World Trade Center: storia, progettazione e ricostruzione dopo l’11 settembre

Un viaggio attraverso la storia del World Trade Center, dalle sue rivoluzionarie innovazioni architettoniche alla complessa ricostruzione di Ground Zero.

Il World Trade Center ha rappresentato un punto di svolta nell’architettura moderna. Dalla sua costruzione negli anni ’60 alla tragica distruzione dell’11 settembre 2001, fino alla rinascita di Ground Zero, questo complesso ha sempre incarnato innovazione e resilienza.

L’idea di costruire il World Trade Center nacque da un’esigenza economica. Negli anni ’50 e ’60, il banchiere David Rockefeller notò il declino del distretto finanziario di Lower Manhattan mentre il centro vitale di New York si spostava verso Midtown.

Per rivitalizzare l’area, propose un gigantesco complesso dedicato al commercio internazionale.

L’innovazione architettonica delle Torri Gemelle

Il progetto fu affidato alla Port Authority of New York and New Jersey che espropriò e rase al suolo Radio Row un quartiere storico famoso per i negozi di elettronica.

L’architetto Minoru Yamasaki esponente del New Formalism fu incaricato di progettare il complesso. La richiesta era titanica: ottenere 930.000 metri quadrati di uffici commerciali.

Gli ingegneri John Skilling e Leslie E. Robertson rivoluzionarono l’edilizia con il sistema a tubo intelaiato.

La struttura portante fu spostata all’esterno, creando enormi spazi per uffici totalmente privi di colonne intermedie. Le finestre larghe solo 46 centimetri furono volute da Yamasaki, che soffriva di acrofobia, per far sentire gli impiegati protetti anche guardando giù dai piani più alti.

Costruire così vicino al fiume Hudson su un terreno limaccioso comportava il rischio di allagamenti. Per scavare in sicurezza, gli ingegneri crearono The Bathtub una gigantesca diga sotterranea formata da un muro di fango. L’immenso volume di terra e detriti estratti fu usato per creare 12 ettari di terraferma su cui oggi sorge il quartiere di Battery Park City.

Il primato e l’eredità delle Torri Gemelle

Quando la Torre Nord toccò i 417 metri nel 1970, il World Trade Center strappò il titolo di edificio più alto del mondo all’Empire State Building che lo deteneva dal 1931. Un primato che però durò solo tre anni. Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, Chicago era il vero laboratorio dell’architettura estrema, guidato dall’ingegnere Fazlur Rahman Khan. Nel 1973, Chicago si riprese il record con la Sears Tower (442 metri).

Yamasaki non fu il primo a concepire grattacieli gemelli. L’idea di raddoppiare una torre per trasmettere forza e razionalità simmetrica era già nata a Chicago: nel 1951, Ludwig Mies van der Rohe aveva costruito i 860-880 Lake Shore Drive due eleganti prismi minimalisti in acciaio e vetro nero che definirono lo standard residenziale moderno, mentre nel 1964, Bertrand Goldberg aveva completato Marina City celebri torri cilindriche in cemento simili a pannocchie.

Nonostante la grandezza ingegneristica, l’inaugurazione ufficiale nel 1973 fu accompagnata da aspre critiche. I puristi dell’architettura le definirono “gli scatoloni in cui è stato spedito l’Empire State Building” o “enormi schedari”. Il punto di svolta, il momento in cui le Torri Gemelle smisero di essere solo freddo acciaio e presero un’anima, arrivò il 7 agosto 1974. Il funambolo francese Philippe Petit tese illegalmente un cavo d’acciaio tra i due tetti e camminò sospeso a 400 metri d’altezza per 45 minuti. Quell’atto poetico e ribelle cambiò la percezione pubblica: i newyorkesi si innamorarono finalmente dei loro giganti, che per quasi trent’anni rimasero la bussola visiva e il simbolo indiscusso dello skyline di Manhattan.

La ricostruzione di Ground Zero

Dopo l’11 settembre 2001, ricostruire il World Trade Center non significava semplicemente sostituire due grattacieli scomparsi. Il problema era molto più complesso: bisognava restituire una funzione urbana ed economica a una delle aree più strategiche di Manhattan senza cancellare la memoria di ciò che era accaduto. Architettura, infrastrutture, sicurezza, spazio pubblico, interessi immobiliari e commemorazione si trovavano improvvisamente sovrapposti nello stesso luogo.

Da questa condizione nasce il nuovo World Trade Center. Prima con il masterplan Memory Foundations di Daniel Libeskind scelto nel 2003; poi attraverso un lungo processo di trasformazione che avrebbe coinvolto istituzioni, sviluppatori, progettisti e ingegneri e portato alla costruzione di un nuovo sistema di torri attorno al Memoriale. Il suo elemento verticale più riconoscibile sarebbe diventato il One World Trade Center progettato da David M. Childs e Skidmore, Owings & Merrill (SOM).

Il primo edificio completato nella ricostruzione del World Trade Center fu il 7 World Trade Center progettato da SOM e inaugurato nel 2006. È particolarmente importante non soltanto perché fu il primo edificio del World Trade Center ricostruito dopo l’11 settembre, ma anche perché permise di ripristinare Greenwich Street ricucendo una parte della trama urbana che il precedente complesso aveva interrotto.

Sul lato orientale del Memoriale si trova il 4 World Trade Center progettato da Fumihiko Maki e Maki and Associates e aperto nel novembre. La torre conta 72 piani e raggiunge circa 298 metri. Rispetto alla forte presenza iconica del One World Trade Center, Maki sceglie un linguaggio volutamente più misurato: una torre vetrata, astratta e minimale, nella quale le facciate cambiano percezione con la luce.

Il 3 World Trade Center progettato da Richard Rogers e Rogers Stirk Harbour + Partners è stato inaugurato. Con 80 piani e un’altezza di circa 329 metri introduce nel complesso un linguaggio più esplicitamente legato alla tradizione high-tech dello studio: trasparenza dell’involucro, grandi spazi interni aperti e attenzione alla leggibilità dei sistemi costruttivi.

Scritto da Emanuele Negri

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