Restauro contemporaneo di una dimora storica a Mataró: tra cicatrici e modernità

Un progetto di restauro a Mataró ha trasformato l'appartamento ereditato da Antoni Cuyàs in uno spazio contemporaneo per vivere e lavorare, conservando frammenti originali e lasciando visibili le 'cicatrici' della casa

Nella cittadina costiera di Matarópoco fuori Barcellonaaffiora la vicenda di una casa la cui storia è legata alle rotte del XIX secolo. Proprietà di Antoni Cuyàspartito nel 1820 per l’Argentina dove fece fortuna prima come corsaro e poi come finanziere e consigliere politico, l’edificio è tornato al centro di un progetto di restauro che unisce memoria e funzioni contemporanee.

L’appartamento principale, creato dall’unione di due unità e arricchito da decorazioni realizzate da artisti italiani, ha attraversato generazioni: pur avendo perso alcuni elementi originali, conserva ancora il carattere delle grandi sale affrescate.

Nel 2026 il pronipote di secondo grado, Manuel Cuyàsha affidato a Raúl Sánchez il compito di adattare gli ambienti alle nuove necessità del lavoro a distanza.

Le richieste erano chiare: vivere tutti i locali in modo organico, usare la stanza principale sia come soggiorno sia come ufficiomantenere la sala da pranzo esclusivamente per i pasti, valorizzare l’ingresso e restituire alla casa la sua allure storica senza trasformarla in un museo.

Il basamento in acciaio: un elemento contemporaneo nel cuore storico

Al centro del progetto si trova un basamento continuo in acciaio inox inserito nel soggiorno. Questo elemento monomaterico attraversa il perimetro dell’ambiente e contiene postazioni di lavoro, la zona del divano e spazi contenitivi, funzionando sia come arredo che come infrastruttura.

Sopra al basamento sono state mantenute le carte da parati originali e sono stati collocati i ritratti del trisavolo, così da instaurare un dialogo tra il nuovo oggetto e la memoria familiare.

Arredi su misura e dettagli funzionali

Completano il living un grande armadio a specchio che nasconde un interno laccato giallo lucido e il televisore, oltre a un tavolino realizzato su misura per le proporzioni dell’ambiente. La soluzione mette insieme funzionalità e economia di spazio, permettendo di passare rapidamente da un’ambiente conviviale a uno di lavoro senza forzature visive.

Interventi tecnici e il tema delle cicatrici

Durante i lavori le cementine originali sono state rimosse lungo i bordi per consentire il passaggio dei nuovi impianti; l’intercapedine è stata poi rifinita con malta cementizia. Il progetto ha scelto di non cancellare completamente i segni del tempo: crepe, riquadrature di impianti e tracce dei lavori contemporanei sono state volutamente lasciate visibili come cicatrici che raccontano la stratificazione storica della casa. Questa strategia conservativa rende leggibile la trasformazione e sottrae l’intervento a un restauro estetizzante che appiattisce la memoria.

Nella sala da pranzo l’intervento ha previsto la posa di un parquet in rovere scuroin accordo con la boiserie d’epoca e con le piastrelle verdi che delimitano lo spazio. L’ingresso, liberato da aggiunte postume e impianti a vista, è stato ridefinito come punto di accesso significativo, con tonalità intense e profonde applicate a pareti e pavimenti per sottolinearne la centralità nell’articolazione dell’appartamento.

Dialogo tra antico e contemporaneo

La scelta progettuale privilegia il dialogo: piuttosto che restaurare ogni elemento all’originale, il team ha inserito pezzi contemporanei che mostrano il proprio tempo accanto agli arredi storici. Questo approccio conserva la identità della dimora, permettendo però all’abitare moderno e al lavoro remoto di trovare soluzioni pratiche e coerenti all’interno degli spazi esistenti.

Il commento di Raúl Sánchez sintetizza la filosofia dell’intervento: la casa non è stata trasformata in un oggetto da museo, ma è stata trattata come un luogo vivo che riconosce la propria storia e si adatta alle esigenze del presente. Il risultato è un appartamento che conserva il sapore ottocentesco delle sale affrescate e al contempo risponde alle dinamiche contemporanee del vivere e del lavoro da remoto.

Scritto da Emanuele Tassinari

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