La Regione Lombardia ha avviato un’iniziativa significativa per affrontare l’emergenza abitativa, stanziando 96 milioni di euro per la riqualificazione di 2.500 alloggi senza nuovo consumo di suolo. Questo progetto mira a rispondere alle esigenze delle famiglie che non riescono ad accedere né al mercato privato né alle case popolari, con un Isee compreso tra 14mila e 40mila euro.
Il bando, pubblicato oggi, prevede tre linee di intervento: una per imprese, cooperative e Comuni, con una dote di 48 milioni di euro; una riservata all’Aler (Azienda Lombarda per edilizia residenziale) per 35 milioni; e una terza destinata agli enti sociali e religiosi per 13 milioni.
Le risorse provengono per metà dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e per l’altra metà dal Fondo sviluppo e coesione nazionale.
Le opportunità per giovani e categorie svantaggiate
Gli enti e i privati beneficiari potranno privilegiare alcune categorie, come giovani coppiedisabililavoratori nei servizi pubblici o in imprese con carenza di personale, studenti e anche derogare ai limiti Isee per i soggetti svantaggiati.
Il cambio di destinazione d’uso è possibile solo se conforme alla normativa urbanistica vigente, e non sono finanziabili interventi che prevedano demolizione integrale e ricostruzione dell’edificio o l’acquisizione di aree o immobili.
I partecipanti al bando potranno presentare più proposte, e in caso di insufficienza delle risorse saranno finanziati massimo due progetti per ogni proponente.
Il contributo a fondo perduto è di minimo 700 euro per ogni metro quadro per progetti con un vincolo di destinazione di almeno 20 anni, e sale fino a 900 euro se il vincolo supera i 23 anni. Il valore dei progetti presentati è compreso tra 200mila e 2 milioni di euro, mentre per la linea Aler il tetto massimo sale a 15 milioni.
Criteri di valutazione e scadenze
Tra i criteri di valutazione dei progetti ci sono la durata del vincolo, la rapidità della realizzazione dell’intervento di recupero degli alloggi e il fabbisogno abitativo del comune. Sono previste anche alcune premialità per interventi su interi edifici, certificazioni ambientali e azioni di property, facility management, gestione sociale e innovazione.
La scadenza per le domande è fissata al 30 ottobre mentre la pubblicazione delle graduatorie è prevista entro fine febbraio. Il collaudo dei lavori dovrà essere effettuato entro il 31 dicembre 2029 e la rendicontazione entro il 30 giugno 2030.
Il contesto nazionale e le dichiarazioni dell’assessore
La Lombardia è la prima regione a tagliare il traguardo con la pubblicazione del bando, dopo aver accettato con riluttanza le pressioni del governo per riprogrammare i fondi europei sull’housing e dare consistenza al piano casa nazionale. A breve dovrebbero seguire Emilia-Romagna e Valle d’Aosta.
Paolo Franco, assessore alla casa e all’housing sociale, ha affermato che la Regione Lombardia ha colto con tempestività l’opportunità offerta dalla riprogrammazione dei Fondi europei per rispondere alla domanda in aumento di case accessibili. Con questo investimento, si conferma la volontà di affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa, ampliando l’offerta di alloggi a canoni sostenibili e dando risposte concrete a lavoratori, famiglie, studenti e persone in condizione di fragilità.
L’housing sociale non è soltanto una misura abitativa, ma una leva strategica di coesione, rigenerazione e competitività dei territori per l’effetto dell’indotto dell’economia. L’obiettivo è costruire un modello capace di valorizzare il patrimonio esistente e di mettere in rete istituzioni, Aler, Comuni, Terzo settore e operatori economici, perché la casa diventi più accessibile per le comunità lombarde.
