Tutto quello che devi sapere sull’influenza stagionale 2026-2027

L'influenza stagionale 2026-2027 potrebbe essere meno intensa, ma la prevenzione resta fondamentale. Scopri le novità sui vaccini e i consigli degli esperti.

Con l’arrivo dell’autunno, l’attenzione si sposta inevitabilmente sull’influenza stagionale. La stagione 2026-2027 potrebbe presentarsi con un’intensità inferiore rispetto agli anni precedenti, ma questo non deve indurre a sottovalutare il rischio. La prevenzione rimane infatti fondamentale, soprattutto per le categorie più vulnerabili.

Il virologo Fabrizio Pregliasco direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano, sottolinea come l’influenza possa avere conseguenze serie, soprattutto per le persone anziane o con patologie preesistenti. Non è un semplice malanno stagionale ma una malattia che può provocare complicanze anche gravi.

I virus da monitorare e l’importanza del vaccino

Tra i virus influenzali da tenere d’occhio per la stagione 2026-2027 c’è il A(H3N2) sottogruppo K, che ha caratterizzato la circolazione internazionale nella scorsa stagione. L’Organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato la composizione dei vaccini per tener conto dell’evoluzione dei virus.

Il vaccino rappresenta lo strumento principale per ridurre il rischio di contrarre l’influenza e le sue complicanze, anche se non garantisce una protezione assoluta.

La campagna vaccinale prenderà il via all’inizio di ottobre, con l’obiettivo di proteggere la popolazione prima del picco epidemico, solitamente atteso tra dicembre e gennaio.

Pregliasco raccomanda di non aspettare l’arrivo del freddo per vaccinarsi, ma di aderire alla campagna secondo le indicazioni della propria Regione. La risposta immunitaria, infatti, richiede circa due settimane per svilupparsi pienamente.

Chi dovrebbe vaccinarsi e come

La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente a diverse categorie di popolazione, tra cui le persone dai 60 anni i bambini dai 6 mesi ai 6 anni le donne in gravidanza e nel post-partum, gli operatori sanitari e le persone con patologie che aumentano il rischio di complicanze. Per gli over 60 sono raccomandate le formulazioni adiuvate o ad alto dosaggio, che offrono una maggiore protezione.

Medici di famiglia, pediatri e servizi vaccinali hanno un ruolo decisivo nell’individuare il prodotto appropriato e nel chiarire i dubbi. Un’informazione comprensibile è fondamentale per aiutare le persone a scegliere consapevolmente e a riconoscere il proprio rischio. La vaccinazione deve coinvolgere anche chi vive e lavora accanto alle persone vulnerabili, come familiari, caregiver e operatori sanitari.

La co-circolazione di virus e l’importanza dell’organizzazione

Nei mesi autunnali e invernali possono circolare contemporaneamente diversi virus, tra cui il Sars-CoV-2 e il virus respiratorio sinciziale. Il vaccino antinfluenzale protegge specificamente contro l’influenza: avere un raffreddore o un’altra infezione dopo la vaccinazione non significa automaticamente che il vaccino non abbia funzionato. Presentarsi al lavoro con febbre e sintomi respiratori non è una dimostrazione di efficienza, ma può esporre altre persone al contagio.

Ogni inverno affrontiamo un aumento prevedibile delle infezioni respiratorie. Dobbiamo tradurre questa conoscenza in organizzazione. Una stagione eventualmente meno intensa sarebbe una buona notizia, ma dobbiamo farci trovare preparati. La responsabilità è nostra, e la prevenzione è il primo passo.

Scritto da Valentina Mariani

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