Il salone della ceramica tenutosi a Bologna tra il 21 e il 25 settembre 2026 ha segnato una svolta netta rispetto alle collezioni degli ultimi anni. L’attenzione si è spostata dalle superfici lucide, perfette e uniformi verso proposte più materiche capaci di raccontare la texture del materiale e di interagire con la luce ambientale.
Le tendenze materiali emerse alla Cersaie 2026
Tra le novità più evidenti, i pavimenti in gres porcellanato hanno mostrato finiture che si percepiscono sotto i piedi: l’effetto ardesia è stato sviluppato sia per ambienti interni sia per spazi esterni, con venature irregolari che richiamano la pietra naturale.
Un altro protagonista è la resina continua proposta in palette sabbia e argilla; la sua profondità visiva rende la superficie meno piatta, quasi come un pavimento in velluto. Anche il classico effetto marmo è tornato, ma con venature più marcate e una resa più ruvida rispetto al tradizionale specchio lucido.
Effetti tridimensionali e ceramica artigianale
La ceramica tridimensionale ha guadagnato spazio, soprattutto per le pareti, ma anche per i pavimenti. Scanalature leggere e rilievi morbidi cambiano aspetto a seconda dell’angolazione della luce, creando ambienti che sembrano mutare dal mattino alla sera.
Per evitare eccessi, i progettisti consigliano di limitare l’effetto a una sola superficie d’impatto, mantenendo il resto dell’arredo più sobrio.
Palette di colori e finiture di moda nel 2026
Nel 2026 dominano i toni caldi e minerali. Dopo anni di predominio dei grigi freddi, i colori della terra – terracotta, argilla, ocra e nocciola – tornano al centro della scena, affiancati da verdi delicati come il salvia e il muschio. Per chi preferisce una base neutra, avorio, sabbia, crema e travertino chiaro offrono luminosità senza risultare freddi.
Le finiture opache sono la nuova norma: assorbono la luce e conferiscono una sensazione più morbida al tatto, mentre il lucido specchiato è relegato a ruolo d’accento, usato solo in piccoli dettagli. Si riscoprono inoltre gli effetti che imitano maioliche e zellige con bordi leggermente irregolari che conferiscono un aspetto “fatto a mano” alla ceramica moderna.
Il primo passo è sempre esaminare il campione dal vivo. Le superfici materiche e i colori caldi reagiscono in modo diverso a seconda della luce naturale o artificiale; osservare il materiale in più momenti della giornata permette di evitare sorprese. Un effetto in rilievo o irregolare richiede una posa esperta: le fughe e gli allineamenti, soprattutto con lastre di grandi dimensioni, non perdonano imprecisioni.
Testare i campioni e valutare la continuità cromatica
Se si intende rinnovare più ambienti, è consigliabile mantenere lo stesso materiale o tonalità vicine; la continuità cromatica fa apparire gli spazi più ampi e ordinati. Inoltre, verificare la resistenza e la facilità di pulizia è fondamentale per zone ad alto traffico come cucina, ingresso o corridoi.
Affidarsi a un professionista locale
La posa di pavimenti con effetti in rilievo o graniglia storica richiede un artigiano esperto. Richiedere più preventivi permette di confrontare non solo il costo del materiale, ma anche quello della mano-opera e della rimozione del vecchio pavimento. Un professionista con esperienza nella propria zona avrà familiarità con le norme locali e potrà gestire eventuali problemi di livellamento.
Resina continua vs travertino: vantaggi, svantaggi e possibili combinazioni
Il travertino è stato per anni il materiale di riferimento per bagni e cucine, grazie al suo aspetto “vivo” e alle venature naturali. Tuttavia, le ristrutturazioni contemporanee richiedono superfici più leggere, senza giunti e facili da pulire. La resina continua risponde a queste esigenze: strato di 2-3 mm, applicabile sopra il pavimento esistente, senza necessità di demolizione e con ottima impermeabilità.
Tra i pro della resina troviamo la mancanza di fughe, la rapidità di pulizia, la compatibilità con il riscaldamento a pavimento e la possibilità di creare effetti opachi o vellutati. I contro includono la necessità di un supporto perfettamente preparato, la sensibilità a graffi e ingiallimento se non protetta adeguatamente, e la visibilità immediata di eventuali errori di posa.
Il travertino al contrario, offre tattilità della pietra peso e una patina che si sviluppa nel tempo. È più poroso e richiede trattamenti anti-macchia, inoltre è più pesante, fattore da considerare in edifici d’epoca.
Il trend attuale punta a una sinergia tra i due materiali: pareti o lavabi in travertino abbinati a un pavimento in resina tortora che unifica il volume, oppure una cucina con top in travertino protetto da una finitura trasparente di resina. Queste combinazioni consentono di mantenere il prestigio della pietra senza appesantire gli spazi o il budget.
Per chi sta valutando la sostituzione, è utile porsi alcune domande: si desidera mantenere il pavimento esistente? Gli ambienti sono piccoli o irregolari? Si prediligono colori neutri e atmosfere “spa”? Se almeno tre risposte sono sì, la resina continua può rappresentare la soluzione ideale, integrandosi perfettamente con eventuali inserti in travertino.
