Le nuove suite di Casabianca: un’esperienza unica tra arte e design

Casabianca, la dimora sul lago di Como, apre le sue porte con tre nuove suite che uniscono arte contemporanea e design italiano del Novecento

Sul lago di Como, una dimora storica ha trovato nuova vita come casa d’arte e luogo di accoglienza. Casabianca, la villa affacciata sulle acque del lago, è stata trasformata dalla famiglia De Santis in un spazio culturale unico, dove arte contemporanea e design italiano si incontrano.

Paolo, Antonella e Valentina De Santis, proprietari degli alberghi di lusso Passalacqua e Grand Hotel Tremezzo, hanno deciso di aprire una parte della loro collezione d’arte al pubblico. Le nuove suite all’ultimo piano della villa offrono un’esperienza di soggiorno immersiva tra opere d’arte, arredi d’autore e pezzi storici del design italiano.

Una villa con una storia da raccontare

Progettata dall’architetto comasco Piero Ponci all’inizio degli Anni 30, la villa è stata rivestita in marmo Botticino e ha ospitato diverse attività nel corso degli anni. Dalla residenza della famiglia Rosasco, attiva nell’industria tessile, alla seteria di famiglia, fino a diventare uno showroom per la famiglia Ratti.

Trasformata successivamente in banca, è rimasta abbandonata per circa dieci anni prima del recupero promosso dai De Santis.

Il restauro, durato due anni, ha riportato alla luce pavimenti, soffitti e dettagli architettonici che le precedenti trasformazioni avevano coperto. Oggi, la villa è un tesoro di architettura e design, dove ogni angolo racconta una storia.

Un giardino d’ingresso che accoglie l’arte

L’incontro con l’arte comincia già nel giardino d’ingresso. Qui, l’installazione Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più di Giovanni Anselmo, composta da sei lastre di granito nero del Belgio, accoglie i visitatori. Il titolo indica la distanza simbolicamente sottratta tra il suolo e il cielo, mettendo in relazione il peso fisico della pietra con la dimensione immateriale evocata dalle parole.

All’interno, quindici sale accolgono circa cinquanta dipinti, sculture e installazioni provenienti dalla raccolta costruita da Paolo e Antonella De Santis a partire dai primi anni Ottanta. La prima acquisizione fu una scultura in ceramica vista a La Ruota, l’atelier comasco di Ico e Luisa Parisi, amici e primi interlocutori della coppia nel mondo dell’arte.

Una collezione nata per essere vissuta

L’arte contemporanea italiana e l’Arte Povera costituiscono il nucleo principale della raccolta, che comprende, tra gli altri, lavori di Alighiero Boetti, Mario Merz, Giulio Paolini, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Emilio Vedova, Anselm Kiefer e William Kentridge. Le opere sono distribuite nelle sale, nei passaggi e persino nei bagni, senza didascalie né un itinerario obbligato.

Nell’atrio, l’installazione site specific Habitat realizzata da Giulio Paolini nel 2026, mette in relazione Casabianca con Villa Mondolfo, la casa della famiglia De Santis. Quattro busti occupano il centro dello spazio, circondati da ventinove cornici. Diciassette contengono fotografie della dimora dei De Santis e delle opere che vi sono ancora conservate; le altre sono vuote, richiamando uno dei temi ricorrenti nella ricerca di Paolini: la cornice come soglia tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane fuori campo.

Il rapporto tra le due abitazioni continua sullo scalone, rivestito da una passatoia realizzata appositamente da Stefano Arienti che rielabora il prato e il selciato di Villa Mondolfo. Accanto alla scala, Trees & Roots di Su-Mei Tse riproduce in bronzo un piccolo faggio, posto in relazione con il grande cedro vivo visibile attraverso la vetrata.

La caffetteria Cova dentro la collezione

Al piano terra si trova anche Cova Casabianca, che permette di frequentare la villa anche oltre il tempo della visita delle opere. L’arte prosegue negli spazi della caffetteria e della pasticceria, inserendosi tra tavoli, sedute, boiserie e superfici specchianti. Una nicchia ospita il piccolo arazzo Segno e disegno di Alighiero Boetti, mentre altri ambienti accolgono opere di Mario Merz.

L’intervento più esteso è quello realizzato ad hoc da Francesco Simeti, che ha elaborato un disegno naturalistico riprodotto sulla tappezzeria e sulle superfici vetrate della pasticceria. La decorazione attraversa pareti e finestre, mettendo in relazione gli interni con la vegetazione del giardino. Al piano interrato, un’agorà destinata a incontri e attività culturali ospita anche laboratori rivolti alle scuole di Como, dando una forma concreta al desiderio dei De Santis di condividere la collezione con la città.

Il design italiano nelle nuove suite

All’ultimo piano, la dimensione espositiva incontra ora quella dell’ospitalità. Le tre suite, progettate dalla famiglia insieme all’architetto Corrado Tagliabue, riprendono il linguaggio del design italiano degli Anni 50 e 60 e stabiliscono una continuità con gli ambienti storici della villa.

L’accesso avviene attraverso un atrio nel quale le cementine originali, recuperate durante il restauro, sono affiancate da ebanisterie in mogano, radica e ottone. Completano lo spazio uno specchio Mirror Steel di Luigi Caccia Dominioni, le applique Farfalle disegnate da Max Ingrand per FontanaArte nel 1961 e una grande opera site specific di Roger Selden.

Le maniglie, gli infissi e la rubinetteria portano la firma di Gio Ponti. I pavimenti in olmo, incorniciati da fasce in noce scuro e restaurati dall’azienda comasca Castiglioni, riprendono il disegno di quelli presenti ai piani inferiori. Le carte da parati Rubelli proseguono dalle pareti ai soffitti, formando superfici decorative continue; nei bagni, i marmi Verde Alpi e Lepanto sono accostati a vetri cattedrale e dettagli in acciaio lucido che richiamano gli Anni 30.

Tre terrazze a tasca sono state ricavate all’interno della copertura, conservando integra la facciata storica e portando luce naturale nelle camere. Due si affacciano sul lago, la terza guarda il cedro secolare del giardino.

Le suite sono dedicate a tre artisti: Simona Uberto, Roger Selden e Aldo Spoldi. Ogni suite offre un’esperienza unica, con opere site specific e arredi d’autore che completano gli interni. Con le nuove suite, la cultura dell’accoglienza maturata dalla famiglia con Passalacqua e Grand Hotel Tremezzo entra nella dimensione più personale di Casabianca, costruita intorno alle opere e agli arredi collezionati in oltre quarant’anni.

Scritto da Emanuele Negri

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