Il patrimonio immobiliare degli enti previdenziali pubblici rappresenta una risorsa strategica per l’Italia, con un valore che supera i 9 miliardi di euro. Questo patrimonio, composto da beni strumentali, immobili a reddito e quote di fondi immobiliari, può giocare un ruolo cruciale nella rigenerazione urbana e nel sostegno al welfare.
La Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha recentemente presentato un documento conclusivo che illustra l’importanza di questo patrimonio. Il presidente della Commissione, Alberto Bagnai, ha sottolineato come questo patrimonio possa assolvere contemporaneamente una funzione istituzionale, economico-finanziaria e territoriale-sociale.
La funzione istituzionale e economico-finanziaria
Gli immobili strumentali degli enti previdenziali costituiscono la rete fisica attraverso cui vengono erogati i servizi previdenziali, assicurativi e assistenziali. Questi immobili sono essenziali per garantire la prossimità dei servizi alla cittadinanza. Inoltre, gli immobili a reddito e gli investimenti indiretti contribuiscono alla solidità patrimoniale e alla sostenibilità delle gestioni degli enti.
Il patrimonio dell’Inps, ad esempio, al 31 dicembre 2026 presentava un valore lordo di bilancio pari a circa 4,6 miliardi di euro e un valore netto di circa 3,5 miliardi. Questo patrimonio è distribuito in diverse regioni italiane, con una presenza significativa in Lombardia, Sicilia, Lazio e Puglia.
Gli immobili dell’Inps includono strutture di proprietà e detenute a godimento, nonché unità immobiliari destinate a vari usi, come abitazioni, immobili commerciali e uffici.
La funzione territoriale e sociale
La funzione territoriale e sociale del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali emerge dalla possibilità di destinare gli asset alla rigenerazione urbana, all’efficienza energetica, all’housing sociale, allo student housing, al senior housing e alla realizzazione di servizi. Questi interventi possono contribuire alla riqualificazione di aree degradate o sottoutilizzate, migliorando la qualità della vita delle comunità locali.
L’Inail, ad esempio, ha un patrimonio immobiliare che mostra maggiore omogeneità qualitativa e una più marcata attenzione alla redditività e alla conservazione di valore nel lungo periodo. Il patrimonio dell’Inail al 31 dicembre 2026 presentava un valore lordo di bilancio di circa 4,47 miliardi di euro e un valore netto di 2,44 miliardi. Gli immobili dell’Inail includono strutture istituzionali, immobili a reddito e terreni, con una gestione indiretta attraverso fondi immobiliari.
Le priorità indicate dall’indagine
L’indagine della Commissione ha individuato alcune priorità per la gestione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali. Tra queste, la necessità di una pianificazione pluriennale, un maggiore coordinamento tra enti e un monitoraggio sistematico dei risultati. Inoltre, è fondamentale promuovere l’utilizzo di piattaforme digitali integrate e sistemi evoluti di monitoraggio per assicurare il controllo dei tempi, dei costi e dello stato di avanzamento degli interventi.
Un’altra priorità riguarda la modalità di gestione degli investimenti. È necessario rafforzare l’analisi comparativa tra gestione diretta, fondi immobiliari e modelli di partenariato pubblico-privato, valutando governance, costi, rendimenti e profilo di rischio. Questi interventi possono contribuire a massimizzare il valore del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali e a sostenere la crescita del Paese.
