Nel 2026, il made in Italy continua a dimostrare una notevole capacità di resilienza di fronte a un contesto globale complesso. Le esportazioni italiane hanno raggiunto i 643,2 miliardi di euro, segnando un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente.
Questo risultato è stato ottenuto nonostante un aumento delle importazioni del 3,2%, con un surplus commerciale di circa 51 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto al 2026.
Tuttavia, il 2026 si preannuncia ancora complesso a causa della debole crescita dei principali partner europei, delle tensioni commerciali e di una rinnovata incertezza geopolitica.
Il conflitto in Medio Oriente, in particolare, sta spingendo al rialzo i prezzi dell’energia e di alcune materie prime, creando ulteriori sfide per le imprese italiane.
Settori in crescita e in difficoltà
Tra i settori che hanno contribuito significativamente alla crescita delle esportazioni italiane nel 2026, spicca la farmaceutica, con un aumento del 28,5%.
Questo settore ha beneficiato delle vendite negli Stati Uniti, in Francia e in Spagna. Anche i metalli, l’alimentare e i mezzi di trasporto hanno registrato tassi di crescita rilevanti, rispettivamente del 9,8%, 4,3% e 4,1%. In particolare, il settore dei mezzi di trasporto ha visto un incremento grazie alla cantieristica navale, con consegne di navi da crociera nei primi e terzi trimestri dell’anno.
Al contrario, il settore auto continua a registrare difficoltà a causa della scarsa domanda e del calo delle vendite, soprattutto negli Stati Uniti. Anche l’export di tessili, abbigliamento e calzature ha subito una riduzione del 1,9%, mentre macchinari, apparecchi elettrici e prodotti in gomma e plastica sono rimasti sostanzialmente stabili.
Recupero del made in Italy nelle principali destinazioni
Le esportazioni verso i maggiori partner commerciali, come Stati Uniti, Unione Europea e Svizzera, sono tornate ad aumentare nel 2026, dopo un rallentamento nel 2026. Tuttavia, non tutti i settori ne beneficiano allo stesso modo. La crescita dell’export in Francia, Spagna e Stati Uniti è dovuta principalmente alla domanda di prodotti farmaceutici, mentre l’incremento verso la Germania è legato soprattutto alle navi da crociera.
Preoccupante è la riduzione delle esportazioni verso la Cina, soprattutto di macchinari, prodotti di abbigliamento e pelle. Questo mercato, con il suo potenziale, rappresenta una sfida importante per le imprese italiane.
Opportunità e rischi: l’accordo UE-India e il conflitto in Medio Oriente
Quest’anno, l’Unione Europea e l’India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio, aprendo nuove prospettive di crescita per diversi settori manifatturieri europei. L’India, con una popolazione di oltre 1,4 miliardi di abitanti, rappresenta un mercato dalle potenzialità interessanti per la farmaceutica, l’auto, i macchinari e l’agroalimentare.
D’altra parte, l’instabilità in Medio Oriente e gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz stanno mettendo sotto pressione i mercati globali e le catene di approvvigionamento. L’Italia è esposta non solo dal punto di vista delle forniture energetiche, ma anche dei flussi commerciali. I paesi del Golfo, con i loro programmi di investimento e un mercato di consumatori ad alto reddito, rappresentano una regione strategica per vari settori esportatori italiani.
Nel 2026, i paesi del Golfo hanno assorbito il 14% delle esportazioni totali di valvole e rubinetteria. Le tensioni derivanti dal conflitto incidono direttamente sulla domanda e indirettamente attraverso l’aumento dei costi.
