Le mansarde parlano una lingua tutta loro: inclinazioni, scorci e luci che cambiano nell’arco della giornata. Nel caso della casa chiamata Liora, situata a Nervi, questi elementi diventano la base di un progetto su misura che valorizza il rapporto con il mare e con il paesaggio.
Progettata dall’architetto Giulia Grillo su una superficie di 110 metri quadri, Liora non è un adattamento forzato ma una trasformazione delle limitazioni in risorse. Le fotografie che documentano l’intervento sono firmate da Anna Positano e Gaia Cambiaggi | Studio Campo, che raccontano con immagini la mutevolezza della luce naturale e la matericità degli interni.
In questo racconto l’attenzione è rivolta ai nodi progettuali che rendono la mansarda vivibile: dalla gestione delle coperture inclinate alla scelta delle superfici, fino alla definizione degli arredi. L’obiettivo dichiarato è creare uno spazio che sia al tempo stesso estetico e funzionale, capace di durare nel tempo.
Il progetto di Liora mette in campo soluzioni come mobili integrati, finiture studiate e un rapporto calibrato tra interno ed esterno: tutti elementi che concorrono a costruire un’atmosfera riconoscibile e rilassata. In queste pagine esploriamo le strategie principali e i dettagli d’arredo che definiscono la casa.
La luce come materiale progettuale
La prima decisione progettuale prende forma attorno alla luce. Qui la luce non è solo illuminazione, ma un vero e proprio materiale di progetto che modella volumi e percorsi. Le falde inclinate vengono sfruttate per dirigere e modulare i raggi, creando superfici di luce radente che mettono in evidenza texture e contrasti. Questo approccio consente di organizzare gli ambienti in modo fluido: le zone diurne si aprono dove la luce è più benevola, mentre gli spazi privati vengono accolti in nicchie più raccolte. Nel processo decisionale la qualità della luce guida la scelta dei colori, delle finiture e delle aperture, trasformando un vincolo in un’opportunità.
Gestire le falde senza rinunciare alla funzionalità
Le coperture inclinate spesso suggeriscono soluzioni su misura: armadi integrati, piani di appoggio e elementi contenitori che seguono le linee della struttura. A Liora la cucina è stata concepita come fulcro centrale, distribuendo attorno a sé percorsi e funzioni, mentre la zona notte trova una dimensione più protetta e intima. Per le finiture sono state impiegate soluzioni come la pittura Dècor paint e la porta d’epoca laccata realizzata in falegnameria, entrambe di Kerakoll, e una lampada di carattere firmata Tobia Scarpa per Flos che definisce i punti focali. L’organizzazione degli spazi privilegia la semplicità d’uso e la capacità di adattamento.
Materiali, texture e sensorialità
Per evitare un interno eccessivamente minimalista o freddo, il progetto punta sulle texture e sulla qualità tattile dei materiali. Il legno e il marmo appaiono come elementi principali: il primo per riscaldare la percezione, il secondo per introdurre una eleganza sobria e duratura. L’uso combinato di superfici opache e lucide permette alla luce di essere assorbita e riflessa in modi diversi, offrendo un’atmosfera sempre mutevole. In questo senso, la scelta materica non è decorativa ma funzionale: conferisce profondità, ritmo e qualità sensoriale agli ambienti, invitando all’uso quotidiano senza rinunciare alla coerenza estetica.
Finiture e dettagli che raccontano
I dettagli d’arredo completano il progetto restituendo un carattere riconoscibile. La carta da parati ‘amable‘ di Glamora introduce pattern e calore nelle pareti, mentre elementi come la poltrona girevole Astrea di Roche Bobois e la lampada da terra ‘1953’ di Ostuni & Forti per Oluce funzionano come punti di atmosfera. La divisione tra aree è anche fisica: pareti vetrate Maxi Grid e il modello Oort di Jacopo Roda per Rimadesio scandiscono i confini mantenendo visibilità e leggerezza, mentre una credenza Pianca modello Dedalo aggiunge ordine e carattere contenitivo.
Atmosfera, esterno e durata dell’abitare
Oltre agli aspetti funzionali e materici, Liora investe sull’atmosfera come elemento centrale. Un elemento semplice come la scala bianca che conduce al terrazzo non è solo un collegamento verticale ma un gesto che apre verso uno spazio a cielo aperto sospeso tra il verde e il mare. Questo continuo dialogo tra interno ed esterno contribuisce alla sensazione di casa che si evolve con le stagioni e con la luce. L’idea di durata nasce dalla capacità del progetto di accogliere la vita quotidiana senza imporsi: un equilibrio tra scelte progettuali forti e flessibilità operativa.
In conclusione, la mansarda Liora a Nervi dimostra che progettare sotto falda può generare identità e qualità abitativa. Grazie a un linguaggio che mette insieme luce, materia e arredo su misura, il progetto di Giulia Grillo trasforma vincoli in opportunità e propone una visione dell’abitare dove il vero lusso è sentirsi a casa. Foto di Anna Positano, Gaia Cambiaggi | Studio Campo.

