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Canoni in aumento: Milano tra i meno cresciuti, Bari registra il +53%

I canoni di affitto hanno guadagnato più del 30% in sei anni: Milano resta tra i più contenuti, Bari esplode. Ecco i dati territoriali e le proposte per arginare il caro‑affitti.

Dal 2020 al 2026 il mercato immobiliare italiano ha mostrato un rialzo dei canoni di locazione pari al 33,2% cifra che supera l’inflazione complessiva, stimata intorno al 20%. Questo divario indica che il costo dell’abitare sta crescendo più rapidamente del potere d’acquisto delle famiglie, creando una vera crisi abitativa in molte aree del Paese.

Il fenomeno è alimentato da una domanda in continua espansione, spinta dalla migrazione interna dalle zone rurali verso i centri urbani, contrapposta a una offerta che fatica a tenere il passo. In questo contesto, le città più grandi risultano particolarmente soggette a pressioni sul prezzo, ma la dinamica non è uniforme su tutto il territorio nazionale.

Dati nazionali dal 2020 al 2026: +33,2% dei canoni

Una ricerca effettuata su un campione nazionale di contratti di affitto evidenzia che, in media, il prezzo al metro quadrato è passato da circa 11,5 euro a oltre 15 euro.

La crescita annua media si attesta intorno al 5,5%, con picchi più marcati in alcuni trimestri, ma una tendenza costante verso l’alto. Parallelamente, la domanda di locazione è aumentata del 4,5% rispetto all’anno precedente, mentre l’offerta di immobili disponibili per affitto è cresciuta del 12,6%.

Il dato più significativo è la differenza tra le regioni: il Nord-Ovest registra gli aumenti più incisivi per le compravendite, ma per quanto riguarda gli affitti è il Centro-Sud a guidare la crescita, segnalando una pressione più forte dove l’offerta è più limitata.

Il divario territoriale: dal Nord al Sud

Nord: Genova e la sorpresa di Milano

Nel Nord, Genova ha registrato la crescita più rapida, con i canoni che sono saliti del 48,1% in sei anni, passando da 7,5 euro a 11,2 euro per metro quadrato. Contrariamente alle aspettative, Milano ha mostrato un incremento più contenuto, del 13,4% mantenendo una media di 22,3 euro al metro quadrato, già alta rispetto al resto del Paese. Venezia, Torino, e Verona hanno rispettivamente registrato aumenti del 25,4%, 37,9% e 18,0%.

Centro: Firenze, Roma e Bologna al centro della crescita

Il Centro Italia combina prezzi elevati a una crescita notevole. Firenze, con 21,7 euro al metro quadrato, ha visto un balzo del 38,1% posizionandosi al secondo posto a livello nazionale. Roma ha registrato un +29,9% portando il canone medio a 19,1 euro, mentre Bologna ha mostrato un aumento del 18,3%, con una media di 16,5 euro.

Sud: Napoli, Bari e la registrazione di record a Pistoia

Nel Sud, Napoli rimane la città più cara, a 15,3 euro per metro quadrato (+25,5%). Tuttavia, è Bari a stupire con una crescita del 52,9% portando il canone medio a 13 euro. Catania e Palermo hanno registrato aumenti rispettivamente del 24,4% e 35,8%. Un caso particolare è Pistoia, dove i canoni sono saliti del 17,9% su base annua, raggiungendo 10,1 euro al metro quadrato, segnando comunque una delle realtà più accessibili della Toscana.

Le proposte di Paolo Giabardo per frenare il caro-affitti

Il direttore generale di, Paolo Giabardo individua due leve principali per mitigare la pressione sui prezzi: mettere a disposizione il vasto numero di immobili sfitti ancora presenti sul territorio nazionale e avviare la costruzione di nuove abitazioni. Tuttavia, entrambe le soluzioni incontrano ostacoli concreti.

Molti degli immobili non occupati si trovano fuori dalle aree metropolitane più colpite dalla crisi abitativa rendendo difficile il loro utilizzo immediato per chi cerca affitto in città. Allo stesso tempo, i progetti di nuova edilizia richiedono tempi lunghi e ingenti investimenti, soprattutto in zone dove il prezzo del terreno è già superiore alla media nazionale.

Queste osservazioni indicano che, senza interventi mirati e coordinati tra enti locali, investitori e amministrazioni, la tendenza al rialzo dei canoni potrebbe persistere, aggravando ulteriormente la difficoltà di accesso a un’abitazione dignitosa per una larga parte della popolazione.

Scritto da Emanuele Tassinari

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