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Nuove aperture di showroom, ristorante e bistrot a Forlì, Roma e Caserta

Tre aperture recenti mostrano come design, gastronomia e inclusione possano convivere in progetti di alto profilo in Italia.

Negli ultimi giorni l’attenzione nazionale si è concentrata su tre inaugurazioni che collegano il mondo del design di cucina alla cucina d’autore e a iniziative di inclusione sociale. Le aperture si sono svolte in città diverse – Forlì, Roma e Caserta – ma condividono lo stesso intento: offrire esperienze sensoriali e funzionali per un pubblico sempre più esigente.

Il 9 ottobre, la Via Ravegnana 425 di Forlì ha accolto il Creo Store nuovo showroom del marchio Creo Kitchens del Gruppo Lube. Il 15 ottobre, al quarto piano del Palazzo Ripetta di Roma, il ristorante San Baylon è stato ricollocato, mentre dal 15 ottobre la Reggia di Caserta ha aperto al pubblico il Giardino della Camelia spazio che combina bistrot, laboratorio culturale e progetto di occupazione per donne.

Creo Store Forlì: design in scena con show cooking

La serata inaugurale, aperta a tutti a partire dalle 18, ha previsto uno show cooking con uno chef in partnership con la casa elettrodomestica Candy. Il cuoco ha preparato una focaccia dal impasto semplice, dimostrando le potenzialità di forni, piani cottura e altri apparecchi presenti nella mostra.

I visitatori hanno potuto assaggiare, chiacchierare con lo staff e toccare con mano i materiali e le soluzioni salvaspazio delle cucine esposte.

Offerta promozionale e pacchetti Candy

Dal 9 al 18 ottobre, chi acquista una cucina Creo riceve il pacchetto completo di elettrodomestici Candy (forno, piano cottura, frigorifero e lavastoviglie) a prezzo scontato, con in omaggio un frigorifero da 75 cm e una cantinetta per il vino.

Inoltre è possibile rateizzare in 36 mesi a tasso zero; sono previsti 30 pacchetti disponibili, una mossa pensata per stimolare le decisioni d’acquisto in tempi brevi.

San Baylon a Palazzo Ripetta: dal tradizionale al dialogo con lo chef

Il ristorante guidato dall’executive chef Christian Spalvieri ha trovato nuova casa al quarto piano dell’hotel cinque stelle, occupando una sala da circa 20 coperti con vista sulla Villa Medici. L’ambiente, prima dedicato a meeting, è stato trasformato in una zona ristoro dove convivono tavoli tradizionali e un banco panoramico di dieci posti, dove gli ospiti possono osservare da vicino la preparazione dei piatti e interagire direttamente con lo chef.

Il menu che supera la tradizionale sequenza di portate

Spalvieri propone una carta senza divisione rigida tra antipasti, primi e secondi. Tra le proposte spicca un “Riso, pomodoro e pomodoro”, dove lo stesso ingrediente compare in composte, polveri, pomodori canditi e una melassa ottenuta dalla crioestrazione dell’acqua di pomodoro. Altri piatti rielaborano icone italiane, come la Cacio e pepe in due versioni di salsa, o l’Oliva Martini, una reinterpretazione aromatica del celebre cocktail.

Giardino della Camelia a Reggia di Caserta: bistrot, laboratorio e lavoro per donne

Situato nell’ex Casa di Guardia di Ercole, l’edificio storico è stato restaurato per ospitare il Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab. L’inaugurazione è avvenuta il 14 ottobre, con apertura al pubblico a partire dal 15. Il bistrot offre green food tisane e specialità locali, con ingredienti biologici provenienti da agricoltura sociale che riutilizza terreni confiscati alla criminalità organizzata.

Laboratori, eventi e occupazione femminile

Il progetto, frutto di una collaborazione tra la Reggia, il Ministero della Cultura e tre cooperative sociali, prevede workshop tematici, tra cui “Halloween Green” e un ciclo “I profumi della corte Borbonica”. Parallelamente, dieci donne hanno trovato un impiego stabile, formate dalla chef locale Rosanna Marziale, con l’obiettivo di favorire l’autonomia economica e contrastare la violenza di genere.

Queste tre aperture dimostrano come il territorio italiano continui a innovare con proposte che coniugano funzionalità, eccellenza culinaria e responsabilità sociale. Dalle cucine espositive di Forlì alla cucina d’autore di Roma, fino al laboratorio inclusivo di Caserta, il filo conduttore è la volontà di rendere la cucina un’esperienza completa, sensoriale e condivisa.

Scritto da Emanuele Negri

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