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Via Longo, Bergamo: la fuga di gas che ha spazzato due appartamenti

Una fuga di gas a Bergamo ha causato un’esplosione devastante; il portinaio, aprendo le finestre, ha impedito il peggio.

Il 5 ottobre 2026, intorno alle 19.30, i residenti del quartiere Borgo Santa Caterina, a Bergamo, sono stati scossi da un boato improvviso proveniente da via Longo 9. Una fuga di gas proveniente da un apparecchio domestico ha innescato un’esplosione che ha ridotto al suolo parte della scala C e la portineria, facendo volare in aria vetri, infissi e parti di tetto di edifici adiacenti.

Fuga di gas e detonazione: i fatti sul terreno

Secondo le testimonianze raccolte sul posto, una forte puzza di gas è stata avvertita già qualche minuto prima dell’esplosione. Il gas, probabilmente propano o metano, si era accumulato nella cucina al piano terra di una famiglia di origine romena.

Quando la concentrazione ha superato il limite di infiammabilità, una scintilla – ancora non identificata – ha provocato il botto che ha distrutto due appartamenti e la porta della portineria. Il suono è stato udito in tutto il vicinato, facendo scattare immediatamente gli allarmi dei residenti.

Testimoni oculari

La moglie del portinaio, Gigi, ha ricostruito i minuti precedenti la detonazione: il marito, avendo percepito l’odore, ha iniziato a bussare a tutte le porte chiedendo se qualcuno avesse lasciato aperto il gas. Quando nessuno ha risposto, ha deciso di aprire le finestre dei terrazzi situati sulla scala, operazione che ha richiesto solo pochi secondi.

Il muro della portineria lo ha parzialmente schermato dal fenomeno, salvandogli la vita. Al suo ritorno, la moglie ha sentito l’esplosione mentre si trovava in piazza Sant’Anna, a pochi isolati di distanza.

Il ruolo decisivo del portinaio

Gigi, vestito di ciabatte e pantaloncini, è stato definito da diversi testimoni un “miracolato”. Per circa trenta secondi, ha tenuto aperta la porta della sua abitazione e, successivamente, ha aperto le finestre dei terrazzi della scala C, riducendo la pressione interna e permettendo al gas di disperdersi. Questo gesto ha limitato l’intensità dell’esplosione e ha evitato danni più gravi a ulteriori unità abitative. Senza il muro della portineria a proteggerlo, avrebbe potuto subire lesioni molto più serie.

Interventi degli emergenziali

Immediatamente dopo il botto, sono arrivate sul posto due ambulanze medicalizzate, cinque squadre dei Vigili del Fuoco, includendo un’autoscala, un’autobotte e tre autopompe. Sono intervenute anche forze di Polizia, Carabinieri e la Polizia locale. Sul territorio sono stati attivati il questore Vincenzo Nicolì, il prefetto Luca Rotondi e l’assessore Marcella Messina per coordinare le operazioni di soccorso e contenimento.

Conseguenze per gli abitanti e le indagini

Due persone, i coniugi di origine romena presenti nell’appartamento di origine della fuga, sono rimaste gravemente ustionate; sono state trasferite in codice rosso al Niguarda di Milano e a Verona rispettivamente. Altri cinque residenti hanno riportato ferite di grado minore, classificati in codice giallo e verde. In totale, circa cinquanta persone sono state costrette ad evacuare l’edificio, ora dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco. Alcuni hanno trovato rifugio presso parenti o in strutture alberghiere messe a disposizione dal Comune.

Ricostruzione delle cause

Gli ispettori dei Vigili del Fuoco hanno individuato nella cucina il punto in cui si è verificata la fuga di gas un tubo staccato con la valvola a farfalla chiusa. Le autorità giudiziarie, guidate dal pm Emanuele Marchisio, hanno aperto un’indagine per determinare se la rottura sia stata provocata da un difetto tecnico, da lavori di ristrutturazione o da un errore umano. Al momento, le cause esatte rimangono oggetto di approfondimento.

Le riparazioni dell’edificio richiederanno settimane, se non mesi, per valutare la solidità delle strutture residue, sostituire gli infissi, ripristinare gli impianti elettrici e riparare le parti del tetto distrutte. Nel frattempo, le autorità municipalistiche hanno promesso di accelerare le procedure per garantire abitazioni temporanee ai residenti sfollati.

Scritto da Emanuele Tassinari

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