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26 Ottobre 2026

Scavi, acqua e spese: la controversa “cameretta” di via Fiorentina

Un abisso di 12 metri sotto via Fiorentina sta costando una fortuna al bilancio di Arezzo e alle attività commerciali.

Scavi, acqua e spese: la controversa "cameretta" di via Fiorentina

Nel panorama delle opere pubbliche di Arezzo, la cosiddetta cameretta di via Fiorentina ha assunto un ruolo quasi mitico. Non si tratta di una stanza da letto, ma di un profondo scavo di dodici metri realizzato per intervenire sulle falde acquifere che un tempo alimentavano l’ex lago vicino alla Lebole. L’intervento nasceva con l’obiettivo di deviare l’acqua sotterranea verso il Castro, ma fin da subito si è scontrato con una serie di difficoltà tecniche e finanziarie.

Il progetto e la sua genesi

L’idea originale è stata concepita sotto l’egida dell’allora assessore Sacchetti, il cui piano prevedeva l’utilizzo di una pompa di grande capacità per spostare il flusso idrico verso la zona di Castro. Tuttavia, la falda sembra ostinata a collaborare: ogni litro di acqua pompato ritorna con una dose extra di fango, trasformando l’operazione in una sorta di ciclo di Sisifo idraulico. L’assessore Gamurrini, attualmente responsabile del cantiere, ha spesso raccontato tra i giri di attrezzature il proprio “ringraziamento” all’ex sindaco Ghinelli per aver lasciato eredi una zona ricca di melma.

Piano di pompaggio verso il Castro

Il progetto tecnico prevede l’installazione di una stazione di sollevamento capace di prelevare l’acqua dalla sorgente sotterranea e trasportarla lungo una condotta fino al Castro. Finora, le prove hanno mostrato che la pompa non riesce a mantenere un flusso continuo senza riempire il pozzo di fango, costringendo gli operai a rimuovere costantemente depositi di terra. La situazione ha generato perplessità sulla fattibilità a medio-lungo termine e sulla sostenibilità economica dell’intera iniziativa.

Problemi tecnici: acqua, fango e pompa infinita

Le difficoltà non sono solo operative: i costi di costruzione hanno già superato le stime iniziali, mentre le future spese di manutenzione delle pompe potrebbero trasformarsi in un vero e proprio “abbonamento a vita” per il bilancio comunale. Se la manutenzione venisse trascurata, la struttura rischierebbe di trasformarsi in una piscina sotterranea, utile solo per il nuoto subacqueo ma decisamente poco pratica per la mobilità cittadina.

Ripercussioni economiche sui commercianti

Il settore privato della zona non è rimasto indifferente. Valeria Alvisi, direttrice di Confesercenti, ha denunciato una diminuzione del giro d’affari, definendo i registri dei negozi come pieni di “cassetti vuoti”. Il vice sindaco ha ribadito che alcune attività hanno visto un aumento delle entrate, ma le dichiarazioni di Alvisi sottolineano che la perdita non è uniforme. Con un cantiere che dovrebbe protrarsi fino al 2028, le imprese locali chiedono forme di ristoro o un’eventuale riduzione della TARI per sostenere il periodo di difficoltà.

Prospettive e prossimi passi

Il Comune ha fissato un incontro per il 3 novembre con i rappresentanti del commercio e dell’assessorato, con l’obiettivo di chiarire le fasi future dei lavori e valutare possibili misure di sostegno. Nel frattempo, la cittadinanza osserva con apprensione il livello dell’acqua e si prepara, metaforicamente, a indossare i braccioli, mentre il debate tra ingegneri, politici e commercianti continua a riempire le pagine dei giornali locali.

Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.