Un importante cambiamento è in arrivo per le Province italiane. Con il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, i mandati dei Consigli provinciali vengono prorogati fino alla scadenza dei rispettivi Presidenti. Questa misura, introdotta per evitare una frammentazione delle scadenze elettorali, ha un impatto significativo sugli enti territoriali, in particolare in Veneto.
Gli effetti immediati in Veneto
In Veneto, le Province di RovigoTreviso e Vicenza erano in procinto di rinnovare i loro Consigli provinciali il 29 settembre 2026. Grazie alla nuova disposizione, questi rinnovi sono stati posticipati. Ad esempio, a Rovigo e Treviso, dove i Presidenti sono stati eletti il 1° febbraio 2026, i Consigli rimarranno in carica fino al 1° febbraio 2030.
A Vicenza, invece, la scadenza del mandato del Presidente è prevista per il 29 gennaio 2027, quindi anche qui i Consigli saranno prorogati fino a quella data.
In altre Province venete, come BellunoVerona e Padova la situazione è simile. A Belluno, il Consiglio provinciale è stato rinnovato il 17 maggio 2026 e il mandato del Presidente scadrà il 18 marzo 2030.
A Verona, il Consiglio è stato rinnovato il 17 maggio 2026, mentre il mandato del Presidente scadrà il 29 gennaio 2027. A Padova, il Consiglio è stato rinnovato il 14 giugno 2026 e l’elezione del nuovo Presidente è fissata per il 15 settembre 2026.
Le motivazioni della riforma
Il presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, ha commentato positivamente la nuova disposizione. Secondo Pasini, questa riforma evita il ripetersi di rinnovi dei Consigli provinciali ogni due anni, a scadenza diversa rispetto a quella dei Presidenti. Questo ha reso la gestione delle Province più complessa negli ultimi anni. La nuova norma interviene per affrontare l’imminente scadenza del 29 settembre, quando sarebbero andati al voto 41 Consigli provinciali in tutta Italia.
Pasini ha sottolineato che questa misura è un primo passo verso una riforma organica delle Province. L’auspicio è che il decreto, che ora seguirà l’iter parlamentare nei prossimi 60 giorni, possa rappresentare il preludio di una revisione più strutturale della legge Delrio del 2014. L’obiettivo è rafforzare le funzioni e le competenze delle Province, restituendo piena stabilità e rappresentanza democratica agli organi provinciali.
Le reazioni delle Province
Le reazioni delle Province alla nuova disposizione sono state variegate. A Lecco ad esempio, il Consiglio provinciale è stato eletto il 29 settembre 2026. Con la nuova norma, il mandato del Consiglio sarebbe prorogato fino alla scadenza di quello della presidente Alessandra Hofmann, prevista nel 2030. Hofmann ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando che questa riforma era stata richiesta da tutte le Province italiane.
Anche in altre Province, come SalernoBenevento ed Avellino i Consigli provinciali sono stati prorogati fino al 2030, considerato che nell’anno in corso sono stati eletti i nuovi Presidenti. Questa misura è stata accolta positivamente, in quanto evita elezioni di secondo livello a pochi mesi da altri rinnovi, restituendo maggiore stabilità alla programmazione istituzionale delle Province.
L’Unione Province del Veneto seguirà con attenzione il confronto parlamentare e le eventuali modifiche che potranno intervenire nel corso dell’esame da parte delle Camere. L’auspicio è che l’intervento sul riallineamento dei mandati possa rappresentare il preludio di una riforma organica e non soltanto una risposta all’emergenza delle scadenze di settembre.
