Nel cuore di Frederiksstaden, tra le eleganti facciate settecentesche che caratterizzano il quartiere, sorge un edificio industriale degli anni Trenta, ormai privo di una funzione chiara. Il team di Norm Architects, studio multidisciplinare danese fondato nel 2008, ha deciso di trasformare questa struttura in un laboratorio di lavoro che si avvicina più a una casa che a un tradizionale ufficio. La scelta di intervenire in un contesto così ricco di storia è parte integrante della loro filosofia: l’architettura deve dialogare con la memoria del luogo, valorizzando le tracce del passato anziché cancellarle.
Il risultato è una sede dove la percezione sensoriale, la funzionalità quotidiana e la durabilità dei materiali si fondono in un unico linguaggio progettuale. L’intervento non si limita a una ristrutturazione estetica, ma ridefinisce il modo in cui gli spazi vengono vissuti, ponendo al centro l’esperienza tattile e visiva di chi vi lavora. L’intera soluzione è concepita come un habitat di lavoro, una dimora creativa che invita a interagire con gli elementi architettonici in modo continuo.
Frederiksstaden: un contesto storico che dialoga con l’industriale
Frederiksstaden è noto per la sua pianificazione urbanistica del XVIII secolo, con ampie strade e edifici monumentali che celebrano l’era della monarchia danese. Inserito in questo tessuto, il capannone industriale conservava la struttura portante in acciaio, i soffitti a volta e le ampie dimensioni tipiche degli stabilimenti dell’epoca. Norm Architects ha deciso di preservare queste caratteristiche, creando un contrasto visivo tra la robustezza del ferro e la morbidezza dei nuovi rivestimenti. La decisione di mantenere la veridicità strutturale permette di raccontare una narrazione che unisce industrial heritage e design contemporaneo, rafforzando il legame tra il passato e il presente della zona.
Un progetto sensoriale: materiali, volumi e organizzazione degli spazi
Il nuovo studio si sviluppa su tre livelli, ognuno pensato per accompagnare i diversi momenti della giornata lavorativa. Al piano inferiore troviamo la cucina e le aree comuni, spazi che favoriscono la socializzazione informale. Il piano terra ospita una lounge, una biblioteca e un archivio aperto di materiali, invitando alla discussione e alla ricerca. Al piano superiore, grandi lucernari inondano di luce naturale il grande studio e la Board Room, conferendo una sensazione di apertura e trasparenza. Ogni ambiente è caratterizzato da materiali naturali – legno Dinesen, pietra minerale e pelle Sørensen – che creano una tavolozza di tonalità calde e superfici tattili.
Scala Dinesen in legno
Una scala in legno Dinesen collega i livelli, fungendo da elemento scenico e strutturale. Il calore del legno, una delle scelte più emblematiche del progetto, guida lo sguardo verso l’alto e introduce un ritmo visivo che ripete il pattern organico presente nei rivestimenti delle pareti e dei pavimenti.
Pannelli fonoassorbenti in tessuto
Le pareti sono arricchite da pannelli fonoassorbenti rivestiti in tessuto, che svolgono una duplice funzione: migliorano l’acustica dell’ambiente e fungono da supporto per disegni, campioni e progetti in corso. In questo modo, gli strumenti di lavoro diventano parte integrante dell’interior, creando un archivio vivente di creatività.
Arredi, luce e acustica: un archivio vivente di design
Gli arredi sono stati selezionati tra i più prestigiosi produttori di design scandinavo: Karimoku Case, Malte Gormsen e Audo. Le tende Fischer, i rivestimenti in pelle Sørensen Leather e l’illuminazione di Anker & Co. completano la scenografia, garantendo un equilibrio tra funzionalità e poetica estetica. Le maniglie e la ferramenta provengono dalle collezioni interne dello studio, un chiaro segno della volontà di mantenere una coerenza cromatica e tattile in tutto lo spazio.
L’illuminazione è progettata per accentuare le superfici minerali e le texture dei materiali, creando giochi di luce che cambiano nel corso della giornata. La combinazione di lucernari, faretti a LED e lampade a sospensione permette di modulare l’atmosfera in base alle esigenze operative, rendendo l’ambiente non solo bello da vedere ma anche confortevole da abitare. Il nuovo studio di Norm Architects si configura come un archivio da abitare, dove ogni elemento, dall’acustica alla scelta dei tessuti, è pensato per durare nel tempo e per stimolare sensi e mente.




