L’ottava edizione di Edit Napoli 2026 si è svolta dal 9 all’11 ottobre, trasformando la storica struttura dell’ex ospedale militare del XVI secolo, conosciuta come La Santissima in un vero e proprio laboratorio urbano. Curata da Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi la manifestazione ha riunito ottanta espositori provenienti da Italia e da diversi Paesi, proponendo una panoramica ampia di design, artigianato e ricerca autoriale.
Il claim dell’edizione, “Where Design Shapes” ribalta l’attenzione dal risultato finale al processo progettuale valorizzando materiali, competenze tecniche e relazioni produttive. La fiera è stata suddivisa su tre livelli dell’ex ospedale, creando percorsi che hanno intrecciato architettura storica e installazioni contemporanee, facendo di La Santissima un ponte tra passato e futuro.
Premi, progetti iconici e il format “Camera con Vista”
Tra i premi più rilevanti, spicca la vittoria di Artieri 1895 nella categoria Main per il prodotto inedito. Il riconoscimento è stato assegnato alla collezione Fade una serie di vasi e tavolini realizzati in alabastro dallo studio veneziano Zaven (Enrica Cavarzan e Marco Zavagno).
L’uso delicato di un materiale tradizionale in chiave contemporanea ha catturato l’attenzione della giuria.
Artieri 1895 – la collezione Fade
La collezione Fade si caratterizza per forme essenziali che giocano con la trasparenza e la fragilità dell’alabastro, creando un dialogo silenzioso tra luce e superficie.
Il risultato è un oggetto d’arredo che si pone al confine tra scultura e funzionalità, dimostrando come la ricerca materiale possa diventare protagonista del design.
Dunae – la collezione architettonica
Il premio Dunae assegnato nella sezione Seminario, ha riconosciuto una collezione “architettonica” di oggetti da tavola ideata da Giulia Biscaro, Stefano Di Biase e Vittorino Pannozzo. Il progetto, pensato per giovani designer sotto i trent’anni, ha esplorato la relazione tra forma, funzionalità e contesto domestico, dimostrando che la sperimentazione può nascere anche in spazi ristretti e di breve durata.
Camera con Vista: la camera da letto con vista sul Golfo
Il nuovo format Camera con Vista ha invitato studi e aziende a reinterpretare la camera da letto come ambiente sperimentale, integrando la spettacolare vista sul Vesuvio e sul Golfo di Napoli. Le installazioni hanno trasformato la finestra in elemento narrativo proponendo soluzioni contract e dimostrando come la domesticità possa aprirsi verso l’esterno, anticipando la 38ª edizione dell’America’s Cup del 2027.
Il percorso CULT nel cuore di Chiaia
La sezione CULT ha esteso la manifestazione al quartiere Chiaia, occupando chiese, palazzi liberty e botteghe, trasformando la città stessa in materiale espositivo. In questo contesto urbano, il design ha dialogato con architetture già cariche di memoria, creando installazioni che hanno messo in scena la produzione artigianale italiana.
Light on Spain a Palazzo Cellamare
Nel Palazzo Cellamare, la mostra Light on Spain ha presentato le lampade di Tomás Alía, Álvaro Catalán de Ocón e altri designer spagnoli, inserendo la luce nella tradizione architettonica napoletana e celebrando il legame storico tra Napoli e la Spagna.
Controtempo alla Fondazione Plart
Curata da Domitilla Dardi, la mostra Controtempo ha raccolto più di cinquanta opere di Massimo Lunardon artigiano-designer il cui lavoro si colloca a cavallo tra artigianato tradizionale e sperimentazione contemporanea, dimostrando che la fabbrica dell’idea può essere anche individuale.
Common Ground nella Chiesa di Santa Caterina da Siena
Margherita Rui ha curato una tavola rotonda dove hanno partecipato NasonMoretti, Fornace Brioni, Fortuny, Imolarte e Amenta Incisioni, creando una micro-geografia della manifattura italiana: vetro, ceramica, tessuto e incisione hanno dialogato come parti di un unico linguaggio progettuale.
L’Equilibrista al Palazzo Ruffo della Scaletta
Un’installazione di Lombardini22 insieme a Mangini e B&B Italia ha trasformato il palazzo in un ambiente di equilibrio dinamico: elementi sospesi e contrappesi hanno reagito ai movimenti dei visitatori, rendendo il concetto di stabilità una esperienza collettiva.
Archetipi di Pace a San Rocco
Fabrizia Frezza e Felice Limosani hanno presentato Archetipi di Pace un intervento che ha utilizzato luce, materiali e parole per stimolare riflessioni su ascolto, cura e differenza, confermando che il design può essere anche mezzo di dialogo sociale.
Crochet Coral Reef al Museo Pignatelli
Il monumentale progetto Crochet Coral Reef di Margaret e Christine Wertheim ha unito uncinetto, matematica ed ecologia, invitando il pubblico a partecipare attivamente e a ripensare il rapporto tra creatività e ambiente mediterraneo.
Cultural Currencies: il ponte con la Cape Town Furniture Week
Il format Cultural Currencies curato da Francesca Lanzavecchia ha aperto un dialogo internazionale tra Napoli e il Sud-Africa, ospitando cinque studi selezionati dalla più recente edizione della Cape Town Furniture Week. Tra i partecipanti troviamo African Jacquard, Ananta Design Studio, James Mudge Furniture Studio x Mungo, Water Dixon e Wiid Design, che hanno presentato oggetti che coniugano risorse locali, geologia e tradizioni marine, evidenziando le sorprendenti affinità tra le due città costiere.
L’intera manifestazione ha dimostrato che, in un contesto di produzione veloce e immagini fugaci, il design può tornare a valorizzare processi, territori e relazioni proponendo nuove forme di collaborazione tra artigiani, designer emergenti e grandi realtà internazionali.
