Odo Fioravanti e la sua passione per il design: dalla sedia alla ruspa

Odo Fioravanti, noto designer italiano, racconta la sua passione per il design, dalla sedia Frida alla sua ambizione di progettare una ruspa.

Il mondo del design ha visto emergere talenti straordinari, ma pochi come Odo Fioravanti hanno saputo coniugare innovazione e tradizione con tanta passione. Conosciuto da tutti come Odo, questo designer italiano ha dedicato la sua vita alla disciplina del design, preservandone l’integrità e la bellezza contro ogni tentativo di renderla elitaria.

La sua storia inizia a 24 anni, quando, studiando ingegneria senza grande profitto, scopre il design. Da quel momento, la sua vita prende una direzione nuova, guidata da una passione inarrestabile per la progettazione.

Dalla Cina alle icone del design

Uno dei progetti più significativi di Odo Fioravanti è la collezione Cloned in China una risposta ironica all’arrivo sul mercato delle copie cinesi. Questo progetto, realizzato più di 20 anni fa, rimane ancora oggi un messaggio potente. “Molte cose sono cambiate e la Cina, che era il posto dove si producevano cose scadenti o copiate, è diventata il luogo dove si produce qualsiasi cosa, anche i computer Apple”, afferma Fioravanti.

Tra i suoi numerosi progetti, le sedie occupano un posto speciale. La sedia Frida progettata nel 2011, ha vinto il prestigioso Compasso d’Oro. Fioravanti riflette sul design delle sedie: “La sedia è una macchina minima per contrastare la gravità, ci sarà sempre un modo per ripensarla: magari per un cambio delle abitudini, per una nuova tecnologia, perché il gusto si aggiorna.”

Gli oggetti che ci circondano sono documenti della nostra identità sostiene Fioravanti.

Se cambiamo noi, devono cambiare anche gli oggetti che ci circondano.

Il sogno di progettare una ruspa

Nonostante i suoi successi, Odo Fioravanti non smette di sognare. Una delle sue passioni più confessate è quella per le ruspe. “Mi piacerebbe disegnare un escavatore cingolato”, rivela con entusiasmo. Questo sogno riflette la sua curiosità insaziabile e il desiderio di esplorare nuovi orizzonti nel design.

Il suo studio di Industrial Design compie vent’anni, un traguardo che Fioravanti non vede come un’occasione per un bilancio, ma come un momento per riflettere su come è cambiato il suo approccio al design. “Sono diventato più sintetico e sono arrivato a fare oggetti che non hanno bisogno di sbracciare. Hanno un contegno e sanno rilasciare il loro significato in modo omeopatico, giorno dopo giorno”, spiega.

Guardando al futuro, Fioravanti è determinato a continuare a spostare il pensiero con gli oggetti un obiettivo che riassume perfettamente la sua missione come designer.

Scritto da Emanuele Negri

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