Le ultime rilevazioni indicano che sono stati attivati 63.200 posti di cui 33.000 disponibili subito. Tuttavia, la maggior parte di questi alloggi è gestita in regime di partenariato pubblico-privato, con canoni liberamente determinati che possono raggiungere gli 850 euro al mese per una stanza singola.
Le normative del PNRR prevedono che solo circa 30% dei nuovi alloggi sia vincolato al diritto allo studio con canoni calmierati. Il resto rimane soggetto al mercato, lasciando gli studenti a dover ricorrere a soluzioni private o a contratti a canone concordato la cui quota è passata dal 5,6% al 9,8% nella seconda metà del 2025.
Trend di mercato 2024-2025: crescita degli affitti e tipologie contrattuali
Nel biennio 2024-2025 il numero di studenti fuori sede ha toccato i 355.000 con una quota crescente di giovani internazionali (21% rispetto al 15,8% dell’anno precedente). Le regioni più attrattive sono la Lombardia, che ospita il 36,9% degli studenti stranieri, seguita da Lazio e Piemonte.
Le statistiche di Tecnocasa mostrano che il 14,1% dei contratti di locazione stipulati nella seconda parte del 2025 ha riguardato studenti, in lieve aumento rispetto all’11,1% del 2024. Le tipologie più richieste sono i trilocali (33,5%) e i bilocali (26,2%) mentre un quarto degli studenti sceglie abitazioni con quattro locali, condividendo spazi per contenere i costi.
Dal punto di vista contrattuale, la quota dei contratti transitori è scesa dal 72,4% al 68,3%, mentre il contratto a canone libero si attesta al 21,9%.
Piattaforme digitali: le soluzioni più sicure per studenti fuorisede
In un mercato caratterizzato da annunci sparsi e da rischi di truffa, le piattaforme housing specializzate rappresentano la via più affidabile per assicurarsi una sistemazione. Siti internazionali come HousingAnywhere e Uniplaces offrono contratti con pagamento garantito, trattenendo la prima mensilità fino a verifica in loco.
Spotahome si distingue per il servizio di home-checking un team visita l’immobile, scatta foto e produce video tour, riducendo al minimo l’incertezza. Per chi preferisce un modello “all-inclusive”, il co-living di Joivy (ex DoveVivo) comprende bollette, Wi-Fi ad alta velocità e pulizie periodiche in un unico canone.
Tra le realtà italiane, CercoAlloggio collabora direttamente con gli atenei, non applica commissioni di agenzia agli studenti e fornisce una ricerca filtrata per zona, prezzo e tipologia di contratto. Utilizzare questi strumenti consente di prenotare con mesi di anticipo, confrontare recensioni verificate e, soprattutto, evitare le trappole legate a caparre richieste senza visita.
Solo così è possibile trovare una stanza dignitosa senza gravare eccessivamente sul bilancio familiare.
