La colonna sonora di Black Sunflowers: Fred Again, Brian Eno e altri artisti per l’Ucraina

Un documentario che cattura la resistenza giovanile ucraina attraverso la musica, con contributi di artisti internazionali.

In un mondo in cui la guerra sembra dominare ogni aspetto della vita, la musica diventa un rifugio e un simbolo di resistenza. Black Sunflowers il documentario che ha debuttato al Toronto International Film Festival l’11 settembre 2026, racconta la storia di una generazione ucraina che trova nella musica elettronica un modo per esprimere la propria identità e sfidare le avversità.

Il film, diretto da James Marcus Haney, segue un gruppo di giovani ucraini che organizzano rave nei magazzini di Kiev, sfidando il coprifuoco notturno imposto dalla guerra. La colonna sonora, curata da artisti di fama internazionale come Fred Again.., Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles, è diventata uno dei punti di forza del documentario, attirando l’attenzione di critici e appassionati di musica in tutto il mondo.

La musica come atto di resistenza

I rave nei magazzini di Kiev sono diventati un simbolo di resistenza per i giovani ucraini. Il fotografo James Marcus Haney, arrivato in città poche settimane dopo l’invasione russa, ha documentato la vita notturna di Kiev attraverso le lenti della sua macchina fotografica.

Il suo traduttore, un raver, lo ha introdotto in un mondo in cui la musica diventa un modo per sfidare l’oppressione e mantenere viva la speranza.

Il documentario segue le storie di giovani come un renitente alla leva che corre in macchina alla periferia della città, un ragazzo che supplica la fidanzata di non arruolarsi e un soldato che balla con una sola gamba perché l’altra gli è stata amputata.

Questi racconti, uniti a una colonna sonora eccezionale, creano un quadro potente della resistenza ucraina.

La colonna sonora eccezionale

La colonna sonora di Black Sunflowers è un vero e proprio capolavoro. Artisti come Fred Again.., Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles hanno contribuito con brani che riflettono la complessità e la resilienza della vita in Ucraina durante la guerra. La produzione esecutiva è affidata a Sean Penn, che ha visitato l’Ucraina undici volte dall’inizio dell’invasione russa e ha ricevuto il titolo di Leggenda Nazionale Ucraina da Volodymyr Zelensky.

“Siamo riusciti a fargli vedere il film e lui ha detto: qualunque cosa io possa fare per aiutare, fammi sapere”, racconta Haney. La musica diventa così un ponte tra il pubblico internazionale e la realtà ucraina, un modo per comprendere e sostenere la resistenza di un popolo.

I girasoli come simbolo di speranza

I girasoli, simbolo nazionale ucraino, sono al centro del documentario. Una delle interpretazioni della bandiera nazionale vuole che il giallo e il blu rappresentino un campo di girasoli sotto il cielo azzurro. Tuttavia, dall’inizio dell’invasione russa, quei campi sono stati disseminati di mine, i contadini non hanno più potuto fare il raccolto e i fiori sono morti, diventando poltiglie nere in cima a steli scheletrici.

“C’è un’intera generazione che, all’inizio della pandemia di COVID, era praticamente composta da bambini”, dice Haney. “La pandemia ha portato via gli anni in cui avrebbero dovuto vivere la loro adolescenza. Poi escono dal COVID e la Russia invade il Paese, quindi diventano adulti da un giorno all’altro. Immediatamente sono costretti a scegliere tra un fucile, un laccio emostatico o la vergogna.”

Ascoltano la stessa musica di chi guarda il film e conoscono i meme americani meglio di lui, dice Haney, e poi si mettono l’elmetto e vanno in guerra. La musica diventa così un modo per mantenere viva la speranza e la resistenza in un contesto di grande difficoltà.

Scritto da Emanuele Negri

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