Donald Trump ha ottenuto il via libera dalla Corte Suprema degli Stati Uniti per proseguire i lavori di costruzione della nuova sala da ballo alla Casa Bianca a Washington, con la sentenza emessa in una decisione divisa 5 a 4.
Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2026.
La decisione ha effetti immediati sul programma di lavori e sulle operazioni di sicurezza della residenza presidenziale, e prosegue la disputa legale iniziata contro il National Trust for Historic Preservation. Il caso solleva questioni di tutela del patrimonio, competenze legali e sicurezza nazionale.
La decisione della Corte Suprema e le opinioni dei giudici
La Corte Suprema ha respinto l’azione legale del National Trust for Historic Preservation stabilendo che l’organizzazione non aveva l’autorità per bloccare il progetto. La sentenza è stata resa con un voto di 5 a 4 e contenuta in un documento di otto pagine non firmato.
Il Presidente della Corte, John Roberts si è unito ai tre giudici liberali nel dissentire e ha pubblicato una opinione critica. Roberts ha scritto: “La Casa Bianca è un edificio americano emblematico, la cui simbologia e la cui storia sono intrinsecamente legate alla sua architettura”, citando Winston Churchill e Theodore Roosevelt.
Roberts ha inoltre definito l’opera “probabilmente illegittima”.
Dettagli del progetto: dimensioni, costi e tempi
Il progetto prevede la realizzazione di una sala da ricevimenti di oltre 8.300 metri quadrati e la costruzione di un bunker sotterraneo. Il costo stimato del complesso è di 400 milioni di dollari, con completamento previsto per l’estate del 2028 secondo quanto dichiarato dall’amministrazione.
Il Presidente Donald Trump ha commentato l’esito su Truth Social: “Stiamo vivendo l’Età dell’oro dell’America e questo edificio sarà una delle opere più grandiose mai realizzate a Washington D.C. Una volta completati, nell’estate del 2028, il magnifico salone delle feste e il complesso militare saranno motivo di grande orgoglio per l’intero Paese”. L’amministrazione ha inoltre affermato che il progetto procede “al di sotto del budget previsto e in anticipo rispetto alla tabella di marcia”.
Sicurezza operativa e impatto sulle operazioni presidenziali
Il Secret Service ha stanziato 220 milioni di dollari per misure di protezione della nuova sala da ballo, che includono vetri antiproiettile, sistemi di rilevamento droni e filtri per minacce chimiche. Le modifiche strutturali hanno già influito sulle operazioni quotidiane a Washington, con spostamenti delle aree di decollo degli elicotteri presidenziali.
Durante i lavori, le procedure di decollo sono state trasferite su un sito più a sud, situazione che il 4 agosto ha contribuito a un avvicinamento pericoloso tra un velivolo presidenziale e un aereo commerciale, episodio che ha aumentato le preoccupazioni sulle procedure operative.
Reazioni del Trust e scenari legali futuri
Brent Leggs, presidente del Trust ha definito la decisione “profondamente deludente”. Leggs ha aggiunto: “Non si tratta della decisione definitiva nel merito della nostra causa e non risolve la questione fondamentale da noi sollevata: ovvero che ogni presidente è un custode temporaneo della ‘Casa del Popolo’ e non possiede l’autorità unilaterale di demolirla e riprogettarla senza l’approvazione del Congresso”.
La sentenza della Corte Suprema non si è pronunciata sulla legittimità sostanziale del progetto, aprendo la strada a ulteriori azioni nelle corti inferiori o a iniziative legislative. Un blocco definitivo dell’opera richiederebbe probabilmente un soggetto con legittimazione ad agire, con il Congresso indicato come possibile attore, sebbene la situazione politica resti vincolata ai controlli parlamentari fino al 2027.
Il caso mantiene implicazioni pratiche e simboliche per la gestione del patrimonio pubblico e per il ruolo delle istituzioni nella tutela dei luoghi storici, mentre proseguono i lavori e le verifiche tecniche nella sede di Washington.
