Apsa 2026: bilancio in crescita con strategia prudente e servizi alla Santa Sede

Nel 2026, l'Apsa ha registrato un patrimonio netto di 2,686 miliardi di euro, con una crescita sostenuta da investimenti prudenti e servizi essenziali alla Santa Sede.

Nel 2026, l’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ha chiuso l’anno con un patrimonio netto di 2,686 miliardi di euro segnando un incremento di circa 89 milioni rispetto al 2026. Questo risultato è stato raggiunto grazie a una strategia di investimento prudente e a un’attenta gestione delle risorse, in un anno segnato dalla morte di Papa Francesco e dall’elezione di Leone XIV.

La crescita del patrimonio è stata sostenuta principalmente dalla rivalutazione dell’oro fisico in portafoglio, che ha generato un aumento di 40,8 milioni di euro, dall’incremento del valore del patrimonio immobiliare per 39,2 milioni e dalla valutazione dei titoli finanziari, pari a 16,3 milioni.

Il risultato gestionale dell’esercizio si attesta a 22,8 milioni di euro.

Strategia di investimento e risultati gestionali

Il confronto con i 62,2 milioni del 2026 va interpretato correttamente. L’esercizio precedente era infatti caratterizzato da operazioni straordinarie legate al riassetto del portafoglio finanziario, mentre il 2026 rappresenta il ritorno a condizioni operative ordinarie.

Dopo aver destinato 22,7 milioni di euro alla copertura del fabbisogno della Curia romana, il risultato finale dell’esercizio registra comunque un avanzo di circa 155 mila euro, interamente destinato al rafforzamento del patrimonio.

La strategia di investimento ha mantenuto un’impostazione particolarmente prudente, con un’esposizione azionaria limitata al 17%, una componente obbligazionaria del 32% e una quota del 29% investita in oro fisico.

Il rendimento complessivo del portafoglio di proprietà ha raggiunto il 14,37%. Tra i dati che emergono dal bilancio figura il risultato contabile negativo di 3,7 milioni relativo alla gestione mobiliare, in netto calo rispetto ai 38,1 milioni positivi del 2026.

Servizi alla Santa Sede e attività amministrative

Accanto alla tutela del patrimonio, l’Apsa continua a svolgere un ruolo fondamentale di sostegno alla missione della Santa Sede. Circa il 40% del personale opera infatti al servizio degli altri enti della Santa Sede, svolgendo attività prevalentemente gratuite. Nel corso del 2026 l’Amministrazione ha gestito 4.417 richieste di acquisto, delle quali soltanto un quarto riguardava esigenze interne, ha curato la contabilità di 77 enti e ha effettuato oltre 50 mila pagamenti.

Queste attività, pur non generando ricavi contabilizzabili, rappresentano l’ossatura amministrativa della Curia. A sostenere la gestione ordinaria continua a essere soprattutto il comparto immobiliare, che registra un miglioramento di 9,4 milioni di euro, raggiungendo un risultato di 44,5 milioni. Il patrimonio amministrato comprende 4.281 unità immobiliari in Italia e circa 1.200 all’estero.

Progetti futuri e sostenibilità

Guardando al futuro, l’Apsa punta su investimenti orientati alla sostenibilità all’etica e alla redditività di lungo periodo. Tra i principali progetti per il 2026 figura il polo agrivoltaico Fratello Sole nell’area di Santa Maria di Galeria, presentato come un’iniziativa coerente con i principi dell’enciclica Laudato si’.

Il progetto prevede la costituzione di una fondazione, accordi con il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, un campo sperimentale per verificare eventuali interferenze elettromagnetiche con le antenne di Radio Vaticana, indagini archeologiche in collaborazione con i Musei Vaticani e la definizione di un accordo bilaterale con il Governo italiano per il riconoscimento dell’estensione dell’extraterritorialità dell’area.

Tra gli altri interventi programmati figurano la riqualificazione della Domus Paolo VI, destinata a diventare una struttura alberghiera, il proseguimento del piano triennale 2026-2027 di dismissione degli immobili non strategici e nuovi progetti per valorizzare gli immobili di Castel Gandolfo, dove sono allo studio uno studentato e un centro di alta formazione.

Scritto da Emanuele Tassinari

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