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Cinquant’anni di I Balocchi: il rubinetto che ha colorato il design

Cinquant'anni fa un croccante disegno è entrato nelle case: la storia di I Balocchi, il rubinetto che ha mescolato colore, gioco e innovazione.

Nel 1976 un oggetto comune come il rubinetto è stato reinventato con colori accesi e forme plastiche, segnando una svolta nella percezione del bagno. La collezione I Balocchi di Fantini ha introdotto la cromaticità in un settore ancora molto legato al grigio industriale, trasformandolo in un vero elemento di arredo.

A quinquant’anni di distanza, la serie continua a influenzare designer e consumatori, dimostrando come la sperimentazione di un’epoca possa diventare patrimonio permanente.

Le radici del progetto affondano nella prima esperienza di due giovani architetti, Davide Mercatali e Paolo Pedrizzetti nel mondo della rubinetteria.

Dopo aver realizzato diverse proposte tradizionali, i due hanno abbozzato un’idea radicale ispirata a una manopola da cartone animato. L’entusiasmo di Giovanni Fantini per quel gesto giocoso ha portato l’azienda a scegliere quel modello unico, sacrificando gli altri disegni più convenzionali.

Nascita della collezione I Balocchi

Il prototipo originale si caratterizzava per una tavolozza composta da giallo, rosso, arancione, bianco, nero e marrone, tutti applicati su volumi cilindrici dal profilo marcato, quasi come tratti di un fumetto. Il nome, ispirato al “Paese dei Balocchi” di Collodi, richiamava l’universo dei cartoni di Pippo e Topolino, con un chiaro influsso della Pop Art.

La decisione di colorare l’intera superficie dei rubinetti ha richiesto a Fantini l’elaborazione di nuovi processi di verniciatura, sperimentati in numerosi laboratori per garantire una copertura totale e duratura.

Il richiamo ai cartoni e alla Pop Art

Le forme spigolose e le tonalità brillanti hanno trasformato il rubinetto da semplice componente tecnico a protagonista dell’arredo bagno. L’approccio ludico ha sfidato la tradizione, rendendo il prodotto riconoscibile in ogni stanza. Questa audace rottura è stata sostenuta da una forte capacità produttiva, che ha permesso di realizzare finiture uniformi senza compromettere la qualità dei materiali.

Premi e riconoscimenti internazionali

Il clamore suscitato dalla collezione si è tradotto in riconoscimenti di prestigio: nel 1979 la serie ha vinto il Compasso d’Oro ADI seguita nel 1981 dal premio BIO a Lubiana. Oggi I Balocchi occupano un posto nella Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano, consolidando il ruolo di Fantini tra le aziende italiane che hanno incorporato il design al centro della propria identità. Il successo ha aperto la strada a collaborazioni con firmati come Franco Sargiani, Enzo Mari, Naoto Fukasawa e Piero Lissoni.

L’evoluzione della gamma: da I Balocchi a Margherita e Flora

Negli ultimi decenni Fantini ha continuato a reinventare la tradizione dei rubinetti. La serie Margherita disegnata da Elisa Ossino per Salvatori e Fantini, riprende le forme delle fontanelle pubbliche, offrendo una manopola nata dall’intersezione di cerchio e linea, disponibile in finiture Matt Gun Metal, Pure Brass e Raw Metal. Parallelamente, Flora opera di Vincent Van Duysen, esplora le proporzioni e le sensazioni tattili con varianti a una, due o quattro ali, giocando sul contrasto tra struttura industriale e forme arrotondate.

Queste nuove proposte mantengono la stessa filosofia di libertà sperimentale che ha caratterizzato I Balocchi, arricchendo la palette cromatica con tonalità contemporanee e offrendo configurazioni personalizzabili per architetti e interior designer.

Impegno ambientale e progetti sociali

Fantini non si limita al design estetico: l’acqua è il filo conduttore tra prodotto e territorio. La sede di Pella, progettata da Piero Lissoni nel 2018, si affaccia sul Lago d’Orta e include un percorso pedonale coperto che collega gli uffici allo showroom, sottolineando l’attenzione alla sostenibilità. Inoltre, in collaborazione con CNR e Legambiente, l’azienda monitora la qualità delle acque del lago. Un’iniziativa di grande impatto è il progetto “100 Fontane Fantini for Africa”, che ha realizzato un acquedotto in Burundi, garantendo acqua potabile a più di 25 000 persone.

Questa sinergia tra estetica, innovazione tecnica e responsabilità sociale continua a collocare Fantini come punto di riferimento non solo per il design italiano ma anche per il ruolo attivo dell’industria nella tutela ambientale e nel benessere delle comunità.

Scritto da Emanuele Negri

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