Scopri il nuovo Lola Mora Cultural Center in Argentina

Scopri come il Lola Mora Cultural Center unisce arte e natura in un progetto architettonico innovativo e sostenibile.

Nel cuore della foresta subtropicale delle Yungas, ai margini di San Salvador de Jujuy, sorge il nuovo Lola Mora Cultural Center. Questo progetto architettonico, recentemente inaugurato, rappresenta un ritorno alle radici per l’architetto César Pelli fondatore dello studio Pelli Clarke & Partners e nato proprio in Argentina.

Il centro culturale è un omaggio alla scultrice Lola Mora una delle figure più importanti dell’arte argentina tra l’Ottocento e il Novecento.

Il museo ospita sei sculture monumentali in marmo di Carrara, rimaste separate per oltre un secolo dopo essere state rimosse dal Palazzo del Congresso argentino.

Un’architettura in armonia con la natura

Il progetto del Lola Mora Cultural Center è stato ispirato dallo scalpello utilizzato da Lola Mora.

L’edificio, basso e curvilineo, segue l’andamento del terreno e si inserisce tra gli alberi della foresta. Il percorso di visita inizia con un ingresso stretto, attraversa un ponte sopra un piccolo burrone naturale e si apre gradualmente verso il foyer e la grande sala espositiva.

La facciata curva e completamente vetrata permette di mantenere un rapporto costante con il paesaggio circostante. Il progetto del paesaggio, affidato a Balmori Associates lo studio fondato dalla paesaggista Diana Balmori moglie di Pelli, mira a conservare gli alberi esistenti e intervenire il meno possibile sul terreno.

Un’esperienza immersiva

Attorno alla grande sala espositiva si trovano un centro di interpretazione, una biblioteca, un ristorante, spazi per mostre temporanee e un atelier per artisti. La visita è costruita come un percorso in cui le sculture appaiono gradualmente, viste da lontano e poi da vicino, da punti diversi. Lucernari e grandi vetrate fanno entrare la luce naturale e mantengono sempre il rapporto con il paesaggio.

Sostenibilità e innovazione

A interrompere il profilo orizzontale del museo c’è una torre che ospita cinque turbine eoliche. Insieme all’impianto fotovoltaico e ai collettori solari, queste turbine producono energia direttamente sul posto. Secondo i dati pubblicati da Pelli Clarke & Partners, il sistema è progettato per generare il 120% del fabbisogno energetico dell’edificio.

L’involucro dell’edificio, realizzato in larga parte con una pietra locale, e gli impianti riducono nettamente i consumi. Il progetto comprende anche un sistema di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione e piccoli sbarramenti che rallentano il deflusso dell’acqua nel burrone, contribuendo a limitare l’erosione.

Il Lola Mora Cultural Center rappresenta un esempio di come l’architettura possa unire arte, natura e sostenibilità in un progetto innovativo e rispettoso dell’ambiente.

Scritto da Emanuele Negri

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