Il Teatro Toselli di Cuneo si prepara a ospitare un evento musicale di grande rilievo. Domenica 13 settembre alle ore 21, andrà in scena Dido and Aeneas l’opera in tre atti di Henry Purcell in una produzione che unisce tradizione e innovazione.
Questo spettacolo non solo apre il segmento di settembre del festival Modulazioni dedicato alla musica antica, ma inaugura anche la seconda parte della Stagione Artistica 2026 del Conservatorio Ghedini di Cuneo. L’ingresso è libero, ma è consigliata la prenotazione tramite Eventbrite.
Una collaborazione tra tradizione e innovazione
La produzione è frutto di una stretta collaborazione tra il festival Modulazioni e il Conservatorio Ghedini, con il coinvolgimento dei dipartimenti di Musica Barocca e METS-Musica Elettronica e Tecnici del Suono. Inoltre, collabora anche il Festival Incanti di Torino.
Questa rilettura di Dido and Aeneas torna a Cuneo dopo una prima rappresentazione nel 2023, ma viene proposta in una veste completamente rinnovata. La musica barocca di Purcell si fonde con interventi elettroacustici realizzati dal vivo dagli studenti del Dipartimento METS, che reinterpretano in chiave contemporanea gli effetti scenici utilizzati nel teatro del Seicento per rappresentare il mondo soprannaturale.
Effetti scenici e interazione tra musica e tecnologia
Tuoni, fulmini e altri effetti che un tempo venivano prodotti attraverso macchine sceniche vengono ora evocati attraverso il suono elettronico. Questi interventi si inseriscono all’interno dell’opera, creando un dialogo tra il linguaggio musicale barocco e quello elettroacustico contemporaneo.
L’allestimento costruisce un continuo gioco di interazione tra musica, teatro, ombre e danza. La dimensione visiva accompagna una delle opere più celebri di Purcell e uno dei capolavori assoluti del teatro musicale barocco, rappresentato per la prima volta a Londra nel 1689.
La trama e il significato dell’opera
L’opera è articolata in tre brevi atti ed è incentrata sul periodo trascorso a Cartagine da Enea, protagonista dell’Eneide di Virgilio, ospite della regina Didone. Tra i due nasce un amore destinato a concludersi tragicamente: Enea riparte per proseguire il viaggio che lo porterà verso le origini della futura Roma, mentre Didone sceglie la morte.
L’aria conclusiva When I am laid in earth conosciuta come il Lamento di Didone, è uno dei brani più celebri e intensi della storia del melodramma. Questo brano rappresenta un momento di grande emozione e riflessione sul destino umano.
Le dichiarazioni degli organizzatori
Il presidente del Conservatorio Ghedini, Mattia Sismonda, sottolinea l’importanza di costruire relazioni e fare rete sul territorio. Credo che oggi un’istituzione culturale non possa essere un’isola afferma Sismonda. Il valore di un Conservatorio si misura anche nella sua capacità di costruire relazioni, aprirsi al territorio e diventare parte di una rete di soggetti che, mettendo insieme competenze, professionalità e sensibilità differenti, contribuiscono a costruire cultura.
Il direttore Deborah Luciani aggiunge che il Conservatorio di Cuneo lavora a questo progetto unendo la forza didattica e performativa dei suoi studenti e docenti. Attraverso il rigore della prassi esecutiva barocca e la freschezza interpretativa dei nostri giovani talenti, la produzione dà nuova voce al lamento di Didone non soltanto come simbolo di dolorosa rinuncia, ma come supremo atto di dignità tragica.
Il direttore artistico di Modulazioni, Alessandro Baudino, esprime grande soddisfazione per questa collaborazione. Offrire a giovani musicisti la possibilità di cimentarsi in una produzione operistica strutturata permette di mettersi alla prova in un ambiente lavorativo vero. Siamo entusiasti del cammino intrapreso insieme.
Il cast e la produzione
Nel ruolo di Didone si esibisce Sara Lacitignola, mentre Roberto Sanino interpreta Enea. Con loro sono in scena Ilaria Bogetti, Ilaria Conti, Anna Femorali, Giuseppe Gatto, Clara Giordano, Camilla Solito e Margherita Scaramuzzino, insieme all’orchestra e al coro del Conservatorio Ghedini.
Il maestro concertatore è Ryo Terakado, mentre il docente di Direzione di Coro e Composizione Corale Lorenzo Bizzarri dirige il coro. La supervisione alla produzione è di Carmen Leoni, docente di Clavicembalo e Tastiere Storiche, e Barbara Zanichelli, docente di Canto Rinascimentale Barocco.
Gianluca Verlingieri, docente di Composizione Musicale Elettroacustica, guida gli studenti METS che si occupano del sound design e della regia del suono, mentre Fabrizio Barale, docente di Elettroacustica, coordina gli studenti tecnici del suono nella registrazione audio professionale dell’evento.
La messinscena è curata da Controluce Teatro d’Ombre, compagnia che ha già portato quest’opera in numerosi teatri e festival italiani e internazionali. La regia è di Alberto Jona, docente al Ghedini di Poesia per Musica e Drammaturgia Musicale; le sagome originali sono di Cora De Maria.
