Il Mercato immobiliare italiano sta attraversando una fase di transizione. I dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il periodo aprile-giugno 2026 evidenziano una crescita quasi impercettibile del 0,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con 201.596 compravendite residenziali registrate.
Questa stabilità nasconde dinamiche molto diverse a livello locale: mentre alcune grandi città mantengono un equilibrio, altre segnano contrazioni nette. I numeri più recenti mostrano come Milano sia rimasta ferma, con 6.492 scambi, pari a quelli del 2025, mentre Firenze ha subito una flessione dell’8,3% scendendo a 1.168 operazioni.
Altre metropoli, come Roma hanno registrato un lieve aumento del 0,4%, e Napoli è l’unica a segnalare una crescita significativa (+4,2%).
Compravendite per zona: analisi delle variazioni
Nel dettaglio geografico, il Nord-Ovest ha registrato un incremento dello 0,4% il Sud un +0,6% e il Centro Italia è stato l’area più debole, con una diminuzione dello 0,7%.
La quota di acquisti della prima casa resta elevata a livello nazionale, pari al 72,7% dei volumi totali, con Roma in testa (oltre l’85%) seguita da Genova (80%) e Bologna (78%).
Il ruolo dei mutui nelle transazioni
Nonostante la stabilità apparente, la pressione dei mutui più costosi comincia a farsi sentire.
Il tasso medio alla prima rata, secondo l’OMI, si aggira al 3,57%, con una quota di operazioni assistite da mutuo ancora inferiore al 50% (46,6%). Le previsioni di Nomisma indicano che l’attuale rialzo dei tassi, iniziato ad aprile, potrà avere un impatto più marcato verso la fine del 2026, con possibili ripercussioni sui volumi di vendita nei primi mesi del 2027.
Affitti: crescita sostenuta e contratti concordati
Il settore delle locazioni ha mostrato una dinamica opposta: i contratti stipulati nel trimestre hanno superato i 248.000, con un incremento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo dei canoni annui è salito del 6,3%, raggiungendo quasi 1,7 miliardi di euro. A Roma i nuovi contratti sono aumentati del 6,1% e il canone totale del 9,6%; a Milano le nuove locazioni sono cresciute del 6,9% con un +5,8% sul valore dei canoni.
Una tendenza rilevante riguarda i contratti di affitto concordato che continuano a crescere a livello nazionale (+9,8% sui volumi e +16% sui canoni). Questi accordi beneficiano di una normativa più favorevole, con l’IMU ridotta e la cedolare secca al 10%, rendendoli appetibili sia per proprietari sia per inquilini.
