Case immersive nella natura: comfort, accessibilità e sostenibilità

Dai cottage canadesi ai rifugi alpini, scopri come la progettazione moderna unisce comfort, accessibilità e sostenibilità per creare spazi unici nel cuore della natura

In un’epoca di incertezze costanti la casa diventa sempre più un rifugio sicuro e rassicurante. Questo principio si estende anche a quelle abitazioni che, pur essendo lontane dai centri urbani, offrono comfort e connessione con la natura. Due esempi emblematici sono il Long Lake Cottage in Canada e il Rifugio Mantova al Vioz in Italia, che rappresentano l’evoluzione del concetto di rifugio moderno.

Long Lake Cottage: un rifugio accessibile e sostenibile

Situato su una penisola affacciata su un lago nel distretto di Muskoka, in Ontario, il Long Lake Cottage è un progetto di Dubbeldam Architecture + Design che risponde alle esigenze di una famiglia amante del campeggio e della vita all’aria aperta.

Il cottage, completato nel 2025, si sviluppa su due livelli e si integra armoniosamente con l’ambiente circostante.

La parte inferiore del cottage è quasi nascosta alla vista, mentre il piano superiore è accessibile tramite un ponte, progettato per essere utilizzabile anche da chi utilizza una sedia a rotelle.

Le ampie vetrate del soggiorno sfumano i confini tra interni ed esterni, permettendo agli ospiti di vivere la natura anche tra le mura domestiche. Al piano inferiore, cinque camere da letto si affacciano sulla foresta attraverso finestre a tutta altezza, offrendo privacy e un collegamento diretto con il paesaggio.

Design e materiali sostenibili

Il design del cottage è caratterizzato dall’uso di materiali naturali e sostenibili. L’esterno è rivestito con cedro ingrigito e abete rosso tinto carbone, mentre all’interno si trovano pavimenti in rovere spazzolato e hemlock oliato. La continuità materica prosegue dall’interno all’esterno con le assi del soffitto in hemlock. Inoltre, il cottage è dotato di un impianto solare che lo rende completamente off-grid.

Le terrazze, progettate per prolungare il piacere di stare all’aria aperta in ogni momento dell’anno, sono un altro elemento distintivo del cottage. La terrazza principale superiore è adiacente al soggiorno, mentre quella del piano inferiore è ombreggiata dalla terrazza superiore e gode delle brezze provenienti dal lago.

Rifugio Mantova al Vioz: una storia di passione e dedizione

Situato nel gruppo Ortles-Cevedale, nel comune di Peio, a un’altezza di 3.535 metri sul livello del mare, il Rifugio Mantova al Vioz è il secondo rifugio più alto delle Alpi Orientali. La sua storia inizia nel 1909, quando venne costruito dalla sezione del club alpino tedesco della città di Halle. Durante la prima guerra mondiale, il rifugio venne adibito a base militare dell’esercito Austro-ungarico, per poi passare alla Sat nel 1921.

Dal 1958, la gestione del rifugio è affidata alla famiglia Casanova. Mario Casanova, classe 1970, è il gestore attuale del rifugio. La sua passione per la montagna e la gestione del rifugio è nata quando aveva solo nove anni, quando assieme a suo fratello si incamminò per quel rifugio che anno dopo anno è diventato la sua seconda casa.

La vita in quota

Gestire un rifugio in quota richiede una grande determinazione e un buon spirito di adattamento. Ogni giorno sono tanti gli ostacoli da superare: piccole manutenzioni, rifornimento di generi alimentari, preparazione pasti, pulizie degli ambienti, gestione dei clienti. Inoltre, occorre avere pazienza e assecondare i capricci del tempo, che possono influenzare notevolmente il numero delle visite.

Nonostante le difficoltà, Mario Casanova trova grande soddisfazione nella gestione del rifugio. Le belle giornate, con il cielo così vicino e un paesaggio meraviglioso che spazia dal Brenta alla Presanella, all’Adamello, gli fanno sentire di essere rinato. La sua passione per la montagna lo ha portato a compiere diverse spedizioni, tra cui la vetta himalayana del Dhaulagiri e il Lhotse.

Questi due esempi mostrano come la progettazione moderna possa unire comfort, accessibilità e sostenibilità per creare spazi unici nel cuore della natura. Che si tratti di un cottage immerso nella foresta o di un rifugio alpino, l’obiettivo è sempre quello di offrire un rifugio sicuro e rassicurante, in grado di rispondere alle esigenze delle persone in un’epoca di incertezze costanti.

Scritto da Emanuele Negri

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