Linguaggi urbani e fotografia: la terza edizione di #scaladigrigi dedicata al brutalismo

Federbeton e IIC lanciano la terza edizione di #scaladigrigi: tema Linguaggi Urbani dedicato al Brutalismo, giuria di esperti e premi Leica. Partecipazione gratuita entro il 15 settembre 2026.

Il rapporto tra materia e città è al centro della terza edizione di #scaladigrigiil concorso fotografico organizzato da Federbeton insieme a IIC L’Industria Italiana del Cemento. L’iniziativa invita professionisti e amatori a interpretare attraverso un singolo scatto il ruolo espressivo del cemento e del calcestruzzo nello spazio urbano contemporaneo, osservando come forza, forma e funzione si intreccino in architetture e dettagli quotidiani.

La rivista IICche racconta il settore del cemento dal 1929, e la federazione che rappresenta la filiera del cemento promuovono così una lettura visiva del materiale che plasma città e infrastrutture. La partecipazione è gratuita e rivolta a fotografi di ogni età e nazionalità: le immagini vanno inviate tramite il portale entro il 15 settembre 2026.

Il tema della edizione 2026: Linguaggi Urbani, brutalismo, forma ed emozione

Per l’edizione 2026 il concorso si concentra sul tema Linguaggi Urbani con un focus specifico sul Brutalismo. Questo movimento, nato tra gli Anni 60 e 70valorizza la materialità e la sincerità delle superfici, mostrando il beton brut con le texture delle casseforme in evidenza.

La scelta tematica sollecita i partecipanti a cogliere come il materiale diventi un vero e proprio linguaggio che comunica funzioni, emozioni e relazioni spaziali.

Il brutalismo come fenomeno globale

Il fotografo della giuria sottolinea che il rinnovato interesse per il Brutalismo «un fenomeno non circoscritto all’Europa o agli Stati Uniti» coinvolge anche il Sud America e l’Asia.

Questa riscoperta passa spesso attraverso nuove letture visive, come quelle promosse dal concorso, che consentono di rileggere e valorizzare edifici e manufatti infrastrutturali secondo criteri estetici e di significato contemporanei.

La giuria e il ruolo della fotografia nell’interpretazione dello spazio

La valutazione delle immagini sarà affidata a una giuria composta da figure provenienti dai mondi dell’architettura, della creatività e della filiera del costruire: tra i membri confermati figurano Roberto ConteSusanna Tradati di Nemesi studio di architetturaTullia Iori – direttrice scientifica di IICLorenzo Colombo – coordinatore Commissione Comunicazione di FederbetonLorenzo Marini e Tiziano Demuro.

Tiziano Demuro evidenzia il valore della fotografia come strumento di esplorazione: «La fotografia è un modo di attraversare lo spazio», uno strumento che stabilisce una prossimità con l’oggetto osservato e che rende visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo quotidiano. In questa prospettiva, scattare diventa un atto di interpretazione che mette in relazione materia, percezione e memoria storica delle innovazioni costruttive.

Composizione della giuria e competenze

La presenza in giuria di professionisti come Susanna Tradati e figure istituzionali come Lorenzo Colombo garantisce un equilibrio tra lettura critica architettonica e attenzione alla comunicazione pubblica del materiale, mentre i contributi artistici di Lorenzo Marini e Tiziano Demuro favoriscono un approccio sensibile e creativo alla selezione delle opere.

Modalità di partecipazione, criteri e premi

La call è aperta senza limiti di età o nazionalità: i partecipanti possono inviare scatti inediti in bianco e nero o a colori attraverso il portale . I criteri di giudizio indicati sono l’aderenza al tema, la qualità tecnica e l’originalità della proposta visiva. Le tre immagini ritenute più meritevoli dalla giuria saranno premiate con fotocamere Leicamentre tutte le fotografie ricevute verranno valorizzate in una gallery digitale sul sito del concorso.

La scadenza per l’invio delle opere è il 15 settembre 2026. L’iniziativa intende offrire una piattaforma di visibilità per chi racconta la città attraverso materiali e forme, promuovendo una nuova lettura del paesaggio costruito.

In ultima analisi, #scaladigrigi propone un’occasione per rileggere il cemento e il calcestruzzo non solo come elementi tecnici, ma come strumenti capaci di definire identità urbane e linguaggi estetici contemporanei, aprendo al pubblico e ai professionisti uno spazio di confronto tra architettura, arte visiva e comunicazione.

Scritto da Emanuele Negri

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