Nel cuore delle Langhe, il piccolo borgo di Bergolo si prepara a celebrare una delle sue più grandi ricchezze: la cucina popolare. Dal 6 luglio al 30 ottobre 2026, le vie del paese ospitano la mostra fotografica Omaggio alla cucina popolare un viaggio visivo attraverso le tradizioni culinarie che hanno reso questa terra famosa in tutto il mondo.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Radici e il Comune di Bergolo è il frutto di un progetto ambizioso che mira a preservare e valorizzare la memoria enogastronomica del territorio. Le fotografie in bianco e nero del maestro Bruno Murialdo catturano l’essenza di una cucina che è molto più di un semplice atto di nutrizione: è un rito di famiglia un atto d’amore una tradizione tramandata.
Un omaggio alle radici della cucina di Langa e Roero
La mostra non si limita a raccontare la cucina di Langa e Roero come un semplice insieme di ricette. Attraverso le immagini selezionate da Murialdo, il visitatore viene trasportato in un viaggio nel tempo, dove può scoprire le origini autentiche di questo patrimonio culinario.
Le fotografie mettono in risalto i volti, gli sguardi e le mani di chi ha lavorato la terra, allevato gli animali e preparato i piatti che hanno reso famosa questa regione.
Le immagini in bianco e nero, scelte con cura, riescono a trasmettere emozioni profonde, mettendo in risalto non solo i dettagli visivi, ma anche il cuore di questa tradizione., il bianco e nero riesce a catturare l’anima delle persone e dei luoghi, rendendo omaggio a chi ha reso questa terra un esempio di bellezza, lavoro e identità.
Le donne custodi della tradizione
Un focus particolare della mostra è dedicato alle donne vere custodi di questa sapienza culinaria. Le madri e le nonne, con la loro pazienza e dedizione, hanno tramandato di generazione in generazione ricette che oggi rischiano di andare perdute. Le fotografie raccontano storie di polente cotte per ore di agnolotti preparati con pazienza infinita di pane fatto in casa e di conserve preparate con cura.
Queste donne conoscevano il ritmo delle stagioni e il valore del tempo lento. Nelle cucine illuminate dal fuoco del putagé o dalla stufa, hanno saputo creare una cultura del cibo unica al mondo fatta di semplicità e genialità insieme. La mostra celebra il loro impegno e la loro dedizione, rendendo omaggio a chi ha reso questa terra un esempio di tradizione e innovazione.
Un viaggio nel tempo attraverso le immagini
La mostra è stata realizzata con il sostegno della Fondazione Crc e sarà visitabile liberamente fino al 30 ottobre 2026 nelle vie del paese di Pietra. Le fotografie, disposte lungo un percorso intrigante e coerente, raccontano non solo il passato, ma proiettano anche lo sguardo verso il futuro.
Oggi, sempre più turisti cercano la cucina delle nonne una cucina che rischia di andare perduta. La mostra vuole essere un monito per non dimenticare queste tradizioni e per valorizzare il lavoro di chi ha reso questa terra un esempio di bellezza e identità.
la Langa non è soltanto un territorio da visitare: è una storia da custodire un’eredità da raccontare e un’anima collettiva che continua ancora oggi a parlare attraverso il cibo, le persone e il paesaggio.
La mostra è il simbolo di ciò che è e fa la Fondazione Radici un ente unico in Piemonte che merita il sostegno delle istituzioni e delle fondazioni bancarie. Solo curando le radici, infatti, è possibile espandere la vita di un albero e arrivare ad avere piante rigogliose in grado di produrre ossigeno e vita per gli uomini.
