Mercato immobiliare 2026-2026: compravendite, tassi e città in crescita

Il mercato delle compravendite residenziali mostra segnali di ripresa con quasi 180mila scambi nel primo trimestre e oltre 53mila transazioni in Sicilia nel 2026; tassi e mutui riacquistano peso nella dinamica degli acquisti.

Il settore residenziale italiano ha riacquistato slancio: nei primi tre mesi dell’anno sono state registrate 179.654 compravendite, una crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo precedente, mentre in Sicilia il 2026 ha chiuso con 53.590 transazioni normalizzate, segnando un aumento del 7%.

Questi movimenti si accompagnano a una maggiore ricorso al finanziamento: la quota di acquisti con mutuo ipotecario è tornata a ridosso del 47,8%ma contestualmente il costo del credito si è rialzato, con il tasso medio della prima rata attestato intorno al 3,62%.

Nel complesso si compra di più e si paga di più per farlo.

Distribuzione territoriale delle compravendite in Italia e ruolo delle grandi città

La crescita dei volumi è omogenea tra capoluoghi e comuni minori: i capoluoghi segnano un +4,1% mentre i non capoluoghi salgono del +4,6%.

Per aree geografiche, Nord Ovest e Sud sono in testa con un +5,1%, seguiti dalle Isole (+4,8%) e dal Centro (+4,6%).

Tra le otto grandi città, il primo trimestre mette in evidenza una ripresa urbana: complessivamente le grandi città registrano 27.387 compravendite, +6,1% sul trimestre precedente.

In termini percentuali spiccano Torino con 3.913 abitazioni vendute (+9,2%), Genova (+8,7%) e Milano (+7,1%). Roma rimane il centro più attivo in valore assoluto con 8.961 scambi.

Comportamenti d’acquisto nelle metropoli

I modelli di domanda divergono: a Roma la quota di acquisti agevolati come prima casa è molto alta (oltre l’80% nei grandi centri), mentre Milano mostra una più consistente componente di prima casa insieme a una quota più rilevante di nuove costruzioni rispetto ad altre città. Firenze, invece, registra un calo dovuto all’alta pressione sui prezzi e all’offerta sottratta dagli affitti brevi.

La fotografia della Sicilia: crescita diffusa ma disomogenea

In Sicilia la ripresa del 2026 non è limitata ai soli grandi centri: tutte le province riportano segni positivi, sebbene con intensità differenti. Le province che hanno inciso maggiormente sulla crescita sono Agrigento (+12,1%), Enna (+11,3%), Palermo (+9,6%) e Catania (+8,5%). Anche Caltanissetta mostra un buon risultato con +8,4%.

Altre province manifestano un aumento più contenuto: Trapani +6%, Messina e Ragusa +2,3% e Siracusa +1%. Il quadro descrive una ripresa generalizzata ma con elementi di vivacità particolare in territori turistici e in alcuni centri minori che stanno recuperando domanda.

Il ruolo di Palermo nel mercato regionale

Palermo si conferma uno snodo cruciale: oltre alla crescita delle transazioni, la città rappresenta un punto di osservazione per le variazioni di prezzo e per la nuova geografia dei quartieri più richiesti. La dinamica palermitana contribuisce in modo significativo al risultato complessivo della regione.

Mutui, prezzi e segmenti di mercato: cosa cambia

Il ritorno degli acquisti con mutuo e l’aumento del tasso medio significano due cose per chi cerca casa: maggiore disponibilità di credito ma anche costi finanziari superiori. Il capitale erogato è aumentato, avvicinandosi a 11,5 miliardi di euro nel trimestre considerato, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente.

I prezzi continuano a salire: l’indice dei prezzi mostra un incremento tendenziale vicino al 4%sostenuto soprattutto dal segmento dell’usato (+5,2%), che pesa per oltre il 90% delle transazioni. Le nuove costruzioni, sebbene in ripresa, restano una quota minoritaria del mercato, con segnali di recupero dopo anni di flessione.

Domanda per tipologia e tempi di vendita a Roma

Si osservano differenze nelle preferenze per metrature: in alcune regioni la domanda si sposta verso tagli più grandi, mentre nel Lazio oltre il 70% delle richieste riguarda bilocali e trilocaliche restano i prodotti più ambiti. A Roma i tempi medi di vendita si sono ridotti: le trattative più agili hanno portato a una durata media vicino ai 124 giornicon margini di sconto che si sono progressivamente ridotti fino a una media del 4,3%.

Nel complesso il mercato residenziale italiano mostra segnali di consolidamento: volumi in crescita, maggiore ricorso al credito e prezzi in salita. Le differenze tra aree e tra segmenti restano marcate, così come il ruolo dei tassi nell’influenzare le scelte di acquisto.

Scritto da Emanuele Tassinari

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