Investimenti immobiliari a Roma: perché la periferia è più attraente del centro

Il mercato immobiliare di Roma sta vivendo una rivoluzione: i quartieri periferici come Mezzocammino e Spinaceto stanno diventando più attraenti per gli investitori rispetto al centro storico

Per decenni, possedere un immobile nel cuore di Roma è stato sinonimo di prestigio e sicurezza economica. Tuttavia, i tempi stanno cambiando. Oggi, gli acquirenti cercano qualcosa di più che un indirizzo blasonato: qualità della vita, servizi efficienti e infrastrutture moderne.

Questa trasformazione è evidente nel primo rapporto dell’osservatorio Homepanda Horizon, che ha analizzato oltre 243 mila annunci immobiliari pubblicati tra il 1° aprile 2026 e il 31 marzo 2026 nelle principali città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli e Torino.

Mezzocammino e Spinaceto: i nuovi quartieri d’oro

I dati raccolti hanno rivelato una sorpresa: i quartieri periferici di Mezzocammino, Spinaceto e Tor de’ Cenci sono diventati i più appetibili per gli investitori. Questi quartieri, grazie alla loro rigenerazione urbana, offrono una qualità della vita superiore rispetto al centro storico.

L’osservatorio ha introdotto l’Indice Homepanda di Vendibilità (Ivh) che misura la rapidità con cui un immobile viene venduto. Mezzocammino e Spinaceto hanno ottenuto i punteggi più alti, dimostrando che la domanda è in forte crescita in queste aree.

Il centro storico in difficoltà

Al contrario, il centro storico di Roma sta vivendo un periodo di instabilità. Qui, i prezzi subiscono continue oscillazioni e i tempi di vendita si allungano. I proprietari sono costretti a fare ribassi frequenti, con un numero di variazioni sui prezzi superiore del 183% rispetto alle zone più stabili della città.

La rigenerazione urbana batte la tradizione

Questo fenomeno non è isolato a Roma. In tutta Italia, i quartieri riqualificati stanno diventando più attraenti per gli investitori. A Milano, ad esempio, il quartiere dei Navigli, noto per la sua movida, registra uno degli indici di vendibilità più bassi della città.

Al contrario, l’area periferica di Ponte Lambro-Santa Giulia, grazie all’apertura delle nuove stazioni della metropolitana M4, sta vivendo un boom immobiliare. Un appartamento in questa zona si vende in meno di venti giorni.

A Torino, il quartiere Lingotto-Nizza Millefonti, ex distretto industriale ridisegnato dopo i Giochi Invernali, è diventato il più ambito. All’ombra della Mole, una casa resta sul mercato in media per oltre quattro mesi.

Il caso di Napoli

A Napoli, gli attici di lusso nei quartieri nobili stanno subendo fino a cinque ribassi di prezzo prima di trovare un acquirente. Questo dimostra che anche nelle città d’arte, il prestigio del quartiere non è più una garanzia di liquidità.

La cultura del ‘prezzo giusto’

Lo studio evidenzia anche la capacità delle agenzie di centrare subito il valore corretto dell’immobile, evitando lunghe trattative al ribasso. Milano si conferma il mercato più maturo e realistico, con l’84% delle abitazioni vendute al prezzo fissato nel primo annuncio.

A Roma e Napoli, la quota di vendite ‘in prima battuta’ scende al 76%, mentre Torino fanalino di coda si ferma al 74%. Questo indica che sotto la Mole la forbice tra le pretese dei proprietari e la disponibilità economica delle famiglie resta ancora troppo ampia.

Per chi cerca un investimento a Roma, la bussola non punta più verso i monumenti, ma verso i quartieri riqualificati dove la qualità della vita quotidiana è garantita.

Scritto da Emanuele Tassinari

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