L’assemblea di Intesa Sanpaolo dice sì all’Opas su Monte dei Paschi di Siena

Intesa Sanpaolo ha ottenuto l'approvazione per l'aumento di capitale necessario all'acquisizione di Mps, con una partecipazione record e voti favorevoli.

L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha segnato un momento cruciale per il futuro del settore bancario italiano. Con un voto quasi unanime, i soci hanno approvato l’aumento di capitale fino a 5,7 miliardi di nuove azioni, necessario per lanciare l’offerta pubblica di acquisto su Monte dei Paschi di Siena (Mps).

L’operazione, che valorizza Mps a 30,6 miliardi di euro, prevede lo scambio di 16 nuove azioni di Intesa Sanpaolo per ogni 10 titoli Mps, più un euro in contanti per ogni azione. Questo meccanismo mira a creare un polo bancario di dimensioni europee, con sinergie stimate in 2,9 miliardi di euro annui.

Un consenso quasi unanime

La partecipazione all’assemblea è stata stimata tra il 60 e il 65%, con una percentuale di voti favorevoli vicina al 90%. Questo risultato riflette il sostegno degli investitori istituzionali, sia italiani che stranieri, che vedono nell’operazione un’opportunità strategica per rafforzare la posizione competitiva di Intesa Sanpaolo.

Marco Gilli, presidente della Compagnia di San Paolo, ha sottolineato il valore strategico dell’operazione, evidenziando come la creazione di un gruppo bancario di grandi dimensioni sia essenziale per la competitività non solo italiana, ma anche europea. Le fondazioni bancarie, tra cui Compagnia di San Paolo e Cariplo, hanno espresso sin dall’inizio il loro appoggio all’iniziativa.

Le implicazioni per gli azionisti

L’aumento di capitale comporterà una diluizione per gli attuali azionisti, ma gli esperti ritengono che l’incremento degli utili e il flusso cedolare compenseranno ampiamente questo effetto. Gli utili attesi dalla nuova entità bancaria supereranno i 16 miliardi di euro, un balzo significativo rispetto ai piani precedenti.

Gli investitori istituzionali esteri, che detengono il 58,40% di Intesa Sanpaolo, avranno un ruolo chiave nella definizione del successo dell’operazione. Tra questi, Blackrock, Vanguard e Norges Bank sono anche azionisti di Mps, il che rende le loro decisioni particolarmente rilevanti. La loro partecipazione all’assemblea del 29 ottobre per le Ops promosse dal ceo di Mps, Luigi Lovaglio, sarà un ulteriore indicatore delle dinamiche in atto.

Le prospettive future

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, ha espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto e ha ribadito l’importanza dell’operazione per il futuro del gruppo. L’integrazione con Mps e Mediobanca rappresenta un’accelerazione della strategia di crescita di Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di creare un gruppo bancario più forte e competitivo.

Messina ha anche sottolineato l’importanza di preservare l’identità e le relazioni di Mps, evidenziando come queste rappresentino un patrimonio unico nel panorama bancario mondiale. Inoltre, ha annunciato circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029, a sostegno della crescita e del ricambio generazionale.

L’operazione include anche l’acquisizione di una quota azionaria di Assicurazioni Generali, un elemento che rafforzerà ulteriormente la stabilità e l’indipendenza del gruppo. La presenza di Intesa Sanpaolo nel capitale di Generali rappresenta un valore significativo per la gestione del risparmio in Italia.

Scritto da Valentina Mariani

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