Dal 13 al 18 aprile 2027 la Fiera di Milano ospiterà la 65ª edizione del Salone del Mobile la più importante vetrina globale dell’arredamento. Dopo il fallimento della tappa prevista a Riyad per motivi geopolitici, la manifestazione concentra tutta la sua energia su Milano, puntando su una novità che vuole ridefinire il ruolo della fiera: il Salone Contract.
Questa sezione è concepita come un vero e proprio mercato interno, capace di accompagnare progetti dalla prima bozza fino alla vita dell’edificio, con un focus su strutture pubbliche e private di grandi dimensioni.
Il settore dell’arredo si trova ad affrontare una fase di difficoltà: le esportazioni italiane hanno registrato un calo, le tensioni internazionali hanno reso più incerta la domanda e la concorrenza, soprattutto dalla Cina, è in crescita.
Il presidente uscente di Federlegno Arredo, Claudio Feltrin, ha avvertito che il 2026 chiuderà con un segno negativo, rendendo imperativo trovare nuove fonti di ricavo. In questo contesto, il contract appare come una risposta strategica, poiché consente di offrire non solo prodotti, ma servizi integrati per intere catene edilizie.
Il Salone Contract: una nuova piattaforma per il mercato dell’arredamento
Maria Porro, presidente del Salone, ha definito il Salone Contract non come un semplice supplemento, ma come una “piattaforma di mercato dentro la fiera”. L’obiettivo è gestire la complessità di progetti su larga scala, dalla fase di concept fino alla manutenzione decennale degli edifici.
La proposta si rivolge a strutture residenziali per anziani, musei, ospitalità e social housing, ambiti che rappresentano una porzione significativa delle future commesse di design. La strategia è quella di creare relazioni durature tra produttori, architetti, developer e investitori, favorendo un approccio di co-creazione più che di semplice fornitura.
Dati di mercato e prospettive di crescita
Le prime analisi condotte da PwC indicano che il valore globale delle forniture contract nelle principali asset class si aggira tra gli 80 e i 100 miliardi di euro. La regione delle Americhe detiene la fetta più grande (34,8-42,6 miliardi), seguita da APAC (27,9-34,2 miliardi) ed EMEA (16,7-20,4 miliardi). Questi numeri confermano la necessità per le aziende italiane di puntare su mercati esteri e di rafforzare la presenza internazionale. Il Salone Contract si propone quindi come catalizzatore di opportunità, fornendo dati, networking e strumenti di lettura del mercato grazie alla partnership con PwC.
Masterplan OMA e tour internazionale: da Milano al mondo
La struttura fisica del nuovo segmento è stata disegnata da Rem Koolhaas e David Gianotten di OMA. Il layout non prevede la classica fila di stand, ma quattro ambienti tematici: la Dome il Podium il Project Space e le aree B2B. Questi spazi sono organizzati per facilitare incontri one-to-one, presentazioni di progetti e scambi di idee, trasformando la fiera in un laboratorio di design collaborativo. Il concetto è quello di una “borsa di scambio” dove la visibilità e l’orientamento dei visitatori sono guidati da un percorso esperienziale.
Il tour globale e le altre piattaforme della fiera
Il Salone Contract sarà introdotto con un tour internazionale che parte da Shanghai (Westbund Central) il 21 ottobre, prosegue a Londra il 25 novembre con focus su spazi di lavoro, e arriva a Riyad a gennaio 2027 per l’hospitality. Parallelamente, la fiera continua a curare il ritorno di Euroluce la più grande biennale dedicata all’illuminazione, e la seconda edizione di Salone Raritas che metterà in luce pezzi unici, vintage e alta manifattura creativa, curata da Annalisa Rosso. Queste iniziative rafforzano il ruolo di Milano come hub centrale del design globale creando opportunità di business prima, durante e dopo la settimana di aprile.
