Prestiti personali e cessioni del quinto: le novità del 2026

Nel terzo trimestre del 2026, i tassi di interesse per i prestiti personali sono in aumento. Scopri le differenze tra le varie opzioni di finanziamento e come trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Nel terzo trimestre del 2026, il mercato dei finanziamenti sta vivendo una fase di cambiamento. I tassi di interesse per i prestiti personali sono in aumento, dopo un periodo di stabilità. Questo trend ha un impatto significativo sui consumatori che cercano liquidità o desiderano acquistare beni di consumo.

Le nuove regole introdotte dal decreto del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) stanno ridefinendo il panorama dei finanziamenti. Le modifiche riguardano non solo i prestiti tradizionali, ma anche le formule di pagamento dilazionato, come il buy now, pay later.

Le nuove regole per i finanziamenti

Il decreto del Cicr ha introdotto importanti novità per i finanziamenti. La soglia del credito al consumo è stata innalzata da 75.000 a 100.000 euro, estendendo la tutela a una fascia più ampia di prestiti.

Questo significa che banche e intermediari finanziari devono rispettare rigidi standard di trasparenza e controlli più severi sulla sostenibilità del debito.

Le nuove regole si applicano anche ai micro-crediti e alle dilazioni di pagamento digitali. Ad esempio, le formule di pagamento dilazionato, come il buy now, pay later sono ora considerate a tutti gli effetti come credito ai consumatori.

Questo implica che si applicano le stesse regole previste per il credito al consumo, con maggiore trasparenza e controlli.

Le eccezioni alle nuove regole

Non tutte le dilazioni di pagamento sono soggette alle nuove regole. Ad esempio, le dilazioni senza costi, quando il pagamento avviene entro cinquanta giorni dalla consegna, e le offerte di determinati operatori dell’e-commerce, per le carte di debito differito rimborsabili entro quaranta giorni senza interessi o spese, restano escluse dalla normativa.

Le pubblicità sui finanziamenti devono ora includere un’avvertenza chiara e visibile sul costo dell’indebitamento. Questo per rendere immediatamente evidente al consumatore che il finanziamento comporta un costo complessivo. Inoltre, sono vietate tecniche pubblicitarie potenzialmente fuorvianti, come suggerire che ottenere un finanziamento possa migliorare la situazione finanziaria del consumatore.

Le differenze tra prestiti personali e cessioni del quinto

Nel terzo trimestre del 2026, il tasso medio dei prestiti personali è salito all’8,49%, con un aumento di 9 punti base rispetto al trimestre precedente. Le cessioni del quinto per dipendenti privati, che offrono condizioni più convenienti grazie alle garanzie più solide, hanno visto un aumento del tasso medio dal 6,85% al 7,12%. Le cessioni del quinto per dipendenti pubblici rimangono le più convenienti, con un tasso medio del 5,73%. Per i pensionati, invece, il tasso medio è sceso dal 7,93% al 7,61%.

Le differenze tra le varie opzioni di finanziamento sono significative. Ad esempio, un dipendente pubblico che necessita un prestito di 10.000 euro da restituire in 10 anni, potrebbe scegliere tra un prestito personale a un tasso medio dell’8,49% e una cessione del quinto a un tasso medio del 5,73%. La differenza di costo tra i due prodotti è importante e giustifica l’utilizzo di un sito di comparazione.

Le finalità di finanziamento più richieste

Nel terzo trimestre del 2026, la liquidità rappresenta la finalità di finanziamento più richiesta in Toscana, assorbendo il 37,6% del totale delle domande. Seguono l’acquisto di un’auto usata, con il 20,8% del mix regionale, e il consolidamento dei debiti, che raccoglie il 15,0% delle richieste. L’importo medio richiesto per un prestito personale si attesta a 10.824 euro.

Le province toscane presentano differenze significative negli importi medi richiesti per un prestito personale. Lucca guida la classifica con 12.362 euro, mentre Siena si colloca all’estremo opposto con 9.679 euro. Per quanto riguarda la durata, Prato registra i piani di rimborso più lunghi, pari in media a 5 anni e 5 mesi, mentre Siena quelli più brevi, con 4 anni e 10 mesi.

Le cessioni del quinto in Toscana

Nel terzo trimestre del 2026, i dipendenti privati si confermano la categoria più rappresentata tra i richiedenti di cessione del quinto in Toscana, con una quota pari al 46,2% del totale. Seguono i pensionati, con il 32,3% del mix regionale, e i dipendenti pubblici, che si attestano al 21,5%. L’importo medio complessivo richiesto è pari a 18.823 euro.

Le province toscane presentano differenze significative negli importi medi richiesti per la cessione del quinto. Livorno guida la classifica con 24.685 euro, mentre Siena si colloca all’estremo opposto con 12.707 euro. Per quanto riguarda la durata, Arezzo registra i piani di rimborso più lunghi, pari in media a 9 anni e 5 mesi, mentre Grosseto quelli più brevi, con 6 anni e 9 mesi.

In generale, ad Arezzo l’importo medio dei prestiti personali richiesto è stato di 12.133 euro per una durata media di 5,4 anni e un’età media di 42,8 anni. Per quanto riguarda le cessioni del quinto, in provincia di Arezzo l’importo medio richiesto è di 21.294 euro, con una durata media di 9,4 anni e un’età media di 59,3 anni.

Scritto da Emanuele Negri

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