Come le crisi nel Mar Rosso e l’escalation Iran-USA stanno influenzando le Borse

Le Borse europee chiudono in rosso mentre il petrolio supera i 100 dollari al barile. Scopri come le tensioni geopolitiche stanno influenzando gli investimenti.

I mercati finanziari globali stanno vivendo una giornata di forte turbolenza, con le Borse europee che chiudono in territorio negativo e il prezzo del petrolio che supera nuovamente la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Le preoccupazioni per un possibile choc energetico si sono intensificate a causa degli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso, che minacciano le forniture di petrolio dall’Arabia Saudita.

La situazione è ulteriormente complicata dall’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con gli attacchi missilistici che hanno colpito obiettivi in tutto il territorio iraniano. Questi sviluppi stanno avendo un impatto significativo sui mercati, con il Ftse Mib di Milano che registra un calo del 2,8% e Wall Street che apre in deciso calo.

Il petrolio torna a 100 dollari: l’impatto sui mercati

I contratti sul Brent per settembre hanno sfondato la soglia dei 100 dollari al barile, registrando un aumento del 7,3% a 100,94 dollari. Anche i contratti sul Wti hanno registrato un forte rialzo, con un guadagno del 6,46% a 92,48 dollari al barile.

Questo aumento dei prezzi del petrolio è dovuto principalmente alle preoccupazioni per la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab una delle principali rotte per il trasporto del greggio del Golfo verso i mercati globali.

Il gas naturale europeo ha registrato un lieve calo del 1%, ma rimane comunque sopra i 60 euro, sui massimi da metà marzo scorso.

Questi sviluppi stanno avendo un impatto significativo sui mercati finanziari, con le Borse europee che chiudono in territorio negativo e Wall Street che apre in deciso calo.

Le Borse europee in rosso: i titoli più colpiti

Il Ftse Mib di Milano ha registrato un calo del 2,8% in chiusura, con i forti cali di Stmicroelectronics (-17,7%) e Moncler (-7,88%) che hanno pesato significativamente sull’indice. Anche UniCredit ha registrato un calo del 4,8%, con il CEO Orcel che ha frenato sul risiko in Italia.

Dall’altra parte dell’Atlantico, Wall Street ha registrato forti vendite, con i crolli di Alphabet (-7%) e Tesla (-14,2%) che hanno pesato sul tech e sul Nasdaq. La situazione nel Mar Rosso è stata definita allarmante dalla presidente della Bce Christine Lagarde, che ha avvertito che avrà chiaramente un impatto sui mercati.

Le dichiarazioni di Christine Lagarde e le previsioni per i tassi di interesse

Christine Lagarde ha definito i recenti sviluppi nel Mar Rosso allarmanti aggiungendo che avranno chiaramente un impatto sui mercati. Tuttavia, la decisione della Bce di lasciare inalterati i tassi di riferimento è stata unanime, anche se alcuni governatori delle banche centrali si sono chiesti se un rialzo fosse necessario.

Lagarde ha anche avvertito che gli eventi climatici estremi e la crisi climatica potrebbero far salire i prezzi alimentari, sottolineando come gli effetti legati al clima possano aumentare di peso nelle stime e nelle valutazioni dell’istituto centrale. Gli osservatori del mercato prevedono che la Bce possa riprendere il ciclo di inasprimento monetario nella riunione di settembre.

Sul valutario, l’euro scambia a 1,137 dollari, mentre i rendimenti dei bond governativi continuano a salire. Il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni è salito sopra il 3,2% per la prima volta dal 2011, mentre per l’Oat francese l’ultima volta oltre il 4% si è avuta nel 2009.

Scritto da Emanuele Tassinari

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