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Soluzioni per una cameretta condivisa con soppalco e contenimento

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Accogliere due bambini di età diverse nello stesso spazio richiede più di semplici mobili: serve una strategia che concili privacy, gioco e ordine. In questo progetto pensato per due fratelli di 3 e 6 anni l’intervento principale è stato la creazione di un soppalco sopraelevato che offre al più grande un piccolo rifugio personale, mentre la zona sottostante è diventata un spazio collettivo per giocare e stare insieme.

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La luce naturale proveniente dalla finestra è stata valorizzata per rendere l’area giochi accogliente e sicura.

L’approccio adottato punta su elementi che crescono con i bambini: oltre al soppalco, è stata progettata una pedana contenitiva capace di nascondere grandi cassetti, e un’armadiatura alta che incornicia una scrivania con piano regolabile. L’intento è trasformare la stanza in un ecosistema evolutivo, dove ogni componente ha una funzione precisa e si adatta alle esigenze nel tempo, dalla prima infanzia fino agli anni scolastici.

Obiettivi del progetto

Il progetto aveva due scopi chiari: offrire privacy a chi la desidera e preservare un ampio spazio giochi comune. La scelta del soppalco risponde al primo bisogno, creando un ambiente più raccolto e protetto per il bambino più grande, mentre la disposizione della stanza concentra l’area ludica vicino alla finestra per sfruttare al massimo la luce naturale. Queste scelte favoriscono dinamiche quotidiane positive, riducendo conflitti dovuti a spazi insufficienti e supportando momenti di gioco condiviso e di riposo individuale.

Privacy e convivenza

La soluzione del livello superiore è pensata come un piccolo «nido»: lo spazio sopraelevato garantisce isolamento visivo e acustico relativo, importante per l’autonomia emotiva del bambino di 6 anni. Al tempo stesso, mantenendo la stanza aperta sotto il soppalco si evita la sensazione di separazione totale; il contatto visivo e la possibilità di intervenire rapidamente rimangono intatti. Questo equilibrio permette ai genitori di monitorare entrambi i bambini e invita a un uso responsabile degli spazi condivisi.

Strutture salvaspazio: pedana e contenimento

Per rispondere alla cronica mancanza di spazio gioco, la pedana che sostiene il soppalco è stata progettata come un grande elemento di storage. All’interno si trovano cassettoni profondi, ideali per nascondere giocattoli voluminosi, vestiti stagionali e materiale vario. Questa scelta elimina gran parte dell’ingombro quotidiano, facilitando il riordino e rendendo l’area centrale fruibile in pochi gesti. Il sistema sfrutta al massimo il volume disponibile, trasformando la struttura di supporto in un mobile funzionale e discreto.

Organizzazione e accessibilità

La disposizione dei cassetti è studiata per essere accessibile ai bambini e comoda per gli adulti: cassettoni bassi per i giochi del più piccolo e contenitori più profondi per gli oggetti del più grande. L’uso di meccanismi scorrevoli e di chiusure sicure migliora l’usabilità e riduce i rischi. In ottica di durabilità, i materiali e le finiture sono stati scelti per resistere all’uso quotidiano, mantenendo un aspetto ordinato anche dopo anni di attività intensa.

Arredi modulari e prospettive future

Accanto alla pedana è stata inserita un’armadiatura alta che delimita una zona studio: al centro si trova una scrivania evolutiva il cui piano è regolabile per altezza e profondità, così da adattarsi alle esigenze scolastiche che cambiano nel tempo. Nonostante la presenza di una cabina armadio esistente, l’armadiatura aggiuntiva offre ulteriore capacità e permette di organizzare meglio vestiti e materiali. Questo approccio modulare rende la stanza pronta a trasformarsi nel tempo, seguendo la crescita dei due fratelli.

Nel complesso, l’intervento dimostra come combinare elementi sopraelevati, soluzioni di contenimento integrate e arredi adattabili possa generare una cameretta funzionale e armoniosa, capace di accompagnare i bambini negli anni. Il progetto è stato pubblicato su Home! di febbraio 2026 e rappresenta un esempio concreto di come il design possa mediare esigenze diverse senza rinunciare a comfort, ordine e luce naturale.

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Max Torriani

Quindici anni nelle redazioni dei principali gruppi editoriali nazionali, fino al giorno in cui ha preferito la libertà allo stipendio fisso. Oggi scrive quello che pensa senza filtri aziendali, ma con la disciplina di chi ha imparato il mestiere nella trincea delle breaking news. I suoi editoriali fanno discutere: è esattamente quello che vuole. Se cerchi il politically correct, hai sbagliato autore.

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