Arredare una casa a misura di anziano: comfort, sicurezza e design possono convivere

Ottant'anni di vita non si accompagnano automaticamente ad un salotto pieno di corrimano e tappeti antiscivolo color ospedale, anche se troppo spesso è proprio questa l'immagine che molte persone hanno in testa quando si parla di "casa per anziani": un ambiente clinico, funzionale al limite dell'asettico, dove la bellezza sembra passare in secondo piano rispetto alla prevenzione.

Non è così che la pensano architetti d’interni e geriatri che si occupano di ambienti domestici, ed è bene chiarirlo subito, perche sicurezza ed estetica non sono nemiche, anzi, e possono essere due facce dello stesso progetto.

Il soggiorno si ripensa per sottrazione

Il punto di partenza, del resto, non è sanitario ma abitativo. Il soggiorno, la stanza più vissuta della casa, va ripensato a partire dai percorsi, visto che gli spazi tra un mobile e l’altro devono permettere il passaggio senza deviazioni improvvise, senza spigoli in mezzo al cammino verso gli altri ambienti domestici. È un lavoro di sottrazione, più che di aggiunta, in cui avremo meno tappeti sciolti, una riduzione dei cavi a vista ed un minor numero di arredi che occupano il centro della stanza, spesso senza una vera funzione. Chi si occupa di progettazione per persone anziane lo chiama “diradamento”, e il risultato, quando è ben fatto, non sembra affatto una rinuncia stilistica, quanto, semplicemente, una casa più ariosa.

L’illuminazione conta più dei tappeti antiscivolo

L’illuminazione merita un capitolo a parte, perché è qui che si gioca gran parte della sicurezza percepita. Con l’età la vista perde in nitidezza e soprattutto nella capacità di distinguere contrasti e profondità, pertanto, un gradino leggermente in ombra, per chi ha settant’anni passati, può risultare invisibile fino al momento della caduta. La soluzione non è illuminare a giorno ogni angolo, fattispecie che, al contrario, potrebbe produrre dei fastidiosi “abbagliamenti”, ma distribuire la luce in modo uniforme, in modo che sia possibile evitare le zone d’ombra nette, senza dimenticare la disposizione di punti luce più soffusi (pensati per la notte) lungo i tragitti più battuti, come dalla camera da letto al bagno.

Materiali: la funzionalità si vede negli anni

Sui materiali, il discorso si fa interessante perché tocca il design vero e proprio, per cui dovremmo scegliere dei pavimenti opachi anziché lucidi, che riducano i riflessi e quindi la possibilità di confondere una superficie liscia con un dislivello, e dei tessuti che non “corrano” al tatto e che siano in grado di reggere bene i lavaggi frequenti, senza che questo significhi rinunciare a colori caldi e texture piacevoli. Se tenete particolarmente alla cura della vostra casa lo saprete bene: la funzionalità di un materiale si valuta con il passare degli anni, non certo al primo sguardo.

La poltrona relax come centro visivo, non come accessorio sanitario

Ed è qui che entra in gioco la seduta, il pezzo su cui in un soggiorno si concentra quasi sempre l’attenzione progettuale, e non a caso, perché si tratta del luogo dove solitamente si trascorre più tempo. Una poltrona relax di design per anziani può occupare in un salotto lo stesso ruolo che altrove giocherebbe una libreria d’autore o un tavolo di un certo peso: essere il centro visivo della stanza, e non solo un accessorio sanitario mimetizzato dietro un plaid. I modelli più recenti lo confermano: possiedono rivestimenti in tessuto ed in pelle disponibili in tantissimi colori, hanno linee che si avvicinano più al salotto contemporaneo che alla poltrona da convalescenza, e sono dotate di meccanismi di reclinazione silenziosi e discreti.

Un beneficio funzionale che non deve dichiararsi

Il beneficio funzionale, va detto, resta il motivo per cui la scelta si impone: una seduta che assiste nel movimento di alzata riduce lo sforzo sulle ginocchia e sulla schiena, un aspetto che chi vive con un genitore anziano impara presto a non sottovalutare. Il fatto che questo beneficio possa arrivare dentro un oggetto che si intona al resto dell’arredamento, invece di segnalare da lontano “qui vive una persona fragile”, cambia non poco la percezione della casa, sia per chi la abita sia per chi la visita.

Quello che dice l’OMS sugli ambienti “a misura di tutte le età”

Che l’ambiente domestico incida sulla qualità della vita nella terza età è una tesi sostenuta da tempo anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel programma sugli “ambienti a misura di tutte le età” indica la qualità abitativa come uno dei fattori che più condizionano salute e benessere con l’avanzare dell’età. Un principio ripreso anche dall‘Istituto Superiore di Sanità nell’analisi sulla qualità dell’ambiente di vita degli anziani.

Progettare per la terza età, allora, non significa arredare “per gli anziani” come categoria a parte, con un catalogo separato e uno sguardo un po’ compassionevole. Significa applicare gli stessi criteri che si userebbero per qualunque casa ben pensata (ordine, luce e materiali giusti) con un’attenzione in più ai dettagli che, col tempo, faranno la differenza tra una stanza vissuta bene ed una mal sopportata.

Scritto da Redazione Casa

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