Negli ultimi mesi il settore abitativo del Nord Italia è al centro di due iniziative apparentemente distanti ma strettamente collegate: da un lato un protocollo triennale firmato da enti locali, associazioni di inquilini e rappresentanti del mondo imprenditoriale, dall’altro un massiccio spostamento di acquirenti milanesi verso Torino, favorito dal collegamento ad alta velocità.
Il Circondario ha così avviato un percorso di rigenerazione urbana che parte da una stima di circa 5.000 unità immobiliari attualmente vuote, pronte per essere inserite nel mercato locativo. L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e rendere più competitiva la zona per le imprese che faticano a reperire personale.
Il protocollo triennale del Circondario: da mappatura a garanzie
Il primo passo operativo consiste nella creazione di un inventario dettagliato di tutti gli immobili pubblici e privati non abitati. Questa mappatura è affidata a un tavolo interistituzionale che raccoglierà dati catastali, condizioni strutturali e potenziali destinazioni d’uso, con l’obiettivo di individuare rapidamente le unità più idonee a essere riconvertite in abitazioni.
Garanzie per i proprietari e incentivi per gli affitti
Per superare le reticenze dei proprietari, il documento prevede la costituzione di un fondo destinato a coprire morosità, danni agli immobili e spese legali. Questa cautela finanziaria vuole rassicurare i locatori, incoraggiandoli a mettere a disposizione le proprietà attualmente fuori mercato.
Parallelamente, si valutano agevolazioni fiscali e contributi per chi decide di investire in nuovi contratti di locazione.
Abitare temporaneo e coinvolgimento delle imprese
Una delle innovazioni più rilevanti riguarda la sperimentazione di forme di abitare temporaneo. Immobili dismessi o in fase di demolizione potranno essere riqualificati per ospitare lavoratori in transito, facilitando l’inserimento di nuove professionalità senza richiedere una soluzione abitativa permanente fin da subito.
Torino: la destinazione prediletta dei pendolari milanesi
Nel frattempo, su un asse diverso, le statistiche dei principali portali immobiliari mostrano un incremento dell’8,5 % dei prezzi residenziali torinesi, contro un modesto +2,4 % di Milano. Il fenomeno è alimentato dalla possibilità di raggiungere la capitale lombarda in soli 45 minuti grazie all’Alta Velocità, rendendo Torino una meta ideale per chi desidera un costo della vita più contenuto senza rinunciare a un lavoro milanese.
Chi sono i “pendolari AV”?
Tre profili emergono con forza: young professionals che lavorano in modalità ibrida, giovani famiglie che convertono il budget di un bilocale milanese in un quadrilocale torinese, e investitori da reddito che acquistano monolocali da affittare a studenti del Politecnico e dell’Università di Torino. La riduzione del metro quadro dal valore medio di 5.300 €/mq a Milano a 2.500-3.500 €/mq a Torino sta creando un vero e proprio flusso finanziario verso la Mole.
Effetti collaterali: gentrificazione e pressione sui quartieri torinesi
Il rovescio della medaglia è un rischio di gentrificazione importata. L’arrivo massiccio di capitali esterni sta facendo lievitare i prezzi anche nei quartieri tradizionalmente più accessibili, come San Salvario, Aurora e Vanchiglia, rendendo più difficile l’accesso alla casa per le giovani coppie torinesi e per gli studenti locali. Questo processo rischia di replicare a Torino lo scarso equilibrio abitativo già sperimentato a Milano.
