Come la musica elettronica aiuta gli anziani con demenza a Thiene

Un dj di Thiene utilizza strumenti elettronici per aiutare gli anziani con demenza a esprimersi e comunicare

In un centro residenziale di Thiene, in provincia di Vicenza, la musica elettronica sta diventando uno strumento di inclusione e benessere per gli anziani. Matteo Scapin, dj e musicista, ha portato i suoi strumenti digitali nel centro residenziale Guido Negri, dove ha tenuto un corso di 10 lezioni per gli ospiti della struttura.

Il progetto, chiamato “Dialoghi sonori”, è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Thiene e con il sostegno economico di Inner Wheel Schio-Thiene. Scapin ha utilizzato sintetizzatori, drum machine e controller Midi per aiutare le persone anziane con demenza o deficit cognitivi a esprimersi e comunicare.

Gli strumenti utilizzati

Scapin, noto con lo pseudonimo di Matthew S., ha utilizzato una varietà di strumenti digitali, tra cui una tastiera multicolor che può emettere suoni diversi, come il violino o una voce registrata. “Non ha il classico suono di una tastiera”, spiega Scapin.

“Posso decidere i suoni che può emettere.”

Tra gli strumenti utilizzati c’è anche l’handpan elettronico che emette un suono metallofono. “Ogni sezione nera emette un suono e tutti i suoni sono in chiave, quindi non può uscire un suono stonato”, spiega Scapin.

Questi strumenti sono stati adattati alle esigenze degli ospiti per renderli inclusivi.

Come si svolge una lezione

Durante le lezioni, Scapin lavora sempre in cerchio e chiama una persona alla volta a comporre una melodia. “Chiedo a ciascuno di dare cinque colpi allo strumento”, spiega. “Da questi suoni esce un’improvvisazione che registriamo e alla fine della sessione riascoltiamo tutto insieme.”

Il musicista cerca sempre di dare qualcosa a chi partecipa. “Partendo dalla registrazione di un vocalizzo, lo trasformiamo in una canzone”, racconta Scapin. “Usiamo qualsiasi suono, dalla voce al battito delle mani, al battere su una sedia, li campioniamo e poi componiamo una canzone.”

I risultati del progetto

Gli psicologi hanno evidenziato un miglioramento dell’umore, della capacità di comunicare con gli altri, dell’attenzione e della partecipazione degli ospiti. “È successo più di una volta che finito il laboratorio le persone mi chiedessero che strumento avrei portato la volta successiva”, racconta Scapin.

Un’attività che ha lasciato un segno, tanto che al quinto incontro una signora ha accolto il musicista dicendo “ma tu sei quello degli strumenti strani!”. “Il fatto che lei si sia ricordata è stata una cosa unica”, sottolinea Scapin. “Di solito chi ha questa patologia dopo un po’ di ore ha un reset completo di ciò che accade.”

Il laboratorio spesso si apre con il tema della scoperta. Per una persona anziana è strano suonare strumenti elettronici. “All’inizio del corso c’è sempre un momento di grande stupore perché si trovano davanti a strumenti che non hanno mai visto né suonato e non sanno come usarli”, dice il musicista. “Per alcuni di loro è una magia.”

Un modo anche per mettersi in gioco e riprendere in mano vecchie passioni. “Al laboratorio c’erano anche persone che sapevano suonare strumenti classici”, racconta Scapin. “Qualcuno suonando la tastiera colorata si è emozionato perché si è ricordato quando la suonava tanto tempo fa.”

Scritto da Emanuele Tassinari

Dove hanno investito gli italiani nel 2026: strategie vincenti e asset in crescita

Arredamento d’autore: l’appartamento romano di 98 metri quadrati firmato Eleonora Palazzi