Crescita immobiliare a Torino: preferenza per collina, periferia e immobili efficienti

Il mercato immobiliare torinese del 2026 mostra una crescita superiore alla media nazionale con un forte interesse verso la collina, le periferie e immobili a elevata efficienza energetica.

Nel corso del 2026 il mercato immobiliare di Torino ha mostrato segnali di vivacità superiori alla media nazionale: la città ha registrato una crescita delle compravendite del 6,8% mentre l’intera area metropolitana ha messo a segno un incremento del 9,2%.

Questi numeri rivelano una ripresa sostenuta da più fattori: il ritorno dei mutui a condizioni più favorevoli, una domanda sempre più attenta all’efficienza energetica e ai contesti urbani rigenerati, oltre a investimenti mirati verso immobili destinati alla locazione. In totale, le compravendite residenziali dentro i confini comunali hanno toccato quota 16.151 mentre nell’intera Città Metropolitana le transazioni hanno raggiunto le 37.793.

Dietro a questi valori non c’è un fenomeno casuale ma una ridefinizione delle priorità degli acquirenti: molti cercano spazi più ampi, contesti più verdi e soluzioni abitative con consumi contenuti. Questa tendenza si traduce in una forte domanda verso la collina e verso le periferie ben servite, dove i prezzi restano competitivi rispetto alle città maggiori e dove le possibilità di rigenerazione urbana stanno attirando famiglie, professionisti e investitori.

Macroaree della città: periferia sud-ovest e nord dominano le compravendite

La distribuzione territoriale delle transazioni mostra un baricentro spostato verso le zone esterne: la macroarea Sud-Ovest guida la classifica con circa 5.554 transazioni nel 2026, comprendendo quartieri come Mirafiori Sud, Nizza Millefonti, Filadelfia Traiano e Santa Rita, oltre all’area Aeronautica, Parella e Pozzo Strada.

Questa porzione della città è apprezzata per la qualità dei collegamenti, l’offerta commerciale e la presenza di nuove attività produttive. Al secondo posto si colloca la periferia Nord con circa 3.840 compravendite focalizzate su Madonna di Campagna, Barriera di Milano, Rebaudengo e Regio Parco. La macroarea definita Nuova Torino chiude il podio con circa 2.685 transazioni, dove emergono quartieri come San Paolo, corso Dante e Cenisia.

Il boom della Collinare Oltrepò

Particolarmente rilevante è l’impennata registrata nella zona collinare Oltrepò che ha segnato un aumento delle compravendite del 25,5%. Questo +25,5% sintetizza una domanda orientata a contesti più verdi con giardini o terrazzi e con costi per metro quadro ancora più accessibili rispetto al centro storico. Allargata alla provincia, la tendenza verde si ripete: la zona collinare complessiva mette a segno un +14,9%, mentre altre aree come il Canavese la Cintura Nord e Sud e l’Eporediese registrano incrementi nell’ordine del 13-14%.

Prezzi, uffici e dinamiche provinciali

Il prezzo medio al metro quadro in città si attesta intorno ai 2.240 euro/mq valore in crescita ma sempre competitivo se confrontato con le grandi città italiane. All’interno del tessuto urbano la Torino storica conserva i valori più alti: ad esempio in aree centrali i prezzi medi variano tra i 3.000 e i 4.500 euro/mq. Nella Nuova Torino si osserva una crescita dei prezzi del 3,4% con fasce indicative tra i 2.100 e i 3.000 euro/mq in zone come il parco del Valentino; la Vecchia Torino evidenzia un +3% con prezzi medi intorno ai 1.900-2.700 euro/mq in quartieri come Vanchiglia e Borgo Rossini.

Non è solo il residenziale a muoversi: il comparto non residenziale ha registrato segnali di vivacità significativi nel 2026, con un aumento delle compravendite di uffici pari al 25,4% e una crescita di negozi e laboratori del 11% nell’area metropolitana. Questi numeri rispecchiano cambiamenti strutturali nella domanda commerciale, legati sia alla riduzione dello smart working in alcuni settori sia alla riconversione di spazi produttivi in soluzioni per servizi a costi provinciali inferiori.

Dichiarazioni degli attori locali e implicazioni

Le organizzazioni di categoria segnalano che il miglior accesso al credito, con tassi medi sui nuovi mutui intorno al 3,4% ha favorito il ritorno di molte famiglie sul mercato. Le associazioni del commercio sottolineano il legame tra valore immobiliare e qualità dei servizi: dove il tessuto commerciale resiste, il valore degli immobili tende a salire. Allo stesso tempo, si osserva interesse da parte di acquirenti non residenti attratti da opportunità turistiche e da località sciistiche che stanno beneficiando della ripresa del turismo, contribuendo a dinamiche specifiche in aree come Sestriere e Bardonecchia.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato che si riorienta: più spazio al verdeattenzione all’efficienza energetica e una domanda che privilegia periferie ben collegate e aree collinari. La combinazione di prezzi ancora competitivi rispetto ad altre grandi città italiane e di opportunità di rigenerazione urbana continua a rendere il territorio attrattivo per famiglie, giovani professionisti e investitori.

Scritto da Emanuele Tassinari

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