Guccini: le rivelazioni politiche e il suo ultimo addio

Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026, ha sempre avuto un legame profondo con la politica. Scopri le sue rivelazioni su comunismo, anarchia e la sua visione della sinistra italiana.

Francesco Guccini, il cantautore che ha segnato generazioni con le sue canzoni, ci ha lasciati il 6 agosto 2026, all’età di 86 anni. La sua morte ha lasciato un vuoto immenso nel mondo della musica e della cultura italiana.

Ma Guccini non era solo un musicista: era anche un uomo di idee forti e convinzioni profonde, soprattutto in ambito politico.

In un’intervista rilasciata nel 2019, Guccini ha svelato aspetti inediti della sua visione politica, sfatando alcuni miti e rivelando le sue vere convinzioni.

Un viaggio che ci porta attraverso le sue parole, le sue scelte e il suo legame con la politica italiana.

Le idee politiche di Guccini: tra comunismo e anarchia

Quando gli è stato chiesto se la sua anima fosse comunista, anarchica o libertaria, Guccini ha risposto con chiarezza: «Comunista? Macché.

Ero pure antisovietico». Una dichiarazione che ha sorpreso molti, considerando il suo legame con il Partito Comunista Italiano (Pci).

Guccini ha spiegato che, sebbene abbia sostenuto Igor Taruffi, un consigliere di Leu, non si è mai considerato un simpatizzante del Pci.

«Cinque anni fa feci un endorsement per un consigliere di Leu, Igor Taruffi. Una persona che stimo molto. È di Porretta. Lui sì, viene dal Pci. Una sera gli ho detto che non sono mai stato comunista. Ha fatto una faccia…».

Il cantautore ha anche chiarito che, sebbene alcune sue canzoni possano sembrare anarchiche, come «La Locomotiva», non si è mai identificato con l’anarchia. «Che cosa c’entra? Quella è una storia che ho voluto raccontare. La storia del macchinista Pietro Rigosi. E poi l’anarchia non esiste più. De André è stato anarchico».

Libertario e azionista: i riferimenti politici di Guccini

Guccini si è definito un libertario e un azionista con riferimenti a Giustizia e Libertà e ai fratelli Rosselli. «Forse libertario… Io sono sempre stato un azionista. I miei riferimenti erano Giustizia e libertà, i fratelli Rosselli».

Quando gli è stato chiesto quale fosse il suo partito preferito, Guccini ha risposto: «Il Pd. Meglio Zingaretti, ma lo votavo anche quando c’era Renzi. La sinistra ha sempre questo dramma, seimila correnti, è così dal congresso di Livorno».

La visione della politica italiana: dalla Lega al Pd

Guccini ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla situazione politica italiana, in particolare sull’ascesa della Lega e del fascismo. «Il fascismo ha molti modi di presentarsi. È ovvio che non può essere quello di allora. Ma questa destra è feroce, cattiva. Una destra che ha chiesto pieni poteri».

Ha anche parlato della vittoria della Lega a Ferrara, un evento che lo ha colpito profondamente. «E io ci sono rimasto male. Anche se non mi ha del tutto stupito. In fin dei contanti pure il fascismo fu subito molto forte a Ferrara».

Guccini ha criticato la gestione della scuola e della sanità, ma ha espresso fiducia nel Pd per le elezioni in Emilia-Romagna. «Non credo, questa è una Regione governata bene. C’è un’ottima sanità e anche la scuola… Beh, quella lasciamola perdere, la scuola è un problema nazionale».

Le Sardine e il ritorno in scena

Guccini ha commentato il fenomeno delle Sardine, un movimento che ha riempito le piazze italiane. «È un fenomeno divertente. È bello riappropriarsi della piazza. Una piazza può gridare libertà».

Ha anche parlato del suo ritorno in scena con la canzone «Natale a Pavana», anche se ha chiarito che non si tratta di un vero e proprio ritorno. «No, hanno fatto questa operazione gustosa, interessante. Non c’è alcun ritorno. Io mi sento uno scrittore. Quando iniziai a scrivere a vent’anni per la Gazzetta dell’Emilia, questo volevo fare: lo scrittore. Così è anche ora, che a causa dei miei occhi quasi non leggo più».

Francesco Guccini ci ha lasciati, ma il suo legato musicale e politico rimane vivo. Le sue parole e le sue canzoni continueranno a ispirare generazioni future, ricordandoci l’importanza di avere idee chiare e di esprimerle con coraggio.

Scritto da Emanuele Negri

Le nuove suite di Casabianca: un’esperienza unica tra arte e design