Nel cuore di Berlino, due giovani designer stanno rivoluzionando il mondo del design con un approccio unico che unisce materia, funzione e creatività. Lisa Ertel e Anne-Sophie Oberkrome, fondatrici di Studio Œ hanno iniziato il loro percorso alla Hochschule für Gestaltung di Karlsruhe un’istituzione che promuove un modello educativo vicino alla tradizione della Bauhaus e della Hochschule für Gestaltung di Ulm.
“La scuola di Karlsruhe è stata per noi un’esperienza incoraggiante”, raccontano le designer. “L’ambiente è piuttosto informale, i docenti hanno un solido profilo multidisciplinare e la collaborazione è centrale nel modello formativo”.
La nascita di Studio Œ e il metodo di lavoro
Nel 2021, a Berlino, Lisa e Anne-Sophie fondano Studio Œ un nome che è una crasi dei loro cognomi e delle loro affinità progettuali.
“Il nostro modo di lavorare assomiglia a una continua partita di ping-pong: le idee passano continuamente dall’una all’altra, vengono messe in discussione, spostate, affinate, finché qualcosa trova il proprio equilibrio. Forse non è sempre il modo più veloce di lavorare, ma per noi funziona bene”.
Il loro primo contatto con il mondo del design professionale avviene grazie a un progetto universitario: “Neil, la sedia che abbiamo progettato insieme a metà del nostro percorso universitario, oggi fa parte della collezione del Vitra Design Museum”, spiegano le designer.
Il design come cristallizzazione del potenziale dei materiali
Il lavoro di Studio Œ si muove all’intersezione tra ricerca materica, contesto e scala, in quello spazio in cui l’oggetto entra in relazione con le persone. Le designer sono sempre alla ricerca di soluzioni sensate e responsabili capaci di innescare connessioni insolite tra ambiti e luoghi apparentemente distanti tra loro.
Ad esempio, nella Silo Collection utilizzano scarti di farro, mentre con Big Blue Bench lavorano sul concetto di riuso e di ‘second function’, piuttosto che di second hand. “Per noi il design è il modo di cristallizzare il momento preciso in cui un gesto minimo consente al materiale di esprimere il proprio potenziale”, spiegano.
Un altro esempio significativo è il lavoro condotto sul legno per la seduta OTO di Mattiazzi un intervento che procede per sottrazione: piccoli gesti progettuali pensati per generare un forte legame emotivo con le persone che la utilizzano, sperando che se ne prendano cura.
Collaborazioni e progetti innovativi
Il percorso di Studio Œ è costellato di collaborazioni con grandi nomi del design. Ad esempio, la Poltrona Bascule per Vitra è un progetto che unisce tecnologia e design, con un rivestimento tessile che si muove insieme alla sedia, creando un’esperienza unica per chi la utilizza.
“Il rivestimento tessile della poltrona Bascule è molto più di un’imbottitura… È una giacca e l’idea è nata in modo molto naturale, osservando il movimento basculante della scocca. Bascule, da cui deriva il nome, è una sedia che cambia posizione insieme al corpo e, nel farlo, anche il tessuto si muove: si tende, si rilassa, si piega e assume un’espressione diversa in ogni configurazione”, spiegano le designer.
Altri progetti significativi includono Cloud un orologio sviluppato inizialmente come pezzo unico e ora in produzione seriale, e Oyster Lane un sistema di appendere giacche e cappotti che trasforma la funzione in piccole ritualità.
Le designer di Studio Œ continuano a esplorare nuove possibilità nel mondo del design, unendo creatività e funzionalità in progetti che lasciano il segno.
