Il bagno del 2027 sta vivendo una rivoluzione. Non è più solo una stanza funzionale, ma un vero e proprio spazio dedicato al benessere e alla cura di sé. Le nuove tendenze si concentrano su materiali innovativi, colori audaci e design che trasformano questo ambiente in un’oasi di relax.
Dai rivestimenti materici alle piastrelle di piccolo formato, passando per i lavabi in pietra e l’uso immersivo del colore, il bagno del futuro è un mix di lusso e comfort. Scopriamo insieme le novità che stanno cambiando il modo di progettare questo spazio così importante nella nostra casa.
Materiali innovativi: superfici continue e contrasti opaco-lucido
Una delle tendenze più interessanti per il bagno del 2027 è l’uso di materiali che creano superfici continue. Resine, microcementi e calci minerali cancellano le fughe, unendo pavimento e pareti in una superficie unica.
Questo effetto è reso possibile anche dalle grandi lastre in gres, che riducono i giunti a pochi allineamenti.
Un altro trend importante è il contrasto tra opaco e lucido. Il fondo resta materico e assorbente, con argille applicate a mano, resine, materiali cementizi e pietra calcarea.
La luce torna su pochi elementi puntuali, come uno smalto ceramico o un metallo lucidato, che accendono la superficie senza cambiarne il carattere.
Esempi di progetti innovativi
A Roma, in Casa Barro, 02A Studio ha portato il rivestimento in argilla ARGILLE di HD Surface dall’ingresso fino al bagno, affiancandolo alla resina COVERHD per ottenere una superficie senza giunti visibili. Ad Austin, in Lantern House, Bercy Fadel ha utilizzato la stessa ceramica color terracotta su pareti e soffitto, spezzandola solo con il bordo in pietra venata della vasca.
Piastrelle di piccolo formato: mosaico, checkerboard e posa a tutta parete
Accanto alle grandi lastre, tornano con forza le piastrelle di piccolo formato. Piastrelle quadrate, listelli, tessere di mosaico e cementine rimettono al centro la fuga, che diventa un elemento decorativo anziché un difetto da nascondere. Questo tipo di posa si adatta perfettamente a pareti fuori squadro, volte e nicchie senza tagli vistosi.
Tre schemi di posa ricorrono nei lavori più recenti: il checkerboard bicolore, il mosaico monocromatico steso su tutte le superfici e la fuga a contrasto su fondo tinta unita, che rende leggibile la trama.
Esempi di progetti innovativi
A Torino, nel bagno principale di Casa Ferrucci, Hom architetti ha usato il gres PIXEL41 di 41zero42 in un blu che copre parete e pavimento. Nel HOBO HOTEL OSLO, Studio Aisslinger ha portato il checkerboard bicolore dal pavimento alla parete senza interruzioni.
Lavabi scultorei e rubinetteria a parete
Il lavabo diventa l’elemento che dà carattere alla stanza. Tornano i volumi pieni ricavati da blocchi di pietra, le ceramiche di forte spessore e le argille refrattarie, con bordi arrotondati e superfici visibilmente lavorate. Patricia Urquiola ha lavorato in questa direzione con CENOTE di Agape, dove l’esterno ruvido si oppone a un interno smaltato, liscio e lucido.
Cambia anche il supporto. Dopo un decennio di dominio del sospeso, la base appoggiata a pavimento ritorna nei progetti: basamenti in legno massello, strutture metalliche a vista e zoccolature piene restituiscono peso a un elemento che il sospeso aveva alleggerito. Sopra il catino, la rubinetteria tende al blocco unico, con corpi cilindrici o squadrati, spessori uniformi e raccordi invisibili, e il montaggio a muro guadagna terreno su quello da piano.
Esempi di progetti innovativi
Nel progetto Stuttgart Duet di Bruzkus Greenberg, il lavabo diventa un elemento scultoreo con un basamento in legno massello. In HFL Karcza di Mistovia, la rubinetteria a muro è un elemento chiave del design.
Colore immersivo: dal blu profondo al verde salvia
La palette del 2027 abbandona il bianco totale. Le collezioni presentate insistono su cotto, argilla, cacao e sabbia, affiancate da verdi vegetali come salvia e oliva e dalle profondità fredde di blu notte, grafite e verde acqua. Le finiture restano opache, così che il colore cambi resa al variare della luce.
La modalità che sta prendendo piede è il color drenching: una sola tinta su pareti, soffitto, mobili e talvolta sanitari, che annulla i bordi e fa percepire l’ambiente come un volume unico. Nei bagni ciechi o di piccola metratura funziona meglio di una parete d’accento, perché elimina i punti di stacco che segnalano i limiti della stanza.
Esempi di progetti innovativi
Nel bagno ospiti di Casa Ferrucci a Torino, Hom architetti ha utilizzato un blu profondo per creare un effetto immersivo. In Penny Apt. a Milano, Fiorenza Raja ha rivestito la parete della vasca con la carta da parati panoramica MONTSALVAT di Inkiostro Bianco, mantenendo bianchi i sanitari e il catino LE CIOTOLE di Ceramica Globo.
Effetto scatola: lo stesso rivestimento su pareti, soffitto e pavimento
L’effetto scatola porta lo stesso rivestimento su pavimento, pareti e soffitto del bagno, così che questo possa essere percepito come un volume unico ricavato dentro la casa. È il passo successivo alla posa a tutta parete ed è il parente materico del color drenching: in quel caso a essere applicato su tutte le superfici è il colore, qui il materiale.
Nel progetto Dune House di Waechter Architecture, una casa in scandole di cedro affacciata sulle dune dell’Oregon, il bagno è una scatola piastrellata color sabbia ricavata dentro un involucro di rovere: la piastrella sale dal pavimento fino al soffitto e l’unico stacco è lo stipite in legno.
Bagno wellness: la vasca torna al centro
Il bagno ha smesso da tempo di essere una stanza di servizio e viene progettato come uno spazio dedicato alla cura di sé. Durante il Salone Internazionale di quest’anno il tema è stato raccontato attraverso vasche centro stanza, docce di dimensione generosa, riscaldamento a bassa temperatura e diffusori di vapore.
A Berlino, nel Glassbrick Apartment, studio karhard® ha collocato al centro della stanza la vasca REFLEX di Antonio Lupi, ovale in Cristalmood®, su un pavimento in terrazzo che prosegue nel resto dell’appartamento. Con lo stesso approccio è stata progettata CAVA di Rexa, di Monica Graffeo, l’iconica vasca da bagno in marmo ispirata alle antiche anfore.
Il bagno entra nell’architettura della casa
La separazione netta tra bagno e resto dell’abitazione si assottiglia. Vetromattone, vetrate scanalate e partizioni in acciaio prendono il posto del muro pieno, e il box doccia diventa un elemento integrante della pianta invece di limitarsi a chiudere un vano. Nelle suite alberghiere la vasca esce dal bagno e si colloca in camera, affacciata alla finestra.
Nel LIMESTONE project di Scapes Concept Studio, in una suite di 42 mq affacciata sul Mar Nero, la zona bagno non ha porte: la vasca è posta davanti alla vetrata, accanto al letto, e la pietra chiara corre sul pavimento, sulle pareti e sulla doccia.
