Come riqualificare gli edifici disabitati per famiglie e lavoratori

Il recupero degli immobili sfitti potrebbe essere la chiave per affrontare l'emergenza abitativa. Scopri come le città italiane stanno agendo.

L’emergenza abitativa è un problema sempre più pressante in molte città italiane. Con l’aumento dei prezzi degli affitti e la scarsità di alloggi disponibili, sempre più famiglie e lavoratori faticano a trovare una casa. Una possibile soluzione potrebbe venire dal recupero degli immobili sfitti, un patrimonio spesso sottoutilizzato che potrebbe essere riqualificato per offrire alloggi a canone calmierato.

In diverse città, come Treviso e Firenze, si stanno esplorando diverse strategie per affrontare questo problema. Dalla creazione di censimenti ufficiali degli immobili sfitti alla proposta di requisizioni temporanee, le iniziative sono molteplici e spesso oggetto di dibattito.

Il censimento degli immobili sfitti a Treviso

Nella città di Treviso, il prefetto ha richiesto un censimento ufficiale degli edifici vuoti, tra alloggi non assegnati, complessi abbandonati e strutture da recuperare. L’obiettivo è fare la conta delle disponibilità potenziali per offrire risposte immediate a chi non può permettersi gli alti prezzi del mercato immobiliare.

Secondo i sindacati, nel trevigiano ci sono oltre 68mila case vuote su 426mila, con il capoluogo che ne conta 5.861 su 44.747.

Tra gli edifici sfitti ci sono diverse strutture pubbliche, come l’ex sede di Mom in via Polveriera, il condominio del ministero della Difesa in via Capodistria e l’ex brefotrofio di proprietà della Provincia nella zona del Sant’Artemio.

Questi immobili potrebbero essere riqualificati per offrire alloggi a famiglie e lavoratori in difficoltà.

Il boom delle locazioni turistiche

Un altro fattore che contribuisce alla scarsità di alloggi è il boom delle locazioni turistiche. Nel capoluogo trevigiano, il numero di strutture ricettive è aumentato del 55% dal 2019, passando da 347 a 540. Questo fenomeno ha tolto spazio alla residenzialità, rendendo ancora più difficile per i residenti trovare un alloggio.

Secondo Giovanni Cher, presidente di Federalberghi, il problema della residenzialità va risolto offrendo garanzie ai proprietari. Se l’iter davanti a inquilini che non pagano dura anche più di un anno, è chiaro che si preferiscono affitti brevi, che garantiscono entrate immediate, seppur minori.

La proposta di requisizione a Firenze

A Firenze, il dibattito sul tema della casa si è infiammato dopo la proposta di Avs-Ecolò di requisire temporaneamente gli immobili sfitti dei grandi proprietari. Vincenzo Pizzolo di Avs-Ecolò ha dichiarato che la requisizione è l’extrema ratio ma il concetto è quello. La proposta ha suscitato molte critiche, tra cui quella di Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed eurodeputata Ppe.

Moratti ha definito la proposta un salto culturale gravissimo sostenendo che la proprietà privata non è un privilegio da colpire, ma un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Secondo l’eurodeputata, affrontare l’emergenza abitativa attraverso forme di esproprio o di requisizione significa imboccare una strada profondamente sbagliata, che mina la certezza del diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Nonostante le critiche, i consiglieri di Avs-Ecolò insistono sulla necessità di un censimento degli immobili sfitti in città e di un’agenzia sociale per la casa in grado di promuovere l’uso sociale delle case vuote. Secondo loro, enti pubblici e grandi proprietari privati titolari di alloggi abbandonati da più di due anni dovrebbero spiegare le ragioni di questa situazione e avanzare proposte per rimettere in uso la propria risorsa.

Le possibili soluzioni

Per affrontare l’emergenza abitativa, è necessario agire su più fronti. Da un lato, è fondamentale riqualificare gli immobili sfitti per offrire alloggi a canone calmierato. Dall’altro, è importante regolamentare il mercato delle locazioni turistiche per evitare che tolgano spazio alla residenzialità. Inoltre, è necessario offrire garanzie ai proprietari per incentivare l’affitto a lungo termine.

Tuttavia, è necessario un dibattito costruttivo e una collaborazione tra istituzioni, proprietari e cittadini per trovare le soluzioni migliori.

Scritto da Emanuele Tassinari

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