Nel contesto della prossima legge di bilancio, la Confederazione della proprietà immobiliare ha avanzato una proposta che potrebbe cambiare radicalmente la tassazione degli affitti commerciali. L’obiettivo è estendere il regime della cedolare secca attualmente riservato agli immobili abitativi, anche ai contratti di locazione di negozi, uffici e spazi produttivi.
Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha illustrato la proposta durante il convegno “La casa tra norme nazionali ed europee”, tenutosi a Piacenza. Secondo le sue parole, la misura potrebbe semplificare la gestione fiscale per i proprietari, riducendo il carico dell’IRPE-e delle addizionali, e favorire una maggiore trasparenza nel mercato degli affitti non abitativi.
Estensione della cedolare secca agli affitti non abitativi
Il regime opzionale della cedolare secca prevede un’imposta sostitutiva fissa sul canone di locazione, attualmente fissata al 10-15 % a seconda della tipologia e della durata del contratto. Applicandola ai negozi, Confedilizia sostiene che si otterrebbe:
- un risparmio fiscale diretto per i proprietari;
- una maggiore attrattività degli immobili commerciali per gli investitori;
- un allineamento delle regole fiscali tra affitti abitativi e non abitativi, riducendo le distorsioni di mercato.
Il governo, dal canto suo, sta valutando le implicazioni di bilancio. Il vice-ministro delle Finanze, Matteo Leo, ha confermato che il dossier è in fase di analisi insieme a numerose altre richieste provenienti da diversi settori.
Modalità operative e impatto fiscale
Qualora la proposta fosse accettata, i proprietari dovrebbero optare per la cedolare secca al momento della registrazione del contratto. L’imposta sarebbe versata in un’unica soluzione annuale, sostituendo le aliquote progressive dell’IRPEF. Per un canone medio di 1 500 € al mese, la differenza rispetto al regime ordinario si tradurrebbe in un risparmio di circa 300 € all’anno, a seconda della fascia di reddito del locatore.
Dal punto di vista del bilancio pubblico, la Confederazione ipotizza che la riduzione delle riscossioni IRPEF possa essere compensata dall’incremento dell’attività locativa poiché più proprietari sarebbero disposti a mettere a disposizione i propri spazi commerciali.
Le richieste di Confedilizia sugli incentivi edilizi
Parallelamente alla questione fiscale, Spaziani Testa ha richiamato l’attenzione sul dibattito ancora troppo influenzato dal cosiddetto superbonus. L’agevolazione, introdotta negli ultimi anni, ha portato a massicce detrazioni per interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico, ma ha anche generato preoccupazioni per l’onere sui conti pubblici.
Confedilizia propone una «riforma mirata» degli incentivi, mantenendo lo stesso gettito complessivo ma concentrando le risorse su due priorità:
- Rinforzo antisismico degli edifici esistenti, soprattutto nelle zone ad alta pericolosità;
- Efficientamento energetico con interventi di isolamento termico, sostituzione di impianti di riscaldamento e installazione di sistemi a basso consumo.
Secondo il presidente, una revisione delle agevolazioni attuali consentirebbe di “limare” la spesa, redistribuendo i fondi verso questi interventi senza aumentare il gettito totale.
Priorità a sismica ed energia: perché ora?
Il contesto italiano, caratterizzato da una vulnerabilità sismica significativa e da una crescente necessità di ridurre le emissioni, rende tali interventi particolarmente urgenti. Il piano nazionale di riqualificazione prevede la messa in sicurezza di migliaia di edifici entro il 2030; la proposta di Confedilizia si inserisce proprio in questo percorso, puntando a un utilizzo più efficace dei fondi disponibili.
Inoltre, una maggiore efficienza energetica ridurrebbe i consumi delle strutture commerciali, con un impatto positivo sul prezzo finale dei prodotti e sui costi di gestione dei proprietari.
Altri punti caldi della Manovra 2027 legati a affitti e pensioni
Nel quadro più ampio della legge di bilancio, sono previsti ulteriori provvedimenti che influenzeranno il mercato immobiliare e il reddito dei cittadini. Tra questi:
- una proposta di detassazione della tredicesima, con un bonus netto di 500 € per i lavoratori dipendenti;
- dibattiti sulla riforma delle pensioni, tra cui la discussione sull’opzione di uscire dal lavoro a 64 anni e la “Quota 41” per chi è stato impegnato in lavori usuranti;
- l’adeguamento dei contratti di locazione abitativa al nuovo indice FOI dell’Istat, con rivalutazione prevista per agosto 2026.
Questi temi mostrano come la Manovra 2027 stia cercando di bilanciare esigenze di crescita economica, tutela dei lavoratori e sostenibilità fiscale. La proposta di estendere la cedolare secca agli affitti commerciali si colloca in questo contesto come una possibile leva per stimolare gli investimenti immobiliari, riducendo al contempo la pressione amministrativa sui locatori.
