Le autorità torinesi hanno compiuto un passo significativo nella lotta alle occupazioni abusive, recuperando due alloggi gestiti dall’Agenzia territoriale per la casa del Piemonte Centrale. Questi interventi, seppur importanti, mettono in luce una realtà complessa e articolata, dove la crisi abitativa rappresenta una sfida quotidiana per migliaia di famiglie.
Le operazioni di recupero, svoltesi in via Ghedini 12 e in corso Grosseto-via Sospello, hanno evidenziato non solo i danni materiali causati dalle occupazioni illegali, ma anche la necessità di interventi strutturali per garantire l’agibilità degli immobili. Tuttavia, la situazione rimane critica, con lunghe liste d’attesa e un patrimonio immobiliare pubblico che richiede manutenzioni urgenti.
Le operazioni di recupero: dettagli e impatti
Il primo intervento è avvenuto venerdì 24 luglio 2026 in via Ghedini 12, nel quartiere Regio Parco. L’appartamento, occupato illegalmente dall’inizio dell’anno, ha causato una perdita d’acqua che ha danneggiato gravemente l’appartamento sottostante, rendendo il bagno inagibile.
Dopo aver messo in sicurezza l’alloggio, l’Agenzia provvederà a eseguire gli interventi di riqualificazione necessari per renderlo nuovamente assegnabile.
Contemporaneamente, verranno eseguiti i lavori per ripristinare l’agibilità del bagno dell’appartamento sottostante. Il presidente dell’Agenzia, Maurizio Pedrini, ha espresso gratitudine per la collaborazione prestata e ha ribadito l’impegno a contrastare le occupazioni abusive, a tutela delle persone oneste che vivono nelle case popolari e di coloro che attendono in graduatoria.
Un altro alloggio occupato abusivamente è stato recuperato giovedì 23 luglio nel complesso di corso Grosseto-via Sospello. Anche in questo caso, una volta eseguiti i lavori di manutenzione, l’alloggio sarà messo a disposizione del Comune per nuove assegnazioni. Questi interventi rappresentano un passo significativo nella lotta contro le occupazioni abusive, garantendo che le risorse abitative siano utilizzate in modo legittimo e a beneficio di chi ne ha realmente bisogno.
La crisi abitativa: dati e prospettive
Ogni anno, in Italia, solo una famiglia su 100 riesce ad ottenere le chiavi dell’alloggio popolare cui ha diritto. Ad essere in attesa in graduatoria, quasi 300 mila nuclei; a essere vuote perché necessitano di manutenzione, 61.299 case su 768.515 appartamenti di edilizia residenziale pubblica, circa l’8%. Escluse dal conteggio le 22.700 unità occupate abusivamente.
Secondo le stime di Federcasa, sono 1,5 milioni le famiglie che vivono in condizioni di disagio abitativo, mentre i prezzi degli appartamenti crescono inesorabilmente (+5,2% nel primo trimestre 2026) senza un pari aumento dei redditi e il turismo che fa esplodere il numero di locazioni brevi. Dati Eurostat raccontano inoltre che oltre 8 italiani su 100 non riescono a scaldare l’abitazione per mancanza di risorse e il 18,6% degli italiani sono a rischio povertà.
La risposta del governo è il Piano casa, che prevede la riqualificazione degli alloggi inutilizzabili e il potenziamento degli affitti calmierati. Tuttavia, chi vive in un immobile di edilizia pubblica resta bloccato settimane in casa per un ascensore rotto o vive tra infiltrazioni e muri scrostati. Ad oggi l’Atc Piemonte centrale gestisce circa 28.000 appartamenti sulla Città metropolitana di Torino e gli alloggi vuoti perché inagibili sono circa 1.800, il 6,4% dell’intero patrimonio, di cui 876 nel capoluogo.
Le sfide future
Le occupazioni abusive rappresentano una sfida complessa per le agenzie territoriali per la casa. Oltre ai danni materiali, queste situazioni creano disagio sociale e tensioni tra i residenti. L’impegno delle autorità è fondamentale per garantire che le case popolari siano assegnate in modo equo e trasparente.
L’Agenzia territoriale per la casa del Piemonte Centrale continua a monitorare la situazione e a collaborare con le forze dell’ordine per prevenire e gestire eventuali nuovi casi di occupazione abusiva. La priorità è assicurare che le case popolari siano un bene pubblico utilizzato nel rispetto delle leggi e delle esigenze delle comunità locali.
Tra il 2026 e l’inizio di quest’anno sono state 950 le case rimesse nella disponibilità degli amministratori locali in Piemonte, anche attraverso strumenti come l’autorecupero: chi è in graduatoria può ottenere un appartamento in cambio di lavori di manutenzione fino a 10 mila euro, poi scalati dai canoni. In totale sono 343 le case messe a disposizione con questa modalità, ma solo 30 i contratti di assegnazione fin’ora (più 12 entro agosto).
C’è poi il contrasto alle occupazioni abusive, con 215 alloggi recuperati, e il piano “Una famiglia, una casa”: 36 milioni di risorse europee per 1000 nuovi alloggi destinati a giovani genitori. Per accedere serve la cittadinanza o il permesso di soggiorno, la residenza o l’attività lavorativa nel Comune in cui si fa richiesta, l’assenza di proprietà. Ma i requisiti variano tra le Regioni, che legiferano in autonomia, creando differenze non da poco nel Paese.
