Nascosta tra la lussureggiante foresta costiera di Oaxaca, Casa Yuu’ Kee’ è un gioiello architettonico che si fonde perfettamente con il paesaggio circostante. Progettata dallo studio messicano em-estudio questa residenza prende il nome da un’espressione zapoteca che significa ‘ruscello di pietra’, un omaggio alla sua integrazione con l’ambiente naturale.
La casa, situata su una scogliera di San Pedro Pochutla non è una semplice villa, ma un vero e proprio villaggio disperso tra gli alberi. Il padiglione principale occupa la posizione più spettacolare, mentre le camere per gli ospiti, gli ambienti di servizio e uno studio con biblioteca si distribuiscono lungo la collina, creando un percorso di scoperta continua.
Un equilibrio tra brutalismo e natura
«Nel nostro lavoro cerchiamo sempre di creare un percorso che permetta di scoprire il progetto man mano che lo si attraversa», racconta Ivan Esqueda Martínez uno dei progettisti insieme al fratello Francisco Esqueda. La struttura, apparentemente una tipica casa tropicale, nasconde un raffinato esercizio di brutalismo con pilastri, travi e soffitti in cemento che contrastano con la natura effimera delle fibre vegetali.
La copertura in foglie di palma, una reinterpretazione contemporanea della tradizionale palapa messicana trasforma il grande living in una sorta di cattedrale aperta verso il Pacifico. Le travi scandiscono lo spazio con ritmo monumentale, mentre le persiane in legno creano un diaframma mobile tra interno ed esterno, dissolvendo i confini quando aperte e creando stanze intime quando chiuse.
Materiali locali e artigianato
Ogni dettaglio di Casa Yuu’ Kee’ racconta una storia profondamente locale. Il legno di macuil utilizzato per serramenti e arredi fissi, il guapinol impiegato nella struttura, la pietra proveniente da cave locali e i mobili realizzati insieme ad artigiani della regione reinterpretano tecniche e materiali della costa messicana con un linguaggio contemporaneo. Le ceramiche e le superfici in cemento pigmentato riprendono le tonalità della terra, attenuando il contrasto tra costruzione e natura.
Il cemento a vista gioca un ruolo inatteso: «Lo consideriamo una sorta di pietra artificiale», afferma Esqueda Martínez. «È un materiale che invecchia con eleganza e mantiene la propria identità pur integrandosi con il paesaggio. Tutte le superfici sono state pensate per trasformarsi col passare degli anni. L’umidità, la salsedine e il clima tropicale vengono accolti, non respinti. Invece di combattere gli effetti ambientali, abbiamo scelto materiali capaci di adattarsi al contesto, integrando il loro naturale decadimento».
Un progetto dettato dal paesaggio
La sfida più grande per gli architetti è stata creare un’abitazione che sembrasse lì da sempre, come una pietra in equilibrio sul versante della collina. «Sono stati il paesaggio e il clima a dettare le linee del progetto. Questa casa, esattamente così com’è, non potrebbe esistere altrove», conclude Esqueda Martínez.
Il percorso d’acqua della piscina separa la zona giorno dal volume dedicato alle camere da letto, creando un’atmosfera di tranquillità e privacy. L’ingresso della proprietà, segnato da una scala scultorea e da muri di cemento corrosi dalla salsedine, introduce gli ospiti in un mondo dove la natura e l’architettura si fondono in un’unica esperienza.
Casa Yuu’ Kee’ è un esempio perfetto di come il design contemporaneo possa rispettare e valorizzare l’ambiente naturale, creando spazi che sono al tempo stesso funzionali e poetici. Un rifugio dove il tempo sembra fermarsi, e ogni dettaglio racconta una storia di armonia e bellezza.
