Alcune case non si limitano a essere rinnovate: vengono ripensate nella loro interezza, partendo dai volumi per arrivare ai dettagli. In questo progetto di interni Open spaceil cuore della trasformazione si concentra sul primo piano, dove gli ambienti principali si aprono e dialogano tra loro in modo fluido.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare quattro stanze connesse sotto soffitti a cassettoni di 12 piedi e orchestrare una palette materica coerente che guidi lo sguardo dal foyer fino alla lanai.
L’impianto distributivo riunisce great roomkitchendining room e un wine-and-art room interamente vetrato, concepito come luogo di esposizione.
Il brief includeva elettrodomestici già definitiarredi esistenti da valutare e la richiesta di integrare la suite Wolf e Sub-Zero con una cappa invisibile nella linea dei mobili. Il risultato è un insieme che appare unitario pur mantenendo l’identità di ciascuna area.
Quattro ambienti sotto soffitti a cassettoni di 12 piedi
Il grande volume del primo piano è scandito da un soffitto a cassettoni nella great roompensato per dare ritmo e proporzione allo spazio. Il reticolo in vernice bianca, con illuminazione integrata, crea una geometria che si percepisce anche dalle soglie: dal foyer fino alle porte verso la lanai.
La parete focale integra un camino rivestito in marmo scuro a venature e, ai suoi lati, nicchie ad arco con mensole in rovere sospese e basi bianche, enfatizzate da picture lights nere per una luce d’accento misurata.
Great room: volumi chiari, arredi compatti e transizioni leggibili
La great room privilegia sedute basse e raggruppate per preservare le linee di vista verso cucina e giardino. Due divani a dimensione piena dialogano con una coppia di poltrone girevolimentre un tavolo da caffè in noce e un sottile console in ferro e legno completano l’assetto. Pochi accenti verdi e ceramiche selezionate introducono colore in un contesto di cream e rovere. Le travi in legno segnano la soglia verso la zona cucina, offrendo una transizione visiva tra ambienti contigui senza interrompere la percezione dell’open space.
Cucina: contrasti tonali, dettagli in ottone e integrazione Wolf e Sub-Zero
La kitchen nasce intorno a un gioco di contrasto tonalecolonne in rovere per ospitare dispensa ed elettrodomestici e pensili più chiari per mantenere la vista aperta verso la great room. Maniglie e finiture in ottone fanno da trait d’union tra i volumi, mentre la ventilazione è celata dietro un pannello sagomato che continua il profilo dei pensili, inglobando la cappa Wolf. Nella parete attrezzata trovano sede un forno a vapore e un microwave Wolfincassati a filo. L’isola in rovere è sormontata da una lastra tono Carraracon overhang per quattro sgabelli. Un’apertura ad arco collega la cucina al wine-and-art room e alla dispensa.
Sala da pranzo: luce perimetrale e arredi con maggiore massa visiva
La dining room adiacente adotta un soffitto a tray con illuminazione perimetrale, calibrato per dialogare con la griglia a cassettoni della stanza accanto. Al centro, un lampadario in cristallo e ottone scende con una verticale studiata in base all’altezza del volume. Il tavolo esistente, dalla presenza scultorea, è accompagnato da sedie dallo schienale ovale in finitura scura e sedute crema. L’intento è esplicito: concentrare la qualità materica in pochi elementi chiave e lasciare che vuoti e superfici facciano il resto.
Wine-and-art room: esposizione vetrata con unità vino sottobanco
Il wine-and-art room è un’alcova compatta tra cucina e scala, racchiusa da vetrate che ne definiscono il perimetro materiale. Il brief richiedeva di evitare l’idea di cantina: qui un frigorifero vino sottobanco si integra in una base, mentre mensole in rovere con LED strip illuminano pezzi d’arte e collezioni. In alternativa, una composizione in basi chiare coordinate con la cucina enfatizza un nicchia ad arco come punto focale. In entrambe le varianti, la disciplina spaziale e l’enclosure in vetro rendono la zona un momento scenografico nel percorso visivo dell’open space.
Due visioni di progetto e la scelta del committente
Per tradurre il brief, sono stati valutati due percorsi progettuali. Maya M. ha interpretato l’open space con contrasti marcatibasi bianche shaker, colonne in legno caldo, cappa nascosta a filo dei pensili e un’area vino a tutta altezza in rovere scuro; i soffitti variano per zone, con un foyer voltato e travi esposte sulla great room. Marine H. ha invece puntato su coerenza visivasoffitto a cassettoni nella zona giorno, reverse tray nel foyermobili shaker in tonalità morbida e superfici in Carrara in cucina, raccordate da ottone in ferramenta e sospensioni. La preferenza del cliente si è orientata verso l’approccio di Marine, come testimonia il messaggio: “Thanks Marine for putting this together so quickly. It looks really impressive.”.
Coordinamento, visualizzazioni e continuità tra ambienti
Nel lavoro su un open floor plan così esteso, le visualizzazioni 3D hanno permesso di confermare materiali, trattamenti del soffitto e layout prima dell’avvio del cantiere. La documentazione di dettaglio, inclusi elaborati CAD e specifiche, ha guidato la posa di travi, illuminazioni e integrazioni degli elettrodomestici Wolf e Sub-Zero. La stessa logica materica del primo piano prosegue nelle fasi successive, estendendo finiture e proporzioni a nuovi ambienti man mano che entrano in progetto, dal scullery alla open terrace e alla lanaiper comporre una casa in cui ogni stanza mantiene carattere e coerenza all’interno di un racconto unico.
