Il mercato immobiliare di Roma continua a evolversi, riflettendo le trasformazioni sociali e economiche della città. Nel 2026, emergono nuovi profili di acquirenti, preferenze abitative e dinamiche di prezzo che raccontano una Capitale in continua evoluzione.
Le compravendite a Roma nel 2025 hanno registrato un aumento del 7,8%, con 57.495 operazioni complessive.
Tra questi, gli acquisti di prima casa tra privati sono cresciuti del 9,69%, un segnale evidente di un mercato in fermento.
Il profilo degli acquirenti romani nel 2026
Chi compra casa a Roma oggi è più giovane di quanto si possa immaginare.
Secondo i dati, il 33,67% degli acquirenti che hanno usufruito delle agevolazioni prima casa ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, mentre un altro 26,26% ha tra i 36 e i 45 anni. Questo indica una forte presenza di giovani famiglie e professionisti che stanno costruendo il proprio patrimonio immobiliare.
Le famiglie rappresentano ancora la maggioranza degli acquirenti, con il 61,7% delle compravendite, ma la presenza di single e nuclei familiari più piccoli è in crescita. Nel Lazio, il 36,5% degli acquirenti era single, e il 74% ha acquistato l’abitazione principale, mentre il 18,8% ha comprato per investimento.
Le preferenze abitative
Il trilocale rimane la scelta preferita, rappresentando una sorta di misura ideale per chi cerca una soluzione abitativa che possa adattarsi alle esigenze future. Tuttavia, cresce l’attenzione per bilocali ben distribuiti e appartamenti facilmente locabili, soprattutto tra gli investitori.
Gli investitori non sono scomparsi dal mercato romano. Nel 2025, gli acquisti per investimento rappresentavano il 22,7% delle compravendite, in crescita rispetto all’anno precedente. Questi acquirenti sono più razionali, valutando attentamente il prezzo di ingresso, il potenziale canone, la domanda reale della zona e le spese condominiali.
Le zone più ambite e i prezzi
La geografia della domanda a Roma è variegata e riflette le diverse esigenze degli acquirenti. I quartieri centrali e semicentrali mantengono una forte attrattiva, ma zone considerate fino a pochi anni fa ‘alternative’ stanno diventando scelte consapevoli.
Ad agosto 2026, quartieri come Prati e Parioli registravano prezzi medi di 7.181 euro al metro quadrato e 6.849 euro al metro quadrato rispettivamente, con punte superiori nei punti più ambiti. Al contrario, zone come Centocelle e Tor Vergata offrono prezzi più accessibili, intorno ai 3.049 euro al metro quadrato e 2.098 euro al metro quadrato rispettivamente.
Queste differenze di prezzo riflettono non solo la posizione geografica, ma anche la qualità degli immobili, la presenza di servizi e la vitalità del quartiere. Ad esempio, Centocelle ha registrato un incremento annuo superiore al 9%, grazie alla sua nuova identità urbana fatta di ristorazione, servizi e collegamenti.
L’affitto come alternativa
Davanti ai costi elevati dell’acquisto, molti scelgono l’affitto. Nella Capitale, il 90% del mercato degli affitti è costituito da canoni concordati (quasi il 60%) e transitori (il 30%), con il restante 10% a canone libero. Il canone medio a Roma è di 949 euro al mese, circa 60 euro in meno rispetto a Milano.
Gli affitti sono principalmente cercati da studenti (il 18,5%) e lavoratori (30%), con poco più del 50% degli affitti a scopo residenziale. Il fenomeno degli affitti turistici rimane significativo nel centro storico e nei quartieri limitrofi, mentre le zone più periferiche stanno cercando di adattarsi alle nuove esigenze del mercato.
Le differenze di prezzo tra le varie zone riflettono le trasformazioni urbane e le nuove tendenze abitative, rendendo la Capitale un mercato dinamico e in continua evoluzione.
