Come la pietra, il legno e la luce ridefiniscono gli interni moderni

Scopri come la pietra diventa leggera, il legno si fonde al zinc e la luce si fa protagonista, trasformando gli interni in opere d’arte viventi.

Nel panorama attuale di architettura e interior design, i materiali tradizionali non sono più semplici componenti strutturali: pietralegno e luce diventano veri protagonisti di narrazioni sensoriali. Tre progetti recenti ne dimostrano la versatilità, passando da superfici monumentali a volumi leggeri, da coperture pesanti a onde di zinc, fino a giochi di luce che attraversano gli spazi più intimi.

La pietra come elemento plastico e sensibile

La collezione Orizzonti di Zanellato/Bortotto, realizzata per delsavio 1910, sfrutta una lastra di marmo Verde Guatemala per rivelare texture e trasparenze quasi eteree, ispirandosi alla fragilità della brina. Alimonti Milano, con la linea Ritagli recupera lastre di pietra di scarto e le combina in composizioni cromatiche uniche, mettendo in luce la sostenibilità del riuso.

La consolle Fold di Etamorph, scolpita in un unico blocco di Verde Alpi con inserti di vetro petrolio, mostra come la materia prima possa essere modellata in forme personalizzabili senza perdere la sua essenza. Il tavolo Tobi-Ishi limitato a 500 pezzi, unisce marmo Carrara e verde Alpi in una lavorazione manuale che celebra la lentezza del tempo, mentre il vaso Tube di Fábio Teixeira, realizzato interamente a mano in marmo Carrara e Verde Guatemala, diventa un centrotavola scultoreo dal design minimalista.

Queste proposte dimostrano che la pietra non è più soltanto un blocco monolitico, ma una superficie capace di esprimere delicatezza e forza simultaneamente.

Dettagli di finitura: dal marmo al bronzo

Il designer Piero Lissoni, con la chaise longue Curl fonde robotica e tradizione artigianale, ottenendo una forma sinuosa che sfida i limiti della pietra.

Nella stessa direzione, la lampada Biagio di Tobia Scarpa, scolpita da un unico blocco di Carrara, si trasforma in un oggetto unico, mentre la sospensione Carma 01 di Chendu porta la luce a interagire con la massa calcarea, creando un bagliore etereo. Questi esempi rivelano come la pietra possa essere lavorata per ottenere trasparenze, riflessi e persino effetti di patina naturali, conferendo agli interni una dimensione tattile e visiva senza precedenti.

L’Onde di zinc: legno che riscrive il tetto di pietra

Nel piccolo comune di Murat, nel Cantal francese, le tradizionali case di basalto e lauze – pietre sonore soprannominate “pierre qui chante” – cedevano col tempo, creando curvature irregolari. Lo studio arabo (Jean-Baptiste Barache e Sihem Lamine) ha trasformato questo cedimento in L’Onde una capanna rurale la cui copertura è una lastra di zinc pre-patinato pieghevole. La superficie si sviluppa come una grande onda: convessa verso sud per catturare il sole in inverno e concava verso nord per proteggere dal vento. La struttura portante è interamente in larice, con una scansione verticale marcata che racchiude aperture modulari, sia fisse che apribili, integrate nell’impalcatura stessa. All’interno, la cementazione a vista, la struttura in legno e gli impianti elettrici rimangono esposti, celebrando l’opera dei quattro artigiani coinvolti.

Invecchiamento controllato

Il design prevede che il larice della facciata si ingrigisca col tempo, fondendosi visualmente con il zinc sovrastante, mentre la casa è pensata per resistere al gelo, al disgelo, alla neve e al vento, accogliendo i segni del tempo come parte integrante dell’estetica. L’approccio di arba rifiuta la levigatezza urbana: l’abitare rurale viene proposto come un’esperienza di durabilità e poesia materiale dove la struttura stessa racconta la sua storia attraverso l’usura e il cambiamento cromatico.

Borrowed Light: una casa che colleziona luce, pietra e ottone

A Preston, sobborgo di Melbourne, la famiglia di Kalu Edmunds ha affidato a Shelby Ann Studio la trasformazione di una abitazione in una vera scultura abitativa. Il progetto, intitolato Borrowed Light utilizza aperture puntuali – due lucernari circolari – per trasformare cucina e bagno in pozzi luminosi. I mattoni in vetro bronzo riciclato del soggiorno creano riflessi ondulati su pavimenti e soffitti, mentre le pareti in vetrocemento e la porta d’ingresso in leadlight diffondono fasci di luce lungo il corridoio fino al bagno. Il legno scuro effetto burl di Elton Group aggiunge venature decorative, mentre un paraschizzi in ottone sviluppa una patina organica grazie a un contatto accidentale con un tubo di scarico durante la costruzione.

Arredi e materia che invecchiano

Il soggiorno ospita un divano vintage rivestito con tessuto Mokum Fabrics, un tappeto Armadillo e numerosi oggetti di Mood Objects. Il tavolo da pranzo, realizzato in sughero da Edmunds, si completa con sedute e lampade scelte tra pezzi di design classico e creazioni su misura. La piscina a scacchiera di travertino riflette la luce dorata del parco Merri Creek, mentre una palma interna aggiunge una nota tropicale. L’intera abitazione è concepita come una stratificazione di materiali – pietra naturale, legno, ottone, microcemento – pensati per cambiare con il tempo, creando uno scenario abitativo in cui luxury equivale a longevità emotiva più che a novità superficiale.

Scritto da Emanuele Tassinari

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