Nel panorama dinamico del settore immobiliare italiano, un’operazione di grande rilievo ha recentemente catturato l’attenzione degli esperti. Arrow Global gruppo britannico tra i principali operatori europei nell’asset management alternativo, ha annunciato l’acquisizione di Borio Mangiarotti storica società milanese di sviluppo immobiliare.
Questa mossa strategica rafforza ulteriormente la presenza di Arrow Global in Italia e consolida la sua piattaforma immobiliare nel capoluogo lombardo.
L’acquisizione, approvata dall’Antitrust lo scorso marzo, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di crescita del gruppo guidato da Zach Lewy.
Negli ultimi anni, Arrow Global ha puntato sull’acquisizione e sullo sviluppo di piattaforme operative locali nei principali mercati europei, con l’obiettivo di integrare competenze industriali e capacità finanziarie. Questa operazione permette al gruppo di aumentare il presidio diretto sulle attività di sviluppo immobiliare e di rafforzare la capacità di individuare nuove opportunità di investimento.
La nuova divisione Borio Mangiarotti Reim
Con l’acquisizione di Borio Mangiarotti, Arrow Global ha creato una nuova divisione denominata Borio Mangiarotti Reim guidata da Donato Piscuoglio nel ruolo di CEO. Questa divisione confluirà tutte le attività di project e investment managementasset & development con un particolare focus sul processo di sviluppo, sul monitoraggio dei costi e delle tempistiche di realizzazione degli interventi immobiliari, anche in ambito distressed.
Parallelamente, la divisione general contractor prenderà la denominazione di Borio Mangiarotti GC e sarà guidata da Edoardo De Albertis.
Questa divisione avrà un ruolo complementare alle attività di investment lungo tutto il ciclo di vita del progetto, con un focus sui servizi di general contracting anche per conto terzi.
Un’azienda con oltre un secolo di storia
Borio Mangiarotti, fondata nel 1920, è una società con oltre cento anni di storia e un ruolo consolidato nello sviluppo urbanistico di Milano. Con oltre 500 edifici completati dall’inizio della sua attività, l’azienda si è affermata nel settore immobiliare e del general contracting maturando una lunga esperienza nella realizzazione di complessi residenziali, nella rigenerazione urbana e nella gestione di progetti immobiliari complessi.
Nel 2026, Borio Mangiarotti è tornata al 100% sotto il controllo della famiglia De Albertis, che aveva riacquisito il 20% delle azioni precedentemente detenute dalla società di investimenti alternativi Värde Partners. Edoardo De Albertis, amministratore delegato di Borio Mangiarotti, ha sottolineato come l’ingresso nel gruppo britannico rappresenti un passaggio importante nella storia della società. Arrow Global condivide la nostra visione di lungo periodo su Milano e inserisce Borio Mangiarotti in una piattaforma istituzionale altamente complementare ha spiegato l’ad.
Con 115,2 milioni di ricavi registrati nel 2026, Borio Mangiarotti è inserita in alcuni degli sviluppi immobiliari più importanti della città, tra cui l’ex Trotto in partnership con Bain Capital Special Situations e Hines il progetto di rigenerazione urbana SeiMilano su un’area di oltre 300mila metri quadrati a Bisceglie, a Nord-Ovest della città, e le Navigli Towers.
Azora punta sull’Italia con nuovi investimenti
Nel frattempo, anche il fondo spagnolo Azora sta rafforzando la sua presenza in Italia. Con l’apertura di una nuova sede a Milano e un piano di investimenti per 1,5 miliardi di euro nei prossimi anni, Azora considera l’Italia un mercato strategico all’interno della propria espansione europea. La nuova sede milanese nasce con l’obiettivo di avvicinare la piattaforma agli operatori locali, alle opportunità di investimento e agli asset presenti sul territorio.
Gli investimenti previsti riguarderanno diversi comparti immobiliari e infrastrutturali, con particolare attenzione all’hospitality allo student housing e alle infrastrutture green legate al biometano. La strategia comprende anche opportunità nei settori residenziale, logistico e dei data center con un approccio orientato agli asset a maggiore componente operativa e a progetti con elevati standard di sostenibilità.
Azora ha già una presenza consolidata in Italia, con l’acquisizione del Grand Palladium Sicily nel 2019 e l’acquisizione di Bluserena dalla famiglia Maresca nel 2026. La società ha anche sviluppato una piattaforma dedicata al biometano attraverso Draycott realtà focalizzata sull’acquisizione, trasformazione e gestione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Il residenziale come strategia contro l’incertezza
In un contesto segnato da instabilità geopolitica, inflazione persistente e tassi di interesse ancora elevati, il settore immobiliare si riposiziona come asset class difensiva e al tempo stesso selettivamente opportunistica. PGIM tra i principali gestori di investimenti immobiliari a livello globale, sottolinea come la forte correzione dei mercati degli ultimi anni abbia creato opportunità di acquisto relativamente convenienti su asset capaci di generare redditi legati all’inflazione.
Tra gli investitori istituzionali globali, la diversificazione è tornata protagonista, e non per motivi di stile ma per necessità. L’elevata imprevedibilità dell’evoluzione degli scenari globali rende rischiosa qualsiasi concentrazione strategica o geografica. Le differenze nei fattori che determinano i rendimenti — tra regioni, settori e tipologie di asset — si sono ampliate, aumentando sia i vantaggi di un portafoglio diversificato sia il potenziale di sovraperformance derivante da un’allocazione efficace.
Il settore residenziale emerge come una delle strategie più promettenti. La crescente difficoltà di accesso alla proprietà immobiliare, la carenza di alloggi moderni nelle grandi città e il numero crescente di studenti e anziani che richiedono soluzioni abitative specializzate alimentano la domanda. In questo quadro, il senior housing emerge come la strategia ad alta convinzione per eccellenza, con solide prospettive di crescita dei canoni e bassi tassi di sfitto.
